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23.4519 · Postulato · 2023-12-22

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a esaminare le possibili misure da intraprendere per ridurre e, idealmente, risolvere gli importanti problemi di traffico riscontrati nella regione orientale del lago Lemano (Chablais vallesano), in particolare nei comuni di St-Gingolph, Port-Valais, Vouvry e Vionnaz, a seguito di un traffico frontaliero sproporzionato che ha ripercussioni fino nei Comuni vodesi adiacenti.

Begründung

La regione orientale del lago Lemano è soggetta a un traffico di veicoli piuttosto considerevole, causato dalla presenza della frontiera franco-svizzera e dal passaggio di numerosi frontalieri che lavorano principalmente nei Cantoni di Vaud e Vallese.

I 17 000 veicoli che transitano ogni giorno nei Comuni di St-Gingolph, Port-Valais, Vouvry e Vionnaz causano una riduzione considerevole della qualità di vita dei residenti, senza alcune prospettive di miglioramento. Il problema riguarda ormai anche i Comuni vodesi limitrofi.

Al momento, non esiste alcuna alternativa al traffico stradale. All’interno della regione, si auspica la realizzazione del progetto ferroviario nella regione meridionale del Lemano, che tuttavia rimane sempre solo ipotetica. Gli altri progetti, di cui spesso si discute, vengono abbandonati uno dopo l’altro.

Poiché il traffico è legato esclusivamente a un problema di frontiera internazionale e supera ampiamente la problematica delle frontiere cantonali, occorre che il Consiglio federale tratti il problema e proponga soluzioni a lungo termine.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale comprende perfettamente il problema sollevato per la regione di confine. È una problematica tipica di numerose regioni frontaliere al di fuori degli agglomerati che presentano un traffico pendolare importante (frontalieri) e un sistema di trasporti pubblici debole se non inesistente. La cooperazione transfrontaliera svolge un ruolo importante nel contesto delle relazioni con gli Stati vicini. Benché la politica estera sia essenzialmente di competenza della Confederazione, la cooperazione transfrontaliera con le regioni limitrofi è responsabilità diretta dei Cantoni. In effetti, la problematica sollevata nel postulato è complessa. Sul territorio svizzero esiste una linea ferroviaria fino a Saint-Gingolph, che è in disuso da numerosi anni sul suolo francese in direzione di Evian. Per raggiungere il Cantone di Vaud, occorre transitare per Monthey e cambiare treno oppure utilizzare in Svizzera un servizio di autobus. In ogni caso, ad eccezione della linea ferroviaria menzionata, nessuna infrastruttura federale risulta direttamente interessata. Alle condizioni attuali, non è dunque compito della Confederazione procedere a una pianificazione globale: i Cantoni di Vaud e del Vallese nonché i Comuni interessati sono tenuti ad agire. La Francia può essere invitata a cooperare tramite gli organi transfrontalieri esistenti come, per esempio, il Consiglio del Lemano. Occorre sottolineare che, nel caso degli agglomerati transfrontalieri, anche la gestione dei dossier, la pianificazione e il coordinamento generale sono di competenza dei Cantoni e dei Comuni. Di fatto, esiste l’ipotesi di integrare i servizi federali competenti all’interno di un’organizzazione del progetto. Se opportuno, il dialogo sulla cooperazione transfrontaliera franco-svizzera, di cui è responsabile il Dipartimento federale degli affari esteri, potrebbe diventare un organo adatto per trattare questo tema. In questo contesto, è utile segnalare le riflessioni già condotte su scala regionale dal Cantone Vallese e dalla regione dell’Alvernia-Rodano-Alpi riguardo al bacino del Lemano. In particolare, lo studio sul ripristino della tratta di 18 km tra Evian-les-Bains e Sant-Gingolph (detta linea di Tonkin), attualmente non sfruttata, suggerisce una soluzione a tal senso per una rete ferroviaria completa. Sul versante francese, a occuparsi della questione sarà chiamata la Commission nationale du débat public (Commissione nazionale per il dibattito pubblico) e, qualora necessario, l’Ufficio federale dei trasporti.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.