Lexipedia

23.480 · Iniziativa parlamentare · 2023-12-19

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Codice penale svizzero è modificato come segue:

2a. Disposizioni comuni. Persone particolarmente protette dalla legge

Art. 121

1. Nel caso di donne vittime del reato di cui all’articolo 124 e quando la vittima di uno dei reati di cui agli articoli 125 capoverso 1, 127, 128, 129, 133 o 134 è una donna e ne è risultata per lei una lesione fisica o psichica di una certa importanza, l’autore sarà punito con una pena detentiva di almeno sei mesi e non superiore a dieci anni;

2. quando la donna vittima ha subito lesioni personali gravi ai sensi degli articoli 122 o 125 capoverso 2, l’autore sarà punito con una pena detentiva di almeno un anno e non superiore a vent’anni;

3. quando la donna è vittima di vie di fatto ai sensi dell’articolo 126, il colpevole è perseguito d’ufficio e sarà punito con una pena detentiva di almeno sei mesi.

Altre modifiche

Agli articoli 122, 123, 124, 125, 126, 127, 128, 129, 133 e 134 è aggiunto un ultimo capoverso formulato come segue:

Rimane salva l’applicazione dell’articolo 121.

Begründung

In una decisione del 22 novembre 2023, il Tribunale federale ha stabilito che la durata «relativamente breve» di una violenza carnale costituisce un motivo per la riduzione della pena inflitta all’autore. Si tratta di un’affermazione inconcepibile: indipendentemente dalla durata dell’aggressione, la vittima ha la sensazione che duri un’eternità. Così facendo la vittima ha l’impressione che la tragedia venga relativizzata, il che non fa altro che accrescere la sua sofferenza. In qualità di organo legislativo, spetta a noi definire il modo in cui questa giustizia è messa in atto. Al giorno d’oggi un autore di violenza carnale ritenuto colpevole può ancora evitare la pena detentiva in quanto spesso le pene comminate a delinquenti al primo reato consistono in aliquote giornaliere. In altre parole, l’autore sfugge a qualsiasi disagio mentre la vittima deve convivere con il dolore per il resto della propria vita. Gli autori di violenze carnali devono essere consapevoli del fatto che le loro azioni comportano una pena detentiva, anche se sono state di breve durata.
Nel 2019 si contavano 679 violenze carnali, mentre nel 2020 questa cifra è salita a 713, pari a una crescita del 5 per cento. Nel 2021 si è registrato un ulteriore aumento arrivando a 757 casi, che corrisponde al 6 per cento in più, e nel 2022 il numero è salito a 867 violenze, ovvero il 15 per cento in più. Questo triste andamento dimostra che il legislativo deve adottare le misure necessarie per dare un messaggio chiaro: una violenza carnale equivale alla prigione!