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24.027 · Oggetto del Consiglio federale · 2024-03-01

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 1 marzo 2024 concernente la promozione della cultura negli anni 2025–2028 (Messaggio sulla cultura 2025–2028)

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 01.03.2024

Il Consiglio federale adotta il messaggio sulla cultura 2025-2028

Nella seduta del 1° marzo 2024 il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente la promozione della cultura negli anni 2025-2028 e lo ha trasmesso al Parlamento. Per attuare la politica culturale della Confederazione, fondata su sei campi d’azione, sono previsti mezzi finanziari pari a 987 milioni di franchi.

Il messaggio sulla cultura definisce l’orientamento strategico della politica culturale della Confederazione per il periodo 2025-2028 e presenta gli obiettivi, le misure più importanti e le modalità di finanziamento di tutti gli ambiti di promozione dell’Ufficio federale della cultura, della Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia e del Museo nazionale svizzero.

La Confederazione ha analizzato in profondità le sfide a cui è attualmente confrontata la cultura in Svizzera e, per la prima volta, ha coinvolto nell’elaborazione del messaggio tutti gli attori in gioco: Cantoni, città, Comuni e associazioni culturali. In base ai risultati dell’analisi sono stati definiti sei campi d’azione: cultura come settore occupazionale, aggiornamento della promozione della cultura, trasformazione digitale nella cultura, cultura come dimensione della sostenibilità, patrimonio culturale come memoria vivente e collaborazione nell’ambito della cultura. Questi campi d’azione sono di portata nazionale e il loro scopo è gettare le basi per una più stretta collaborazione e un maggiore coordinamento nella politica culturale in Svizzera, pur nel rispetto delle competenze dei diversi attori.

Per ogni campo d’azione sono stati definiti dei punti chiave. La Confederazione intende ad esempio garantire una retribuzione adeguata agli operatori culturali, migliorare le loro condizioni di lavoro e rafforzare le pari opportunità. Prevede inoltre di sostenere tutte le fasi del processo di creazione culturale. Al contempo promuoverà la trasformazione digitale nel settore della cultura tenendo conto dei nuovi formati digitali e ibridi di produzione, diffusione e mediazione. La Confederazione si attiverà anche per promuovere la sostenibilità nel settore culturale e ampliare l’accesso alla cultura. Infine, intende salvaguardare, sviluppare e valorizzare il patrimonio culturale materiale, immateriale e digitale della Svizzera e trattare in modo trasparente il patrimonio culturale storicamente problematico.

Il progetto del messaggio sulla cultura 2025-2028 è stato generalmente accolto con favore durante la consultazione. Le misure per lo sviluppo della politica culturale della Confederazione sono state recepite positivamente, così come la volontà di affrontare le questioni in modo globale.

Per l’attuazione del messaggio sono previsti mezzi finanziari pari a 987 milioni di franchi, 14 in meno rispetto al progetto posto in consultazione. Il quadro finanziario complessivo tiene conto delle decisioni prese dal Consiglio federale il 14 febbraio 2024 in materia di risanamento delle finanze. Il messaggio sulla cultura 2025-2028 è ora sottoposto al Parlamento.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 04.06.2024

Quasi un miliardo per la cultura

Per il periodo 2025-2028, il settore della cultura dovrebbe beneficiare di un budget di quasi 990 milioni di franchi. Il progetto, approvato oggi dal Consiglio degli Stati quale prima Camera, include nuove linee guida riguardanti i professionisti del settore e disposizioni sull'arte frutto di spoliazioni durante il periodo coloniale e il nazionalsocialismo.

Il Governo propone di stanziare 987,9 milioni nei prossimi quattro anni. Circa 210 milioni sono destinati al settore cinematografico, 187 milioni a Pro Helvetia e 139 milioni al Museo nazionale svizzero.

Altri fondi sono destinati alla conservazione dei monumenti (126 milioni), alle lingue (80 milioni) e al trasferimento di beni culturali (3 milioni). Queste somme non sono state contestate in aula. Per la promozione della cultura, invece, il Consiglio degli Stati ha aumentato il credito di 2 milioni, portandolo a 159 milioni.

Intervenendo a nome della commissione, Mathilde Crevoisier-Crelier (PS/JU) ha dichiarato che questo leggero aumento è stato deciso per creare un museo nazionale sul ruolo delle donne nella storia svizzera e un luogo per commemorare le vittime del nazionalsocialismo.

Stando alla "ministra" della cultura, Elisabeth Baume-Schneider, anche se il progetto originario prevedeva una somma superiore - poi decurtata di 14 milioni per ragioni finanziarie - i soldi a disposizione dovrebbero consentire di portare avanti una politica culturale ambiziosa.

No alla cultura della costruzione

Il dibattito nel plenum si è concentrato soprattutto su due aspetti: la promozione di una cultura della costruzione di qualità e i beni culturali frutto di spoliazioni. Circa il primo aspetto, la Camera dei cantoni ha respinto per 25 voti a 19 le proposte dell'esecutivo.

Per la maggioranza borghese, le attuali basi giuridiche sono sufficienti. Benedikt Würth (Centro/SG) ha sottolineato che la questione è di competenza dei Cantoni. A suo avviso, non si dovrebbero aggiungere nuovi obblighi federali che limiterebbero ulteriormente il margine di manovra esistente nel settore edilizio.

La sinistra e alcuni esponenti del centro-destra si sono espressi invece a favore dei piani governativi. "La cultura edilizia è una necessità", ha sostenuto Isabelle Chassot (Centro/FR). "Questo principio della cultura edilizia di qualità deve essere sancito in una legge federale", ha aggiunto Matthias Michel (PLR/ZG). "La bellezza del nostro patrimonio edilizio giova anche al turismo", ha affermato dal canto suo, anche se invano, Maya Graf (Verdi/BL).

Arte di dubbia provenienza

Col suo disegno di legge, il Governo intende anche fare opera di trasparenza circa il patrimonio culturale dal passato problematico. A tale riguardo, il plenum ha appoggiato la proposta di istituire una "Commissione per il patrimonio culturale storicamente problematico" in relazione al periodo coloniale e al nazionalsocialismo.

Per patrimonio culturale storicamente problematico si intende l'insieme dei beni culturali la cui origine o i cui passaggi di proprietà sollevano dubbi a seguito di trasferimenti dei diritti avvenuti nel contesto del nazionalsocialismo o del colonialismo.

La commissione dovrà consigliare il Governo e l'Amministrazione federale sulle questioni relative ai beni culturali storicamente problematici. Dovrà essere in grado di formulare "raccomandazioni non vincolanti" su richiesta di tutte le parti e d'intesa con esse, come stabilito dai "senatori".

Questa parte della legge ha dato adito a discussioni in aula. Il disegno del Governo prevedeva infatti la possibilità concessa alla commissione di elaborare raccomandazioni su "richiesta di una persona fisica o giuridica". Stando alla sinistra, questa istanza sarebbe in grado di agire efficacemente solo se può essere convocata unilateralmente.

Flavia Wasserfallen (PS/BE) e Carlo Sommaruga (PS/GE) hanno invitato - invano - il plenum a non ripetere l'errore commesso dalla Germania: in questo Paese il fatto di estendere la normativa a tutte le parti interessate (che devono essere d'accordo) ha rallentato, se non reso molto difficile, il chiarimento sulla provenienza di certe opere rivendicate dagli eredi. In 20 anni sono state elaborate 23 raccomandazioni a fronte di migliaia di rivendicazioni, hanno affermato.

Ma Benedikt Würth, a nome della maggioranza della commissione preparatoria, ha replicato che simili controversie sui beni culturali di origine dubbia sono solitamente molto complesse. L'esperienza dimostra che è possibile trovare buone soluzioni solo se entrambe le parti accettano il lavoro della commissione, ha spiegato il "senatore" sangallese. A suo avviso, con le nuove disposizioni la Svizzera compie dopotutto un importante passo avanti in questo settore. Oggi è attivo un solo punto di contatto per le opere d'arte saccheggiate presso l'Ufficio federale della cultura.

Plurilinguismo

Sempre nel corso della seduta odierna, gli Stati hanno approvato tacitamente il sostegno della Confederazione alla promozione del pluringuismo. In particolare, l'Italiano e il romancio andrebbero promossi nelle altre aree linguistiche per tenere conto della maggiore mobilità sociale. Per il romancio s'intendono mettere a disposizione corsi di lingua e per l'italiano maggiori possibilità di conseguire una maturità bilingue.

Stando al testo di legge, la Confederazione può concedere aiuti finanziari - al massimo 75% dei costi complessivi - a organizzazioni e istituzioni per offerte che promuovono l'apprendimento del romancio e dell'italiano e il consolidamento delle competenze linguistiche e per provvedimenti e offerte che consentono e facilitano l'uso del romancio.

Il plurilinguismo, secondo la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, è un elemento che caratterizza la Svizzera. Nei prossimi anni la Confederazione intende continuare a promuovere gli scambi linguistici fra regioni mettendo a punto una specie di programma Erasmus.

Professionisti della cultura

La strategia culturale 2025-2028 ha tratto insegnamento dalla pandemia di coronavirus. Durante questa crisi, la situazione dei lavoratori del settore culturale si è fatta più precaria. Il messaggio mira quindi a migliorare le condizioni di lavoro, a garantire un'equa retribuzione ai lavoratori della cultura e a rafforzare la loro sicurezza sociale.

La Confederazione vorrebbe adattare il proprio sostegno alla cultura per tenere maggiormente conto delle fasi di lavoro precedenti e successive alla produzione. Vuole inoltre tenere in considerazione i nuovi formati di produzione e distribuzione digitali e ibridi. A tale proposito sta introducendo un deposito legale per i contenuti digitali presso la Biblioteca nazionale svizzera, la cui consultazione sarebbe gratuita.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 11.09.2024

Messaggio sulla cultura, ridotto budget Pro Helvetia
Dopo il Consiglio degli Stati, oggi anche il Nazionale ha approvato il messaggio sulla cultura per il periodo 2025-2028, riducendo però il budget di Pro Helvetia per le sue attività all'estero. Ha invece sostenuto l'istituzione di una Commissione per il patrimonio culturale storicamente problematico in relazione al periodo coloniale e al nazionalsocialismo.

Il dibattito ha riservato poche sorprese, con la sinistra che ha chiesto aumenti, ricordando l'importanza fondamentale della cultura per la coesione del Paese e per il benessere della popolazione. Sull'altro fronte, in particolare UDC, è stato invece formulato l'auspicio di un ritorno alle spese del messaggio precedente, facendo leva sulla difficile situazione delle casse federali.

Da notare che il messaggio definisce l'orientamento strategico della politica culturale della Confederazione e presenta gli obiettivi, le misure più importanti e le modalità di finanziamento di tutti gli ambiti di promozione dell'Ufficio federale della cultura (UFC), della Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia e del Museo nazionale svizzero.

Il Consiglio federale proponeva di dotarlo di 987 milioni di franchi, in aumento dello 0,9% rispetto a quello del quinquennio 2021-2024, ma in calo dello 0,1% a causa dell'inflazione. Una serie di proposte di aumento o diminuzione sono state bocciate, ma non quella relativa a Pro Helvetia.

Pro Helvetia e palazzo Trevisan

I suoi fondi sono stati rivisti al ribasso di 6,5 milioni di franchi, in gran parte a causa delle sue attività, giudicate problematiche, in Russia. Il budget complessivo della fondazione ammonterà pertanto a 180,4 milioni.

Con 102 voti a 87 la maggioranza ha preferito mantenere l'importo del quinquennio 2021-2024. Il voto è stato espresso contro il parere della Commissione della scienza dell'educazione e della cultura, che aveva cambiato idea su un possibile ridimensionamento dei finanziamenti dopo che Pro Helvetia aveva fornito spiegazioni, annunciando oltretutto che avrebbe cessato le sue attività in Russia entro la fine dell'anno.

"Il problema non era tanto la presenza di Pro Helvetia in Russia quanto la sua gestione dell'antenna", ha spiegato Céline Weber (PVL/VD), a nome della commissione. "Posso confermare che non ci sarà più un ufficio a Mosca, poiché la situazione in Russia negli ultimi anni ha reso impossibile la permanenza in loco", ha aggiunto invano la ministra della cultura Elisabeth Baume-Schneider.

Quest'ultima ha evocato anche la situazione delle antenne presenti in Italia, affermando di aver avuto scambi di vedute con la fondazione per quanto riguarda l'Istituto Svizzero di Roma, che ha aperto la porta a discussioni future sul suo ruolo.

Lo stesso vale per Palazzo Trevisan a Venezia, ha aggiunto Baume-Schneider. L'UDC non ha perso occasione per criticare la presenza di Pro Helvetia in questa struttura, che ospita anche il consolato svizzero, accusandola di organizzarvi delle "vacanze". La fondazione ha deciso di non proporvi più eventi, ciò che ha provocato uno "tsunami di reazioni" nella Svizzera italiana. Stiamo attenti, dobbiamo differenziare tra consolato e cultura, ma "seguiamo da vicino la situazione", ha assicurato la ministra.

Nuova Commissione

Seguendo gli Stati, il Nazionale si è invece espresso a favore dell'istituzione di una Commissione per i beni culturali la cui origine o i cui passaggi di proprietà sollevano dubbi, in relazione in particolare al periodo coloniale e al nazionalsocialismo.

Essa dovrà consigliare il Governo e l'Amministrazione federale. A differenza della Camera di Cantoni, quella del popolo non ha però voluto sancire nella legge che questo nuovo organo sarà attivo solo su richiesta e con l'accordo di tutte le parti. Dovrebbe invece poter essere convocato anche unilateralmente.

Plurilinguismo e capitale della cultura

Approvato anche il sostegno della Confederazione alla promozione del pluringuismo. In particolare, l'italiano e il romancio andrebbero promossi nelle altre aree linguistiche per tenere conto della maggiore mobilità sociale. Per il romancio s'intendono mettere a disposizione corsi di lingua e per l'italiano maggiori possibilità di conseguire una maturità bilingue.

Il plenum si è pure allineato con gli Stati per la concessione di 2 milioni di franchi supplementari per la promozione della cultura, per complessivi 159 milioni. Nel messaggio figura anche il lancio del progetto "Capitale svizzera della cultura", sul modello di quanto avviene a livello europeo, con l'obiettivo di rafforzare la coesione nazionale.

Costruzioni di qualità, nessuna modifica

Nessun sostegno invece, come deciso anche dagli Stati in giugno, a istituire basi giuridiche per una promozione di una cultura della costruzione di qualità. Per una maggioranza borghese del plenum, le norme attuali sono sufficienti. Il progetto - che sarebbe nato in adempimento della Dichiarazione internazionale di Davos, adottata nel 2018 su iniziativa proprio della Svizzera - è stato quindi archiviato.

Infine, il Nazionale non si è occupato di una modifica della Legge sulla Biblioteca nazionale. Con questo emendamento, il Consiglio federale vuole garantire che questa istituzione possa adempiere al suo mandato di raccolta e divulgazione anche in ambito digitale. La commissione competente sta ancora discutendo la questione.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 16.09.2024

Mantenuto il budget per Pro Helvetia
Pro Helvetia deve poter continuare le sue attività all'estero senza ostacoli finanziari. Con 30 voti contro 8, oggi i "senatori" hanno mantenuto il budget di 187 milioni previsto per la fondazione tra il 2025 e il 2028, contro il parere del Consiglio nazionale.

La settimana scorsa, la Camera del popolo aveva rivisto al ribasso di 6,5 milioni i fondi per Pro Helvetia, in gran parte a causa di attività giudicate "problematiche" in Russia. Questo nonostante la fondazione avesse dichiarato che avrebbe chiuso il suo ufficio di Mosca entro la fine dell'anno.

Questo taglio è inopportuno perché non sappiamo esattamente a cosa si applicherà, ha dichiarato Mathilde Crevoisier Crelier (PS/JU) a nome della commissione. Ciò metterebbe in pericolo le attività della fondazione all'estero, ha aggiunto.

Dal canto suo, Jakob Stark (UDC/TG) ha tentato invano di relativizzare l'entità del taglio al budget totale di Pro Helvetia. Non sarebbe la fine della fondazione, ma questi importi non dovrebbero nemmeno essere considerati aneddotici, gli ha risposto la ministro della cultura Elisabeth Baume-Schneider.

Il budget destinato alle antenne della Fondazione all'estero è di 36,3 milioni di franchi. Un taglio di 6,5 milioni rappresenterebbe quindi una riduzione del 15%, ha spiegato la giurassiana.

Rinviata discussione su opere d'arte saccheggiate

I "senatori" non hanno contestato le altre modifiche apportate dal Consiglio nazionale. Tuttavia, hanno rinviato la discussione sull'istituzione di una Commissione per il patrimonio culturale storicamente problematico in relazione al periodo coloniale e al nazionalsocialismo.

A differenza della Camera del popolo, quella dei cantoni vuole sancire nella legge che questo nuovo organo sarà attivo solo su richiesta e con l'accordo di tutte le parti. Per il Nazionale essa dovrebbe invece poter essere convocata anche unilateralmente.

Crevoisier Crélier ha affermato che questi aspetti, che non fanno l'unanimità, devono essere approfonditi. Delle audizioni si svolgeranno da qui alla fine dell'anno.

In totale, per il budget culturale 2025-2028 è previsto quasi un miliardo di franchi. Circa 210 milioni andranno al cinema e 139 milioni al Museo nazionale svizzero. I fondi rimanenti sono destinati alla promozione culturale (159 milioni), alla conservazione dei monumenti (126 milioni), alle lingue (80 milioni) e al trasferimento di beni culturali (3 milioni).

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 19.09.2024

Mantenuto il budget per Pro Helvetia
Pro Helvetia deve poter continuare le sue attività all'estero senza ostacoli finanziari. Con 106 voti a 79, oggi il Nazionale ha mantenuto, seguendo il parere degli Stati, il budget di 187 milioni di franchi previsto per la fondazione tra il 2025 e il 2028.

Globalmente, per la cultura è previsto quasi un miliardo di franchi.

La settimana scorsa, la Camera del popolo aveva invece rivisto al ribasso di 6,5 milioni i fondi per Pro Helvetia, in gran parte a causa di attività giudicate "problematiche" in Russia. Questo nonostante la fondazione avesse dichiarato che avrebbe chiuso il suo ufficio di Mosca entro la fine dell'anno.

Lunedì gli Stati avevano giudicato inopportuno il taglio, perché avrebbe messo in pericolo le attività della fondazione all'estero. Oggi, una minoranza guidata dal Sylvain Freymond (UDC/VD) ha tentato invano di relativizzare l'entità del taglio al budget totale di Pro Helvetia. Secondo il democentrista, la decurtazione non segnerebbe la fine della fondazione.

Vari oratori, nonché la ministra della cultura Elisabeth Baume-Schneider, hanno sottolineato che il budget destinato alle antenne della Fondazione all'estero è di 36,3 milioni di franchi. Una diminuzione di 6,5 milioni avrebbe rappresentato un taglio del 15%. E alla fine la maggioranza del plenum ha seguito queste argomentazioni.

In totale, per il budget culturale 2025-2028 è previsto quasi un miliardo di franchi. Circa 210 milioni andranno al cinema e 139 milioni al Museo nazionale svizzero. I fondi rimanenti sono destinati alla promozione culturale (159 milioni), alla conservazione dei monumenti (126 milioni), alle lingue (80 milioni) e al trasferimento di beni culturali (3 milioni).

Rinviata discussione su opere d'arte saccheggiate

I due rami del Parlamento hanno invece rinviato la discussione sull'istituzione di una Commissione per il patrimonio culturale storicamente problematico in relazione al periodo coloniale e al nazionalsocialismo.

A differenza della Camera del popolo, quella dei cantoni vuole sancire nella legge che questo nuovo organo sarà attivo solo su richiesta e con l'accordo di tutte le parti. Per il Nazionale essa dovrebbe invece poter essere convocata anche unilateralmente.

Le due Camere hanno quindi deciso che questi aspetti, che non fanno l'unanimità, devono essere approfonditi. Delle audizioni si svolgeranno da qui alla fine dell'anno.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 09.12.2024

"No" a documenti digitali alla Biblioteca nazionale

La Biblioteca nazionale (BN) dovrà ancora aspettare per sapere se potrà in futuro collezionare anche documenti in formato elettronico. La modifica di legge che gli conferisce questo mandato non ha superato oggi lo scoglio del Consiglio nazionale, avendo subito i veti incrociati dell'UDC e del PS.

Con la modifica della Legge sulla Biblioteca nazionale, parte integrante del Messaggio sulla cultura, il governo vuole fare in modo che la BN possa procurarsi i documenti liberamente accessibili su internet che hanno un legame con la Svizzera. Il disegno di legge, adottato dagli Stati in giugno, permette alla Biblioteca nazionale anche di ottenere gratuitamente le opere in formato elettronico non direttamente consultabili sul web (ad esempio perché è richiesto un pagamento o è necessario registrarsi).

Nel suo intervento, la relatrice commissionale Céline Weber (PVL/VD) ha spiegato come durante le sedute di commissione ci si sia interrogati sull'opportunità di obbligare i produttori di contenuti digitali a rendere gratuitamente a disposizione della BN le loro creazioni. Le opere digitali sono infatti più facilmente copiabili rispetto a quelle su supporto cartacei. Rinunciarvi non è però una opzione per la vodese: si rischierebbe una perdita della memoria svizzera.

Durante le discussioni il Partito socialista ha espresso la propria contrarietà al fatto che i produttori di opere protette non saranno remunerati. "Un compenso, anche solo simbolico, è necessario", ha sostenuto Estelle Revaz (PS/GE).

Da parte sua, l'UDC ha denunciato l'obbligo della messa a disposizione di opere alla BN: "è una violazione della libertà degli autori", ha affermato Sylvain Freymond (UDC/VD). Il vodese ha anche messo in dubbio l'utilità della novità e espresso preoccupazioni sui costi.

Il dossier, respinto oggi con 99 voti contro 86 e una astensione, torna ora sui banchi del Consiglio degli Stati.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 04.03.2025

Arte rubata, verso un compromesso
Si delinea un compromesso in parlamento in merito all'arte oggetto di spoliazioni. Il Consiglio degli Stati ha stabilito oggi che la commissione ad hoc che il Consiglio federale ha istituito per gestire il patrimonio dal passato problematico dovrebbe poter essere interpellata direttamente dagli eredi nei casi legati al nazismo, ma non in quelli legati al colonialismo.

I privati dovrebbero poter rivolgersi unilateralmente a tale istanza per le opere confiscate dai nazisti che sono conservate in musei e collezioni finanziate con fondi pubblici, secondo quanto stabilito dai "senatori". In altri casi, compreso quello del colonialismo, sarà necessario l'accordo di tutte le parti coinvolte, ha dichiarato a nome della commissione Mathilde Crevoisier-Crelier (PS/JU).

Con questo compromesso, la Camera dei Cantoni fa un passo in direzione del Nazionale e del Governo che propendono per la via unilaterale. L'obiettivo? Semplificare il sistema, evitando che le raccomandazioni espresse dalla commissione possano essere bloccate da un sistema troppo restrittivo, come è accaduto in Germania. Finora i "senatori" si erano sempre dichiarati a favore di un accordo fra tutte le parti interessate.

Ciò che vale per il periodo del nazismo, non vale però per le opera d'arte trafugate durante il periodo coloniale. Secondo Isabelle Chassot (Centro/FR), "estendendo la possibilità di rivolgersi unilateralmente alla commissione per i casi legati al periodo nazionalsocialista, la Svizzera è già andata oltre ciò che viene fatto attualmente a livello internazionale".

Prima di affrontare questo aspetto del dossier, gli Stati si sono adeguati al Nazionale circa il deposito legale digitale presso la Biblioteca nazionale svizzera, ossia l'obbligo per gli artisti di fornire copia delle loro produzioni pubblicate online oltre a quelle cartacee (come accade oggi).

In futuro, la Biblioteca nazionale dovrà sostenere gli artisti versando ogni anno una somma di denaro in un fondo istituito da una società istituita per gestire i diritti d'autore. Non è specificato l'importo. Inoltre, le pubblicazioni non liberamente accessibili potranno essere consultate in biblioteca a condizioni più severe.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 13.03.2025

Il Consiglio nazionale ha mantenuto una divergenza nel quadro del messaggio sulla cultura 2025-2028. Gli Stati vogliono consentire il ricorso unilaterale alla Commissione nazionale dei beni culturali per opere trafugate che si trovano nei musei o nelle collezioni finanziate con fondi pubblici. Il Nazionale vuole includere anche i beni di proprietà privata provenienti dal contesto nazista.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 18.03.2025

Il Consiglio degli Stati ha mantenuto l'ultima divergenza nel quadro del messaggio sulla cultura 2025-2028. Gli Stati vogliono consentire il ricorso unilaterale alla Commissione nazionale dei beni culturali per opere trafugate che si trovano nei musei o nelle collezioni finanziate con fondi pubblici. Il Nazionale vuole includere anche i beni di proprietà privata provenienti dal contesto nazista.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 19.03.2025

Il Consiglio nazionale ha eliminato l'ultima divergenza concernente la modifica della Legge sul trasferimento dei beni culturali (LTBC). Gli Stati volevano consentire il ricorso unilaterale alla Commissione nazionale dei beni culturali unicamente per opere trafugate che si trovano nei musei o nelle collezioni finanziate con fondi pubblici. Il Nazionale inizialmente voleva includere anche i beni di proprietà privata provenienti dal contesto nazista. Visto che ora vi ha rinunciato (con 116 voti contro 53 e 3 astenuti), il dossier è da considerarsi pronto per le votazioni finali.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 02.06.2025

CN: "sì" a documenti digitali alla Biblioteca nazionale
La Biblioteca nazionale svizzera (BN) potrà in futuro collezionare anche documenti in formato elettronico. Dopo il Consiglio degli Stati, la modifica di legge che gli conferisce questo mandato ha superato oggi anche lo scoglio del Consiglio nazionale. Il dossier è quindi pronto per le votazioni finali.

Con la modifica della Legge sulla Biblioteca nazionale, parte integrante del Messaggio sulla cultura 2025-2028, il Governo vuole fare in modo che la BN possa procurarsi i documenti liberamente accessibili su internet che hanno un legame con la Svizzera. Il disegno di legge, già adottato dagli Stati in marzo e oggi anche dalla Camera del popolo con 131 voti contro 61, permette alla Biblioteca nazionale anche di ottenere gratuitamente le opere in formato elettronico non direttamente consultabili sul web (ad esempio perché è richiesto un pagamento o è necessario registrarsi).

Lo scorso dicembre, il dossier era stato respinto dal Nazionale con 99 voti contro 86 e una astensione, avendo subito i veti incrociati dell'UDC e del PS. Era poi tornato sui banchi del Consiglio degli Stati, che avevano accolto un compromesso della loro competente commissione.

Esso prevede che le pubblicazioni non liberamente accessibili siano consultabili solo in loco, presso la Biblioteca nazionale. La consultazione online di tali opere sarà consentita agli utenti la cui identità sia stata preliminarmente verificata.

Inoltre, la BN dovrà versare un contributo annuale al fondo per la cultura di una società di gestione dei diritti d'autore. Oggi in Consiglio nazionale ha prevalso la maggioranza a favore di un obbligo ("la Biblioteca nazionale versa annualmente un contributo"). Una minoranza liberale-radicale ha tentato invano di far prevalere una formulazione facoltativa ("la Biblioteca nazionale può versare annualmente un contributo"),

In primavera, Swisscopyright, un'organizzazione che raggruppa cinque società di gestione collettive svizzere, aveva definito "accettabile" la proposta di compromesso della commissione del Consiglio degli Stati. Oggi, anche il Consiglio nazionale vi si è allineato. In dicembre, la Camera del popolo aveva ancora sostenuto che tale proposta del Consiglio federale si spingeva troppo lontano.

Il Messaggio sulla cultura 2025-2028 è quindi pronto per le votazioni finali. Lo scorso settembre, il Parlamento aveva approvato un budget di quasi un miliardo di franchi per la cultura tra il 2025 e il 2028. Il Consiglio degli Stati aveva accettato l'introduzione di un deposito legale digitale presso la Biblioteca nazionale svizzera, come richiesto dal Consiglio federale. Il Consiglio nazionale ha rinviato la discussione su questo aspetto e poi ha posto il veto in dicembre.