24.033 · Oggetto del Consiglio federale · 2024-03-01
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 1° marzo 2024 concernente la modifica della legge sull’approvvigionamento elettrico (Riserva di energia elettrica)
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 01.03.2024
Il Consiglio federale intende sancire per legge la riserva di energia elettrica
Il Consiglio federale intende disciplinare a livello di legge diverse misure già esistenti atte a contrastare una situazione di penuria energetica e promuovere in modo mirato la produzione di energia elettrica durante la stagione invernale. Nella sua seduta del 1° marzo 2024 ha trasmesso al Parlamento il messaggio concernente le corrispondenti modifiche delle leggi sull’approvvigionamento elettrico, sull’energia e sul CO2.
A causa delle ripercussioni della guerra in Ucraina sulle forniture di gas in Europa e di problemi tecnici in numerose centrali nucleari francesi, nell’inverno 2022/23 si è riscontrato un rischio accresciuto per l’approvvigionamento energetico della Svizzera. Questo rischio persiste tuttora e anche le sfide per i prossimi inverni rimangono impegnative. Il Consiglio federale ha pertanto costituito gradualmente una riserva di energia elettrica orientata al semestre invernale. La base giuridica è l’ordinanza sulla riserva invernale, che disciplina l’impiego di una riserva di energia idroelettrica e di una riserva termica complementare costituita da centrali di riserva, gruppi elettrogeni di emergenza e impianti di cogenerazione forza-calore (impianti di cogenerazione) aggregati. L’ordinanza sulla riserva invernale e le riserve di energia elettrica che si basano su di essa hanno una durata limitata alla fine del 2026.
Sancire per legge la riserva termica
Nella legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, su cui l’elettorato svizzero sarà chiamato a votare il 9 giugno 2024, il Parlamento ha creato la base giuridica per la costituzione di una riserva obbligatoria di energia idroelettrica. Il Consiglio federale intende ora integrare tale base con disposizioni concernenti la riserva termica. Le diverse capacità di riserva per il rafforzamento della sicurezza di approvvigionamento disporranno quindi di una base giuridica non limitata nel tempo.
Principali disposizioni per la riserva di energia termoelettrica
Il Consiglio federale può proporre valori obiettivo per il dimensionamento delle singole parti della riserva. La Commissione federale dell’energia elettrica (ElCom) stabilisce il dimensionamento concreto.
Con l’eccezione della riserva idroelettrica, i partecipanti sono generalmente determinati attraverso bandi di gara. I gruppi elettrogeni di emergenza e gli impianti di cogenerazione più piccoli possono partecipare alla riserva solo se sono raggruppati da un aggregatore (il cosiddetto pooling).
Per la partecipazione alla riserva, i gestori degli impianti ricevono un compenso. Se vengono prelevate le loro riserve, ricevono un indennizzo per l’energia prelevata.
In linea di principio, la riserva può essere prelevata solo in caso di mancata compensazione del mercato (cioè se la quantità di elettricità richiesta nella borsa elettrica per il giorno successivo supera l’offerta). In caso di situazioni di approvvigionamento critiche, il Consiglio federale coordina l’interazione tra la riserva di energia elettrica e le misure di approvvigionamento economico del Paese.
Per non gravare sul bilancio dei gas serra, il Consiglio federale può adeguare il diritto in materia di CO2, segnatamente per quanto riguarda l’obbligo di partecipare al sistema di scambio di quote di emissioni. Può inoltre prevedere eccezioni proporzionate e a termine alle norme del diritto in materia di protezione dell’ambiente e alle prescrizioni d’esercizio cantonali, se ciò risulta indispensabile per l’esercizio dell’impianto.
Tutti gli esborsi rientrano sostanzialmente tra i costi d’esercizio computabili della rete di trasporto e saranno quindi sostenuti dai consumatori finali.
Promozione degli impianti di cogenerazione
In conseguenza di una mozione della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (23.3022 Mo.CAPTE-N), attualmente ancora in discussione, la promozione degli impianti di cogenerazione che non partecipano alla riserva di energia elettrica viene inclusa nel presente progetto di legge (legge sull’energia). Le risorse per i contributi d’investimento sono limitate a 20 milioni di franchi all’anno per dieci anni. Nel semestre invernale, i nuovi impianti di cogenerazione devono produrre una quantità di energia supplementare di circa 400 GWh. Il finanziamento avviene attraverso il Fondo per il supplemento di rete, senza alcun aumento di tale supplemento.
La maggior parte dei partecipanti alla consultazione ha accolto con favore il progetto.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 09.12.2024
Approvvigionamento energetico, verso legge ad hoc
I vari provvedimenti adottati finora a livello di ordinanza per affrontare un'eventuale carenza di elettricità, che comprendono anche l'esercizio di centrali a gas, saranno trascritti in una apposita legge. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale approvando - con 144 voti contro 49 e 2 astenuti - una modifica della legge sull'approvvigionamento elettrico. "Sì" anche alle misure di sostegno al settore siderurgico.
Come spiegato dal relatore commissionale Nicolas Kolly (UDC/FR) la situazione sul fronte dell'approvvigionamento energetico è notevolmente peggiorata a partire dal 2022, il che ha portato il Consiglio federale ad adottare tutta una serie di misure tramite ordinanze. Queste ordinanze sono valide fino alla fine del 2026, anche se l'esecutivo ha già annunciato, lo scorso 13 novembre, di voler prorogare l'ordinanza sulla riserva invernale fino al 31 dicembre 2030.
È grazie a queste ordinanze che il Consiglio federale ha potuto realizzare, ad esempio, la centrale di riserva Birr definita da Kolly "essenziale" per colmare eventuali lacune fino all'inverno 2026/27, in attesa della costruzione di nuove centrali di riserva. Il suo futuro resta però incerto: se si vuole prolungarne il funzionamento sarà necessario allentare temporaneamente le norme ambientali o installare catalizzatori, che ne ridurrebbero però della metà la potenza.
Nella legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, approvata in votazione lo scorso 9 giugno, il Parlamento aveva già istituito una base giuridica per la costituzione di una riserva obbligatoria di energia idroelettrica. La modifica legislativa oggi in discussione integra tale base con disposizioni riguardanti la riserva termica.
Quest'ultima verrebbe utilizzata solo in caso di emergenza, quando il mercato non sarebbe più in grado di soddisfare la domanda. "Si tratta di una sorta di assicurazione, che si spera di non dover mai utilizzare", ha affermato il consigliere federale Albert Rösti. La Confederazione non può permettersi una carenza di elettricità che, come sostenuto dall'Ufficio federale della protezione della popolazione, rappresenta attualmente il rischio più grande per il nostro paese, ha aggiunto Kolly.
Durante il dibattito di entrata in materia i Verdi hanno chiesto di rinviare il dossier al Consiglio federale (proposta bocciata con 164 voti contro 25). L'esecutivo sarebbe stato incaricato di dare una chiara priorità alle riserve idroelettriche e avrebbe dovuto escludere dal progetto le nuove centrali a gas. "La Confederazione spenderà miliardi di franchi per centrali a combustibili fossili che probabilmente non verranno mai utilizzate e che sono dannose per il clima e la qualità dell'aria", ha sostenuto Christophe Clivaz (Verdi/VS).
La proposta di introdurre un utilizzo a cascata delle riserve porterebbe ad una mancanza di flessibilità in caso di grave penuria, ha replicato Kolly. Il relatore commissionale ha anche giustificato il mantenimento nella legge degli impianti a gas, "che offrono una soluzione rapida e affidabile a una situazione di emergenza, e ciò a costi gestibili".
Per quanto attiene alla riserva termoelettrica, il Consiglio federale potrà, ad esempio, proporre valori obiettivo per il dimensionamento delle singole parti della riserva. La Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) stabilisce il dimensionamento concreto. Oltre a ciò, per la partecipazione alla riserva, i gestori degli impianti ricevono un compenso. Se vengono prelevate le loro riserve, ricevono un indennizzo per l'energia prelevata.
Per non appesantire il bilancio dei gas serra, il Consiglio federale dovrà adeguare il diritto in materia di CO2, in particolare circa l'obbligo di partecipare al sistema di scambio di quote di emissioni. Potrà inoltre prevedere eccezioni proporzionate e a termine alle norme del diritto in materia di protezione dell'ambiente e alle prescrizioni d'esercizio cantonali, se ciò risulta indispensabile per l'esercizio dell'impianto.
Sostegno all'industria siderurgica
Durante l'esame del dossier il Consiglio nazionale ha anche approvato una disposizione, non prevista nel messaggio del Consiglio federale, destinata ad aiutare temporaneamente l'industria siderurgica e dell'alluminio attualmente in difficoltà. Le grandi aziende del settore potranno farsi rimborsare una parte delle tariffe per l'utilizzo della rete elettrica. Tale sostegno è sottoposto ad alcune condizioni, quali la garanzia quanto al mantenimento del sito di produzione, agli obblighi di trasparenza e alla rinuncia alla distribuzione di dividendi.
In Svizzera, contrariamente ai Paesi limitrofi dove queste aziende ricevono un massiccio sostegno statale, non esistono misure di politica industriale mirate, ha spiegato Stefan Müller-Altermatt (Centro/SO) a nome della commissione. Questo svantaggio competitivo mette sotto pressione le aziende dell'acciaio e dell'alluminio, che sono di fondamentale importanza per il Paese, ha aggiunto il solettese che ha ricevuto il sostegno dello schieramento rosso-verde: "l'acciaio svizzero è più ecologico di quello importato", hanno sottolineato i socialisti.
Critiche sono giunta da destra e dal PVL. Mike Egger (UDC/SG) non ha esitato a definire l'emendamento una "Lex Karl Marx". A suo avviso non si può sovvenzionare ogni settore in difficoltà. "Ciò di cui l'economia ha bisogno non nuove leggi e nuovi regolamenti, ma condizioni quadro liberali", ha sostenuto il sangallese.
"La proposta susciterebbe prevedibilmente e comprensibilmente i desideri di altre industrie che soffrono anch'esse per gli alti prezzi dell'energia", gli ha fatto eco Susanne Vincenz-Stauffacher (PLR/SG). "Non bisogna aprire questo vaso di Pandora", ha aggiunto.
Dopo un acceso dibattito, il Nazionale ha approvato le misure di sostegno con 105 voti contro 84 e 6 astenuti. Con 151 voti contro uno e 43 astensioni ha poi deciso di scorporare i provvedimenti a sostegno dell'industria siderurgica, che saranno così portati avanti un una legge separata, che nella volontà della maggioranza dovrà essere dichiarata urgente.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 16.12.2024
Sì ad aiuti per acciaierie svizzere
La Confederazione aiuterà le acciaierie in difficoltà. Dopo il Consiglio nazionale, anche la Camera dei Cantoni ha deciso in linea di principio che due acciaierie svizzere - e due fonderie di alluminio vallesane - saranno esentate da una parte delle tasse di utilizzo della rete elettrica.
Oggi i "senatori", con 25 voti a favore e 17 contrari, hanno approvato la modifica della legge sull'approvvigionamento elettrico. In seguito al voto favorevole di entrambe le camere, il testo prevede ora che le fonderie di ferro, acciaio e metalli leggeri "di importanza strategica" ricevano uno sgravio finanziario a determinate condizioni.
Esso ammonta a 37,4 milioni di franchi spalmati su quattro anni, stando a quanto dichiarato oggi da Beat Rieder (Centro/VS) a nome della commissione, riferendosi alle cifre fornite dall'Ufficio federale dell'energia.
Per un'economia con un consumo di 4'500 chilowattora di elettricità all'anno, ciò equivale a 3,05 franchi nell'arco di quattro anni, ha proseguito Rieder. Le piccole e medie imprese con un fabbisogno elettrico relativamente basso dovranno pagare 33,85 franchi, mentre quelle con un fabbisogno di corrente più elevato dovranno versare 101,55 franchi.
Ne beneficeranno le imprese Stahl Gerlafingen (che ha sede nell'omonimo comune nel canton Soletta), Steeltec a Emmenbrücke (LU) e le fonderie di alluminio vallesane Constellium e Novelis. Le società saranno esentate per quattro anni da una parte dei canoni di utilizzo della rete elettrica. Lo sconto sarà pagato congiuntamente da tutti i consumatori di energia elettrica.
Le aziende devono soddisfare diverse condizioni per ottenere l'aiuto. Poiché oggi il Consiglio degli Stati le ha inasprite, il progetto di legge torna al Consiglio nazionale.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 17.12.2024
Sostegno ad acciaierie, accordo fra le due Camere
La Confederazione aiuterà l'industria siderurgica svizzera in difficoltà, esentandole da una parte delle tasse di utilizzo della rete elettrica. Oggi il Consiglio nazionale ha appianato tacitamente le ultime divergenze con gli Stati in materia. Il dossier torna alla Camera dei cantoni per il voto sulla clausola d'urgenza.
Formalmente, le due Camere hanno approvato la modifica della legge sull'approvvigionamento elettrico. Il testo prevede ora che le fonderie di ferro, acciaio e metalli leggeri "di importanza strategica" ricevano uno sgravio finanziario a determinate condizioni.
"Gli aiuti transitori per le fonderie di ferro, acciaio e metalli leggeri di importanza strategica sono di interesse pubblico preminente, poiché contribuiranno a mantenere la produzione industriale nel nostro Paese, necessaria per mantenere un'industria del riciclaggio in Svizzera", ha dichiarato Nicolas Kolly (UDC/FR) a nome della commissione preparatoria.
Ne beneficeranno le imprese Stahl Gerlafingen (che ha sede nell'omonimo comune nel canton Soletta), Steeltec a Emmenbrücke (LU) e le fonderie di alluminio vallesane Constellium e Novelis. Le società saranno esentate per quattro anni da una parte dei canoni di utilizzo della rete elettrica. Lo sconto sarà pagato congiuntamente da tutti i consumatori di energia elettrica.
Anche il capo del Dipartimento federale dell'energia (DATEC), Albert Rösti, ha accolto con favore la legge, nonostante le sue riserve di principio su qualsiasi aiuto di Stato a un particolare settore. "Stiamo inviando il segnale che le autorità vogliono mantenere queste aziende in Svizzera", ha dichiarato.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 05.03.2025
Approvvigionamento energetico, verso legge ad hoc
I vari provvedimenti adottati finora a livello di ordinanza per affrontare un'eventuale carenza di elettricità, che comprendono anche l'esercizio di centrali a gas, vanno trascritti in una apposita legge. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati approvando una modifica della legge sull'approvvigionamento elettrico.
Come spiegato dal relatore commissionale Beat Rieder (Centro/VS) la situazione sul fronte dell'approvvigionamento energetico è notevolmente peggiorata a partire dal 2022, il che ha portato il Consiglio federale ad adottare tutta una serie di misure tramite ordinanze. Queste ordinanze sono valide fino alla fine del 2026, anche se l'esecutivo ha già annunciato, lo scorso 13 novembre, di voler prorogare l'ordinanza sulla riserva invernale fino al 31 dicembre 2030. È grazie a queste ordinanze che il Consiglio federale ha potuto realizzare, ad esempio, la centrale di riserva Birr (AG).
Nella legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, approvata in votazione lo scorso 9 giugno, il Parlamento aveva già istituito una base giuridica per la costituzione di una riserva obbligatoria di energia idroelettrica. La modifica legislativa adottata oggi integra tale base con disposizioni riguardanti la riserva termica, costituita da centrali elettriche di riserva, nonché da gruppi elettrogeni di emergenza e di impianti di cogenerazione forza-calore (impianti di cogenerazione).
Per quanto riguarda il volume da creare, nel 2025 è necessaria una riserva di 400 megawatt (MW), che dovrebbe essere portata a 700 - 1400 MW entro il 2030. I costi sono stimati in circa 790 milioni di franchi per le centrali di riserva e i gruppi elettrogeni di emergenza esistenti fino al 2026. Per gli impianti di cogenerazione saranno disponibili contributi di investimento di 20 milioni all'anno per dieci anni.
Tra il 2026 e il 2040 saranno necessari ulteriori investimenti per costruire centrali elettriche di riserva, gruppi elettrogeni di emergenza e impianti di cogenerazione. Secondo il Governo, l'investimento massimo ammonta a 1,1 miliardi.
I "senatori" hanno dibattuto oggi di un punto in particolare: il sostegno finanziario agli impianti di cogenerazione. Questi possono partecipare alla riserva, ma non dovrebbero ricevere sovvenzioni, ha sostenuto Rieder. Essendo alimentati interamente o parzialmente da combustibili fossili, ciò va contro la politica di sostegno alle energie rinnovabili.
Queste centrali verrebbero utilizzate solo in caso di emergenza, quando il mercato non sarebbe più in grado di soddisfare la domanda. La Confederazione non può permettersi una carenza di elettricità che, come sostenuto dall'Ufficio federale della protezione della popolazione, rappresenta attualmente il rischio più grande per il nostro paese, ha affermato il consigliere federale Albert Rösti.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 02.06.2025
Riserva di energia elettrica, ancora divergenze
Permangono delle divergenze, seppur minori, dopo il secondo passaggio al Consiglio nazionale della modifica di legge volta a creare una riserva di energia elettrica. La Camera del popolo ha comunque fatto passi in direzione degli Stati, rinunciando, ad esempio, a sovvenzionare gli impianti di cogenerazione forza-calore.
Il Nazionale mantiene invece una divergenza sull'indennizzo forfetario destinato ai partecipanti alla riserva idroelettrica, anche se la soluzione adottata non si discosta molta da quanto proposto dai "senatori". L'indennizzo sarà stabilito "in funzione della situazione del mercato, della differenza di prezzo tra i mesi estivi e quelli invernali e del valore della flessibilità". Una minoranza PLR e Centro avrebbero voluto considerare anche i ricavi non realizzati.
Anche per quanto riguarda la determinazione dell'indennizzo per i grandi consumatori di elettricità, che in caso di penuria dovrebbero scollegarsi dalla rete, il Consiglio nazionale si è avvicinato alla posizione del Consiglio degli Stati. La Camera del popolo ha votato tacitamente affinché la disponibilità a partecipare a questo meccanismo venga determinata tramite gare pubbliche.
Inoltre, anche il Nazionale intende ora fissare una soglia più bassa per il rimborso dei costi a favore di tali imprese ad alto consumo energetico. Il Consiglio nazionale ha respinto senza eccezioni tutte le proposte di minoranza.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 05.06.2025
Il Consiglio degli Stati ha mantenuto tre divergenze con il Nazionale nell'ambito dell'esame della modifica della legge sull'approvvigionamento energetico. Le differenze riguardano il ricorso alla riserva di elettricità in caso di minaccia di instabilità della rete, la rinuncia a sanzioni in caso di lacune di poco conto e una multa di 20'000 franchi se l'autore di un'infrazione ha agito per negligenza.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 12.06.2025
Il Consiglio nazionale ha mantenuto due divergenze con gli Stati nell'ambito dell'esame della modifica della legge sull'approvvigionamento energetico. Le differenze riguardano la rinuncia da parte della Commissione federale dell'energia elettrica (Elcom) all'esecuzione di una procedura in caso di lacune di lieve entità e una multa di 20'000 franchi se l'autore di un'infrazione ha agito per negligenza.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 18.06.2025
Riserva di energia elettrica, legge pronta per voto finale
I vari provvedimenti adottati finora a livello di ordinanza per affrontare un'eventuale carenza di elettricità, che comprendono anche l'esercizio di centrali a gas, figurano ora in una apposita legge. Il Consiglio degli Stati ha tacitamente eliminato oggi le ultime divergenze - minori - che ancora l'opponevano al Nazionale in questo dossier, che è così pronto per le votazioni finali.
Il progetto ha origine nel peggioramento della situazione sul fronte dell'approvvigionamento energetico, osservato a partire dal 2022. A causo di ciò, il Consiglio federale ha adottato tutta una serie di misure tramite ordinanze. Queste ordinanze sono valide fino alla fine del 2026, anche se l'esecutivo ha già annunciato, lo scorso 13 novembre, di voler prorogare l'ordinanza sulla riserva invernale fino al 31 dicembre 2030.
È grazie a queste ordinanze che il Consiglio federale ha potuto realizzare, ad esempio, la centrale di riserva Birr (AG), necessaria per colmare eventuali lacune fino all'inverno 2026/27, in attesa della costruzione di nuove centrali di riserva. Il suo futuro resta però incerto: se si vuole prolungarne il funzionamento sarà necessario allentare temporaneamente le norme ambientali o installare catalizzatori, che ne ridurrebbero però della metà la potenza.
Nella legge federale su un approvvigionamento elettrico sicuro con le energie rinnovabili, approvata in votazione un anno fa, il Parlamento aveva già istituito una base giuridica per la costituzione di una riserva obbligatoria di energia idroelettrica. La modifica legislativa adottata oggi integra tale base con disposizioni riguardanti la riserva termica.
Quest'ultima verrebbe utilizzata solo in caso di emergenza, quando il mercato non sarebbe più in grado di soddisfare la domanda. "Si tratta di una sorta di assicurazione, che si spera di non dover mai utilizzare", aveva affermato il consigliere federale Albert Rösti nelle scorse sedute. Per l'Ufficio federale della protezione della popolazione la carenza di elettricità rappresenta attualmente il rischio più grande per il nostro Paese.
Per quanto attiene alla riserva termoelettrica, il Consiglio federale potrà, ad esempio, proporre valori obiettivo per il dimensionamento delle singole parti della riserva. La Commissione federale dell'energia elettrica (ElCom) stabilisce il dimensionamento concreto. Oltre a ciò, per la partecipazione alla riserva, i gestori degli impianti ricevono un compenso. Se vengono prelevate le loro riserve, ricevono un indennizzo per l'energia prelevata.
Per non appesantire il bilancio dei gas serra, il Consiglio federale dovrà adeguare il diritto in materia di CO2, in particolare circa l'obbligo di partecipare al sistema di scambio di quote di emissioni. Potrà inoltre prevedere eccezioni proporzionate e a termine alle norme del diritto in materia di protezione dell'ambiente e alle prescrizioni d'esercizio cantonali, se ciò risulta indispensabile per l'esercizio dell'impianto.