24.036 · Oggetto del Parlamento · 2024-04-03
Parlamento
Liquidato
Ausgangslage
Il Consiglio federale intende potenziare ulteriormente il traffico merci ferroviario attraverso le Alpi
Il Consiglio federale intende adeguare al rincaro la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) a decorrere dal 1° gennaio 2025, al fine di potenziare il traffico merci su rotaia attraverso le Alpi. Inoltre vuole creare le basi affinché i trasporti ferroviari su tratte inferiori a 600 chilometri possano ricevere maggiore sostegno finanziario. È quanto prevede nel quadro del nuovo rapporto sul trasferimento del traffico, che ha adottato nella sua seduta del 29 novembre 2023.
In linea di principio, il completamento della nuova ferrovia transalpina (Alptransit) e gli ulteriori strumenti e misure finora adottati hanno un impatto positivo sul trasferimento del trasporto merci attraverso le Alpi: nel primo semestre 2023 la ferrovia ha raggiunto una quota di mercato pari al 72,7 per cento. Contemporaneamente i transiti di autocarri sono scesi ben al di sotto del milione, nonostante la forte crescita del traffico globale. Il trasferimento è oggi ostacolato da diversi fattori quali la difficile situazione economica in Europa, i numerosi cantieri sulla rete ferroviaria e i ritardi di molti treni. L'obiettivo sancito per legge, ridurre a 650 000 l'anno i transiti di autocarri, rimane disatteso.
Per potenziare ulteriormente il trasferimento, il Consiglio federale propone le seguenti misure.
Adeguamento della TTPCP: le tariffe TTPCP dovranno essere aumentate, con decorrenza dal 1° gennaio 2025, in funzione del rincaro generale. Rimaste invariate dal 2012, saranno pertanto incrementate del 5 per cento. Parallelamente il Consiglio federale sta elaborando un progetto per l'ulteriore sviluppo della TTPCP che disciplinerà, tra le altre cose, l'integrazione nel sistema della tassa dei veicoli a propulsione elettrica.
Maggior sostegno su tratte brevi: secondo un’analisi esterna, un promovimento aggiuntivo su tratte inferiori a 600 chilometri consentirebbe di trasferire alla ferrovia ulteriori trasporti. Il Consiglio federale intende creare le basi legali necessarie a tale scopo. Il promovimento più mirato delle brevi distanze nel traffico combinato genera uscite supplementari per questo segmento. Per finanziarle, occorre ridurre le indennità per offerte su lunghe distanze nei prossimi anni. A beneficiarne dovranno essere, in particolare, il traffico interno da e verso il Ticino e il traffico d'importazione e d'esportazione. Maggiori incentivi dovrebbero inoltre essere destinati anche alle offerte di trasporto da e verso la Germania meridionale e la Francia orientale.
Altre misure: la strada viaggiante sarà in esercizio fino al 2028, come auspicato dal Parlamento. Inoltre, la Confederazione rinuncia al previsto aumento del prezzo della corrente ferroviaria per il traffico merci dall'inizio del 2024. Il prezzo resterà pertanto di 12 centesimi per chilowattora, sgravando il traffico merci di circa 10 milioni di franchi l'anno. Il Consiglio federale invita inoltre tutti gli attori coinvolti a migliorare la situazione operativa nel traffico di transito attraverso la Svizzera. Affinché Alptransit possa espletare ancora meglio il proprio potenziale, occorre intensificare ulteriormente il coordinamento internazionale e la collaborazione. Per i cantieri sulle sue tratte di accesso dovranno essere create sufficienti capacità di deviazione.
Rapporto sul trasferimento del traffico
Con il sì all'iniziativa delle Alpi nel 1994, il Popolo svizzero ha incaricato Consiglio federale e Parlamento di trasferire dalla strada alla rotaia il traffico merci attraverso le Alpi. Secondo le leggi d’esecuzione, ogni due anni il Governo presenta alle Camere un rispettivo rapporto, nel quale riferisce in merito all'efficacia delle misure e allo stato del trasferimento nonché espone le successive tappe di attuazione della politica di trasferimento del traffico svizzera e, se necessario, propone ulteriori misure.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 11.06.2024
Trasferimento traffico, approvati tre atti parlamentari
Il trasferimento del traffico pesante dalla strada alla ferrovia non sta procedendo secondo i binari voluti. Lo ritiene il Consiglio nazionale che ha adottato oggi tre mozioni che dovrebbero permettere di correggere il tiro. Due proposte sono invece state respinte.
I dati del rapporto sul trasferimento del traffico non sono incoraggianti, ha spiegato Jon Pult (PS/GR) a nome della Commissione dei trasporti (CTT). "Nel periodo 2020-2022 - ha detto il grigionese - il numero dei transiti di veicoli merci pesanti su strada ai valichi alpini svizzeri è aumentato del 2 per cento".
Anche nel periodo coperto dall'ultimo rapporto non quindi è stato raggiunto l'obiettivo di limitare a 650 mila il numero di transiti transalpini. E per Pult non sarà possibile farlo "senza ulteriori sforzi e senza intensificare la politica in materia".
Per questo motivo, la CTT intende creare nuovi incentivi, chiesti attraverso cinque atti parlamentari. La commissione lo ha fatto anche perché, come spiegato da Pult, il rapporto del Consiglio federale non contiene nessuna misura concreta a corto termine.
Il primo atto parlamentare chiede di realizzare un corridoio di quattro metri sulla linea ferroviaria della sponda sinistra del Reno, in Francia. Per Pult si tratta dell'unica opzione percorribile se si vuole impedire che la politica di trasferimento del traffico si areni o faccia addirittura un passo indietro, e ciò perché i lavori nei grandi cantieri aperti in Germania si protrarranno fino a dopo il 2045.
Altra misura auspicata: la creazione di binari tampone. L'obiettivo è fornirne 15-20 a nord e 6-10 binari a sud. Quest'infrastruttura verrebbe utilizzata per parcheggiare treni merci in caso di perturbazioni. Lo scopo è evitare cancellazioni. Attualmente il 10-15% dei treni merci è infatti soppresso, un dato in crescita.
Il terzo atto parlamentare domanda di non destinare alle medie distanze parte dei fondi previsti per le lunghe distanze, così come auspicato dal rapporto sul trasferimento del traffico. La proposta avrebbe l'effetto di riportare sulla strada parte dei trasporti effettuati sulle lunghe distanze, ha detto Pult. Per questo motivo la mozione chiede un sostegno che venga da fondi supplementari (15 milioni).
Con un postulato la CTT chiede poi di esaminare se e in che modo l'introduzione di una tassa sui transiti alpini (TTA) possa favorire un maggiore trasferimento modale attraverso le Alpi. Infine, una mozione chiede di adeguare interamente al rincaro la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP).
Durante il dibattito una minoranza, guidata dal Benjamin Giezendanner (UDC/AG), ha chiesto di respingere tutti gli atti parlamentari. "La situazione non è così terribile come sembra", ha sostenuto l'argoviese, peraltro titolare di una grossa impresa di trasporti su camion.
Il rapporto va da luglio 2021 a giugno 2023, e concerneva quindi in parte il lasso di tempo contraddistinto dalla pandemia. Il periodo in rassegna è inoltre stato segnato da scioperi nel settore ferroviario, sia in Francia che in Germania, ha ricordato il democestrista.
Per quel che concerne il limite di 650 mila camion, per Giezendanner andrebbe riconosciuto che questo è "probabilmente illusorio". Dopo un certo numero di rapporti sul trasferimento modale, bisognerebbe forse ammettere che andrebbe aumentato, ha aggiunto sostenendo come la politica dei trasporti in Svizzera sia "esemplare" nel confronto europeo.
Concernente i cinque atti parlamentari, Giezendanner ha chiesto di respingere quello sul potenziamento della linea situata sulla sponda francese del Reno poiché prematuro. Non si conoscono i bisogni francesi, e in ogni caso occorrerebbe attendere un inoltro tra il consigliere federale Albert Rösti e il competente ministro francese. Decidere ora indebolirebbe la posizione della Svizzera, ha sostenuto.
Sui i binari tampone, per Giezendanner la Svizzera non deve diventare il posteggio dei treni europei. Chiedete ai cittadini di Basilea se sono d'accordo, ha aggiunto.
Concernente i fondi per le medie distanze, l'argoviese ha ricordato come il fondo per le infrastrutture ferroviarie finirà i soldi nel medio-lungo termine. Non è quindi il momento di introdurre nuove uscite. Rösti ha inoltre ricordato come si parli di una riduzione di circa 3 milioni di franchi all'anno su una spesa di poco inferiore ai 100 milioni. Da parte sua, Giezendanner ha anche messo in dubbio l'utilità della proposta visto che il trasporto su strada è più competitivo sulle distanze brevi e medie.
In merito alla TTA, Rösti ha sostenuto come questa non sia conforme all'accordo sul traffico terrestre concluso con l'Unione europea. La nuova tassa, ha inoltre avvertito Alex Farinelli (PLR/TI), andrebbe a colpire anche il traffico attraverso le Alpi da e per il Ticino.
Sull'aumento della TTPCP, in diversi hanno ricordato come la fattura finale andrebbe a carico dei consumatori. L'auspicato rincaro è inoltre ingiustificabile viste le difficoltà attuali del settore industriale svizzero, ha sostenuto Giezendanner. L'adeguamento della tassa sul traffico pesante si aggiungerebbe peraltro al già deciso incremento del 5%, ha aggiunto Rösti.
Al voto, come accennato, tre dei cinque atti parlamentari sono stati approvati. Si tratta di quello sulla tratta di accesso in Francia (adottato con 126 voti contro 68), della mozione sui binari tampone (127 voti contro 66 e una astensione) e quella sul sostegno alle medie distanze (121 voti contro 70 e 4 astenuti). Respinti invece il il postulato sulla tassa sui transiti alpini (con 106 voti contro 88 e una astensione) e la mozione sull'adeguamento al rincaro della tassa sul traffico pesante (con 99 voti contro 93 e 3 astensioni).
Le mozioni approvate passano ora all'esame del Consiglio degli Stati.
Informazioni
Iris Hollinger, segretaria della commissione,
058 322 94 61,
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