24.037 · Oggetto del Consiglio federale · 2024-05-01
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 1° maggio 2024 concernente la modifica della legge federale sull’assicurazione malattie (Negoziazione delle tariffe dell’elenco delle analisi)
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 01.05.2024
Trattative tariffali per l’elenco delle analisi: il Consiglio federale adotta il messaggio
Il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di adeguare la procedura di determinazione delle tariffe delle analisi di laboratorio rimunerate dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS). In futuro queste tariffe non saranno più fissate dal Dipartimento federale dell’interno (DFI), ma negoziate tra i partner tariffali. Per adempiere al mandato del Parlamento, il Consiglio federale ha adottato il messaggio concernente una modifica della legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) nella sua riunione del 1° maggio 2024.
Il mandato del Parlamento si basa sulla mozione 17.3969 «I partner tariffali devono negoziare le tariffe delle analisi di laboratorio» della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S), trasmessa al Consiglio federale il 19 settembre 2018. Le tariffe delle analisi di laboratorio per le prestazioni ambulatoriali dovranno essere negoziate fra i partner tariffali. Gli autori della mozione argomentano che le trattative tariffali accelererebbero l’ammissione di analisi innovative nel relativo elenco, contribuendo a loro volta a frenare l’aumento dei costi sanitari.
Attualmente il DFI ha la competenza di pubblicare l’elenco delle analisi con tariffa, nel quale figurano tutte le analisi di laboratorio i cui costi sono assunti dall’AOMS per i trattamenti ambulatoriali. In caso di modifiche dell’elenco, il DFI consulta la Commissione federale delle analisi, dei mezzi e degli apparecchi (CFAMA), nella quale sono rappresentati i fornitori di prestazioni, gli assicuratori e le organizzazioni di pazienti. L’attuale tariffa delle analisi è intesa come una tariffa per singola prestazione e viene stabilita per tutta la Svizzera.
La procedura di determinazione delle tariffe condotta dai partner tariffali può comportare blocchi
Il Consiglio federale condivide l’opinione della Commissione che le analisi a carico dell’AOMS dovrebbero restare innovative, di elevata qualità, e nel contempo il più possibile economiche.
Già oggi il Consiglio federale si impegna intensamente a frenare l’aumento dei costi delle analisi di laboratorio. Attualmente è in corso una revisione della tariffa dell’elenco delle analisi, basata su una valutazione di carattere economico e su una struttura adeguata. L’UFSP collabora intensamente con gli attori rilevanti. Quale soluzione transitoria, dal 1° agosto 2022 sono state abbassate del 10 per cento le tariffe di tutte le analisi di laboratorio a eccezione delle analisi rapide, particolarmente importanti per i medici di famiglia. Questa riduzione lineare delle tariffe di laboratorio, che ha consentito di risparmiare circa 140 milioni di franchi all’anno, sarà abrogata non appena sarà concluso il riesame differenziato delle tariffe di tutte le analisi. Considerato l’elevato numero di partner tariffali nel settore delle analisi di laboratorio, il Consiglio federale dubita che il trasferimento di competenze auspicato dalla Commissione possa portare a un più rapido adeguamento dell’elenco delle analisi e delle relative tariffe. Piuttosto, è prevedibile che vi saranno blocchi nelle trattative tariffali. Questo timore è condiviso anche dalla maggioranza dei partecipanti alla procedura di consultazione, i quali fanno inoltre presente che sarà prevedibile un maggior onere per i partner tariffali e per i Cantoni, con conseguente aumento dei costi per tutti gli attori coinvolti.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 26.09.2024
Tariffe laboratorio rimangano di competenza federale
Le tariffe delle analisi di laboratorio devono continuare a essere fissate dalla Confederazione e non dai partner tariffali. È l'opinione del Consiglio degli Stati che oggi, per 22 voti a 20 e una astensione, non è entrato in materia su una modifica di legge frutto di una mozione adottata nel 2018 dal parlamento. Il dossier va al Nazionale.
Anche il Consiglio federale, per bocca della "ministra" della sanità Elisabeth Baume-Schneider, chiedeva la non entrata nel merito, come raccomandato peraltro dalla maggioranza della commissione preparatoria.
Una consistente minoranza in aula ha chiesto l'entrata nel merito, appellandosi alla necessità di introdurre maggiore concorrenza nel sistema che costa 2 miliardi di franchi l'anno, una somma che tende a crescere. Per Peter Hegglin (Centro/ZG) e Damian Müller (PLR/LU), le tariffe di laboratorio in Svizzera sono ancora troppo elevate, specie se raffrontate con i Paesi esteri, come la Germania. Una maggiore concorrenza dovrebbe far calare i prezzi, alleviando il peso dei premi malattia sulla popolazione.
Di parere opposto i contrari, secondo cui il cambiamento proposto rappresenta un "salto nel buio" e i risultati attesi del tutto "aleatori". Per Flavia Wasserfallen (PS/BE), il problema non è tanto dovuto al prezzo, quanto alla quantità di analisi. Già oggi, ha affermato, i partner tariffali possono negoziare le tariffe, mentre la Confederazione fissa dei prezzi massimi. A detta di Pierre-Yves Maillard (PS/VD), è illusorio pensare che una liberalizzazione cambierà la situazione: i laboratori non accetteranno mai di lavorare per prezzi più bassi.
La maggioranza ha poi ricordato che sono già in corso lavori sul tema. L'elenco delle analisi (EA) a carico dell'assicurazione di base, comprese le rispettive tariffe, è stato riveduto e sistemato nel 2021 dal Dipartimento federale dell'interno (DFI) nell'ambito di una prima revisione. Inoltre, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) sta svolgendo un esame di tutte le tariffe.
Come soluzione transitoria, ha rammentato Baume-Schneider, tutte le tariffe sono state ridotte del 10% a partire da agosto 2022, ad eccezione delle analisi rapide, particolarmente importanti per i medici di famiglia.
Secondo la "ministra" giurassiana, inoltre, il trasferimento di competenze ai partner tariffali causerebbe notevoli complicazioni, col rischio che le trattative tariffali rimangano bloccate per anni in ragione degli interessi divergenti esistenti tra i numerosi attori coinvolti.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 03.03.2025
LAMal, tariffe laboratorio da negoziare tra partner
La competenza di fissare le tariffe delle analisi di laboratorio va trasferita dalla Confederazione ai partner tariffali. È l'opinione del Consiglio nazionale che ha deciso di sostenere la pertinente riforma della LAMal. Riforma che, a onor del vero, ha finora suscitato pochi entusiasmi.
La modifica della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) era stata chiesta esplicitamente dal Parlamento, che nel 2018 aveva approvato una mozione in merito depositata dalla Commissione della sanità degli Stati, ha ricordato in aula la relatrice commissionale Céline Amaudruz (UDC/GE).
Il Consiglio federale, contrario all'atto parlamentare, si è così visto costretto a elaborare la modifica della legge, licenziata il primo maggio dello scorso anno. I dubbi del Governo sono però rimasti intatti: "Finora, il Consiglio federale si è espresso contro l'introduzione di una tariffazione delle analisi a carico dell'AOMS (assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, ndr) da parte dei partner tariffali", ha scritto lo stesso esecutivo nel messaggio.
Lo scetticismo ha poi contagiato anche il Consiglio degli Stati, e ciò malgrado la revisione sia nata, come detto, da una mozione depositata da una sua commissione: lo scorso 26 settembre i "senatori" hanno infatti respinto, con 22 voti a 20 e una astensione, l'entrata in materia sul progetto.
Il Consiglio nazionale sembra dunque essere rimasto l'unico a sostenere la riforma, approvata oggi con 118 voti contro 68 e 5 astensioni. Nell'ottica del contenimento dei costi il progetto rimane pertinente, ha sostenuto Amaudruz ricordando come nel confronto internazionale le tariffe d'analisi di laboratorio in Svizzera rimangono eccessivamente elevate.
Durante la discussione di dettaglio, la Camera del popolo si è anche spinta oltre, decidendo - con 119 voti contro 67 e tre astenuti - di allentare l'obbligo di contrarre nell'ambito delle analisi di laboratorio. Con questa misura, "che interessa soltanto i laboratori che non eseguono analisi nell'ambito delle cure di base per il proprio bisogno", il Nazionale si rivolge principalmente ai grandi laboratori privati. Per la maggioranza, l'allentamento dell'obbligo di contrarre promuoverà la concorrenza, migliorerà la qualità e consentirà di controllare meglio i costi.
Da notare che durante le discussioni una minoranza si è opposta all'estensione del progetto e ha proposto la non entrata in materia. A suo dire la revisione rende il sistema più complesso e peggiora la situazione dei pazienti.
Il dossier torna ora al Consiglio degli Stati. Qualora i "senatori" dovessero bocciare nuovamente l'entrata in materia, il progetto sarebbe definitivamente archiviato.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 04.06.2025
CSt: tariffe laboratorio rimangano di competenza federale
Le tariffe delle analisi di laboratorio continueranno a essere fissate dalla Confederazione e non dai partner tariffali. Così ha deciso il Consiglio degli Stati bocciando per la seconda volta l'entrata in materia un progetto di modifica legislativa. Il dossier è definitivamente liquidato.
La revisione della Legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal) era stata chiesta esplicitamente dal Parlamento, che nel 2018 aveva approvato una mozione in merito depositata dalla Commissione della sanità degli Stati.
Il Consiglio federale, contrario all'atto parlamentare, si è così visto costretto a elaborare la modifica della legge, licenziata il primo maggio dello scorso anno. I dubbi del Governo sono però rimasti intatti: "Finora, il Consiglio federale si è espresso contro l'introduzione di una tariffazione delle analisi a carico dell'AOMS (assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, ndr) da parte dei partner tariffali", ha scritto lo stesso esecutivo nel messaggio.
Lo scetticismo ha poi contagiato anche il Consiglio degli Stati, e ciò malgrado la revisione sia nata, come detto, da una mozione depositata da una sua commissione: lo scorso 26 settembre i "senatori" avevano infatti respinto, con 22 voti a 20 e una astensione, l'entrata in materia sul progetto. Il Consiglio nazionale è invece rimasto convinto della bontà della riforma e l'aveva approvata in marzo con 118 voti contro 68 e 5 astensioni.
Malgrado il "sì" della Camera del popolo, i "senatori", come detto, non si sono lasciati influenzare: un trasferimento delle competenze comporterebbe grandi complicazioni, soprattutto a causa delle divergenze esistenti tra i numerosi attori coinvolti, ha sottolineato Pierre-Yves Maillard (PS/VD) a nome della commissione.
Le esperienze condotte in altri ambiti hanno dimostrato che un simile approccio non permetterebbe di adeguare più rapidamente le tariffe. La libertà contrattuale proposta dal Consiglio nazionale complicherebbe ulteriormente il sistema, senza apportare alcun valore aggiunto né sul piano medico né su quello economico, ha aggiunto il relatore commissionale.