24.041 · Oggetto del Consiglio federale · 2024-08-21
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 21 agosto 2024 concernente il preventivo per il 2025 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2026-2028
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 26.06.2024
È disponibile il preventivo 2025 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2026–2028
Il preventivo 2025 è disponibile da subito in forma elettronica sul sito Internet dell’Amministrazione federale delle finanze (AFF). La versione cartacea verrà pubblicata a metà settembre.
Dopo aver reso noto, il 26 giugno 2024, le cifre per il 2025, il Consiglio federale presenta ora il preventivo nel dettaglio. Nella sua seduta del 21 agosto 2024, l’Esecutivo ha licenziato all’attenzione del Parlamento il messaggio concernente il preventivo della Confederazione svizzera per il 2025 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2026–2028 (preventivo con PICF), in cui sono riportate tutte le entrate e uscite della Confederazione pianificate per il 2025 come pure le previsioni per i tre anni di pianificazione successivi.
Grazie alle misure correttive per 2 miliardi di franchi, nel preventivo 2025 le direttive del freno all’indebitamento sono rispettate. Permane comunque un deficit di finanziamento di 700 milioni e per una parte delle uscite per le persone in cerca di protezione provenienti dall’Ucraina è ancora necessario un fabbisogno finanziario eccezionale. Negli anni del piano finanziario 2026–2028 continuano a esserci deficit di finanziamento strutturali che dal 2027 cresceranno a circa 2,6 miliardi di franchi. Sono dunque necessarie ulteriori misure per ripristinare l’equilibrio strutturale delle finanze federali. Per questo motivo, il Consiglio federale ha istituito un gruppo di esperti incaricato di verificare i compiti e i sussidi. I risultati del lavoro del gruppo di esperti saranno presentati entro fine estate.
Il piano finanziario 2026–2028 non contempla ancora le correzioni delle stime provvisorie delle uscite per l’AVS. Non tiene nemmeno conto della decisione del 14 agosto 2024 del Consiglio federale sul finanziamento della 13a mensilità AVS. Negli anni del piano finanziario l’onere supplementare a carico della Confederazione per il cofinanziamento della 13a mensilità AVS sarà maggiore dello sgravio risultante dalle correzioni delle stime.
Il «messaggio concernente il preventivo per il 2025 con piano integrato dei compiti e delle finanze 2026–2028» fornisce informazioni dettagliate sulla situazione finanziaria della Confederazione. Comprende due volumi:
volume 1: rapporto sul preventivo con PICF;
volume 2: preventivo con PICF delle unità amministrative;
(autorità e tribunali, DFAE, DFI, DFGP, DDPS, DFF, DEFR e DATEC)
Sul sito Internet dell’AFF sono inoltre disponibili:
una «panoramica delle finanze federali» (con relativi grafici);
il portale dati (con rappresentazioni grafiche);
serie temporali (file Excel);
il comunicato stampa del 26 giugno 2024 «Preventivo 2025: ancora grandi sfide, nonostante l’evoluzione positiva delle entrate».
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 03.12.2024
Preventivo 2025, più mezzi per l'esercito
A causa della situazione geopolitica instabile attuale, dovuta principalmente alla guerra in Ucraina, l'esercito dovrebbe disporre l'anno prossimo di 530 milioni di franchi supplementari rispetto a quanto deciso dal Consiglio federale.
È quanto stabilito oggi dal Consiglio nazionale, contro il parere del campo rosso-verde e dei Verdi-liberali, durante il primo giorno di dibattiti - proseguiranno fino a giovedì mattina - sul preventivo 2025 della Confederazione. In soldoni fanno 2,7 miliardi di franchi per costi e investimenti nell'armamento, al posto di 2,180 miliardi.
Lo scopo? Raggiungere l'1% del PIL destinato all'esercito entro il 2030, e non il 2035 come previsto inizialmente dal governo, ha affermato a nome della commissione, Jacques Nicolet (UDC/VD). Negli anni a venire, la Camera del popolo intende aumentare i mezzi allocati alla difesa di 840 milioni nel 2026, 1,185 miliardi nel 2027 et 1,445 miliardi nel 2028.
In questo preventivo caratterizzato da tagli e minori spese per rispettare il freno all'indebitamento, e mitigare i deficit strutturali attesi per il futuro, anche l'armata dovrà stringere un po' la cinghia: i costi d'esercizio della difesa e di armasuisse dovranno essere ridotti di 50 milioni.
E la tradizione umanitaria?
La sinistra e i Verdi liberali hanno tentato di opporsi ad un aumento del mezzi per l'esercito, aumento peraltro inviso anche al Consiglio federale che, per bocca della "ministra" delle finanze, Karin Keller-Sutter, avrebbe preferito un incremento spalmato su più anni, ossia fino al 2035, fino a raggiungere l'1% del PIL. Keller-Sutter non ha nascosto che per realizzare i piani ambiziosi della destra si potrebbe anche dover ricorrere a un aumento dell'imposizione.
La sinistra e il PVL hanno cercato invano di opporsi a questo aumento delle spese per l'armamento, anche perché, nelle intenzioni della maggioranza della commissione preparatoria, esso andrebbe finanziato soprattutto a spese della cooperazione internazionale (su cui si voterà domani. n.d.r). "La Svizzera deve senz'altro rafforzare la sua capacità di difesa, ma non a qualsiasi prezzo", ha spiegato Corina Gredig (Verdi liberali/ZH).
"Anche la cooperazione internazionale contribuisce alla sicurezza", ha aggiunto Felix Wettstein (Verdi/SO). Povertà e disuguaglianze sono la causa di molti conflitti le cui conseguenze si fanno sentire anche da noi, è stato affermato in aula. Nonostante questi appelli, tutti i tentativi per ridurre questo incremento oppure confermare le somme messe a disposizione dell'esecutivo, sono stati respinti dal plenum.
Freno all'indebitamento troppo rigido
Già prima che si votasse sull'esercito, il campo rosso-verde aveva criticato l'atteggiamento supino del campo "borghese" nei confronti del freno all'indebitamento e dell'esercito, due "vacche sacre" cui tutto il resto deve essere sottoposto, anche la tradizione umanitaria della Svizzera.
Per il PS, ha dichiarato il co-presidente del partito, Cédric Wermuth (AG), la situazione attuale del budget rispecchia la politica della maggioranza degli ultimi anni, prona agli interessi delle lobbies, a scapito di altri settori, come la socialità. Se il Nazionale dovesse confermare le decisioni prese dalla commissione, senza apportare correttivi, PS e Verdi hanno minacciato di non votare il budget.
Un pensiero alle generazioni future
Ma la destra in aula ha preferito tirare dritto, preoccupata di dotare la difesa dei mezzi necessari per far fronte alle sfide future, nel rispetto del freno all'indebitamento, uno strumento peraltro adottato dal popolo. Insomma, si deve agire a livello di spese.
Per Alex Farinelli (PLR/TI), infatti, dalla lettura dei bilanci degli ultimi anni si evince che la Confederazione non ha problema di entrate, in costante aumento, ma di uscite. Queste ultime, se non si fa nulla, rischiano di sfuggire di mano.
Non si tratta solo di rispettare la Costituzione, ha affermato il deputato ticinese, bensì anche di evitare di trasferire i maggiori debiti sulle spalle delle generazioni future a causa della nostra incapacità di agire e di fissare delle priorità. Tra le priorità evocate dal ticinese, come da altri esponenti di UDC e Centro, figurano anche i maggiori investimenti nella sicurezza, dopo i tagli degli ultimi decenni.
Tagli al personale
Oltre all'esercito, destra e sinistra si sono scontrate anche sul personale della Confederazione. Il plenum ha infatti approvato tagli a questa voce di bilancio per 70 milioni. Secondo Jacques Nicolet (UDC/VD), tagli lineari di questa portata al personale interesseranno tutti i dipartimenti federali, con una riduzione dell'1,06% su un budget totale di quasi 6,6 miliardi.
Durante il suo intervento, Jürg Grossen (Verdi liberali/BE) ha preso di mira gli alti salari concessi agli impiegati della Confederazione, superiori a quelli in uso nel settore privato. A suo avviso, si tratta di concorrenza sleale al settore privato da parte della Confederazione fatta per di più con i soldi dei contribuenti.
La sinistra, sostenuta dalla "ministra" delle finanze Karin Keller-Sutter, si è opposta senza successo a un'ulteriore riduzione dei mezzi destinati al personale federale, già chiamato a tirare cinghia.
Oltre al personale, il plenum ha deciso, contro il parere della sinistra e del Consiglio federale, riduzioni di spesa - 35 milioni - per le consulenze e i servizi esterni, così come alla voce "beni e servizi" (-20 milioni).
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 04.12.2024
CN: meno soldi a cooperazione e asilo, più a agricoltura
Dopo il personale federale lunedì, oggi è toccato alla cooperazione internazionale (escluso però l'aiuto umanitario), passare sotto le forche caudine dei tagli al preventivo 2025 della Confederazione. Seguendo la sua commissione, il Consiglio nazionale ha ridotto di 250 milioni il budget destinato a questo settore, suscitando il disappunto del campo rosso-verde e dei Verdi liberali. Anche l'asilo, nelle intenzioni del plenum, dovrà tirare la cinghia. Dalla mannaia dei tagli si salvano invece i contadini.
Per quanto attiene alla cooperazione internazionale, la decisione odierna comporta un taglio di 150 milioni alla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (da 867 a 719 milioni) e di 52 milioni alle organizzazioni multilaterali (da 309 a 256 milioni).
La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) si vedrà ridurre le risorse destinate alla cooperazione economica di 50 milioni (a 350 milioni). Nessun taglio invece all'azione umanitaria che potrà fare affidamento su un budget di 400 milioni.
Come accennato, lo schieramento rosso-verde, i Verdi liberali e gli Evangelici (nel gruppo del Centro) ha visto quindi concretizzarsi il peggior scenario possibile. Ora, queste formazioni non potranno far altro che affidarsi al Consiglio degli Stati, la cui commissione delle finanze proporrà alla propria Camera un taglio alla cooperazione internazionale di "soli" 30 milioni.
Non è improbabile che alla fine si giungerà ad un compromesso su questo punto, sempre nel rispetto del freno all'indebitamento. Ad ogni modo, la sinistra ha già annunciato lunedì, durante le discussioni sul budget da destinare all'esercito (+530 milioni rispetto ai piani del Consiglio federale), che non voterà il preventivo 2025 qualora non venissero apportati dei correttivi.
Per Tamara Funiciello (PS/BE) e Gerhard Andrey (Verdi/FR), infatti, la cooperazione internazionale è importante per la sicurezza della Svizzera tanto quanto l'esercito. Con una decurtazione di questa portata all'aiuto allo sviluppo, ha sottolineato Funiciello, la Svizzera rischia di doversi ritirare da diverse regioni del pianeta, con rischi alla sua reputazione e in barba alla sua tradizione umanitaria. Sono proprio i programmi di aiuto sul terreno, ha rilevato Funiciello, ad evitare che intere popolazioni cadano nella povertà e nella criminalità, la base di molti conflitti e guerre che spingono le persone ad andarsene.
A nome degli Evangelici, Marc Jost (BE) si è appellato ai valori cristiani della solidarietà, chiedendo che venissero almeno confermate le somme messe a disposizione dal Consiglio federale, in modo anche di fare un passo verso la Camera dei Cantoni che si occuperà del budget la settimana prossima.
A nulla sono valsi tuttavia questi appelli, travolti dalla volontà di UDC, PLR e buona parte del Centro di fissare nuove priorità a causa delle tensioni geopolitiche (leggi guerra in Ucraina). A nome del PLR, il ticinese Alex Farinelli ha spiegato questa correzione al ribasso dei mezzi concessi alla cooperazione col fatto che questa voce di spesa è quella che ha registrato i maggiori incrementi negli ultimi anni, a scapito proprio della difesa, cui deve andare al momento tutta la nostra attenzione.
Sempre nel corso della discussione sulla cooperazione, la camera ha approvato per 109 voti a 77 una proposta di David Zuberbühler (UDC/AR) con cui s'intendono stralciare i 20 milioni destinati all'UNRWA, l'agenzia dell'ONU per i rifugiati Palestinesi.
Meno soldi per l'asilo
Sbrigato questo punto del preventivo, a causa dell'annunciata chiusura di nove centri federali d'asilo, il plenum ha poi deciso di tagliare 85 milioni di franchi (a 428 milioni) destinati a questo settore.
La Camera del popolo ha anche ridotto le spese per la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) di 105 milioni rispetto alle proposte del Consiglio federale. Oltre ai Centri federali d'asilo, il plenum ha stanziato per i Cantoni 20 milioni in meno per l'aiuto sociale destinato ai richiedenti asilo, alle persone ammesse temporaneamente e ai rifugiati (1,87 miliardi di franchi invece di 1,89 miliardi).
A nome della commissione preparatoria, Anna Giacometti (PLR/GR) ha giustificato la riduzione delle spese operative per i centri federali col basso numero di richiedenti asilo. Nove dei 36 centri federali saranno chiusi entro l'inizio di marzo, pari a una riduzione della capacità di accoglienza di quasi il 20%.
Il Consiglio nazionale ha respinto la richiesta dell'UDC di cancellare i fondi destinati alla migrazione quale contributo della Svizzera all'allargamento dell'UE. Anche le proposte inoltrate tanto da destra che da sinistra a favore di una riduzione o un aumento delle mezzi destinati all'integrazione degli stranieri sono state respinte.
Pagamenti diretti
A salvarsi dalla mannaia dei risparmi sono i contadini. Il Consiglio federale aveva previsto di ridurre i pagamenti diretti ma, in seguito alle critiche espresse durante la procedura di consultazione, ha attenuato un po' i suoi propositi, stabilendo alla fine un taglio di 42 milioni.
La recente manifestazione degli agricoltori sulla federale a Berna ha però avuto l'effetto sperato sul Nazionale che ha deciso di non seguire il governo lasciando i pagamenti diretti al livello del 2024 (circa 2,8 miliardi).
Il Consiglio nazionale ha inoltre deciso di aumentare gli importi destinati alla promozione delle vendite di prodotti agricoli (+4,8 milioni) e alla politica regionale (+12,5 milioni). Svizzera Turismo e Innotour si sono visti invece ridurre il budget.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 05.12.2024
CN: approvato preventivo 2025, sinistra e Verdi liberali contrari
Dopo tre giorni di lavori, ad eccezione della sinistra e dei Verdi liberali (PVL), il Consiglio nazionale ha approvato il preventivo 2025 della Confederazione (120 voti a 73). Il budget - che si aggira sugli 86 miliardi di uscite - prevede un deficit di 830 milioni.
Il freno all'indebitamento è rispettato, secondo quanto dichiarato in aula da Anna Giacometti (PLR/GR) a nome della commissione. Rispetto alle proposte del Consiglio federale, le versione del Nazionale prevede maggiori spese per 94,4 milioni. ma anche entrate supplementari per 22 milioni.
Il voto negativo del campo rosso-verde, inclusi i Verdi liberali, è dovuto in particolare al taglio di 250 milioni alla cooperazione internazionale, al personale della Confederazione (-70 milioni) e all'asilo (-105 milioni, di cui 85 milioni per la chiusura di nove centri federali di asilo e -20 milioni per l'aiuto sociale ai richiedenti asilo) per compensare le maggiori uscite per la difesa (+530 milioni) e per i pagamenti diretti all'agricoltura (+42 milioni). Il dossier verrà trattato la settimana prossima dal Consiglio degli Stati. Anche quest'ultimo prevede minori risorse per l'aiuto allo sviluppo, ma di 30 milioni invece di 250.
Traffico passeggeri
Dopo aver trattato nei giorni scorsi i temi più scottanti dal punto di vista politico, oggi il plenum ha sbrigato gli ultimi aspetti del budget 2025. In particolare, il Nazionale ha deciso di allargare i cordoni della borsa per il trasporto regionale viaggiatori innalzando di 7,7 milioni i mezzi messi a disposizione dal Governo per portali a 1,13 miliardi.
L'UDC e il PLR avrebbero voluto attenersi alla linea del Consiglio federale. Ma Simon Stadler (Centro/UR) ha replicato che molti Cantoni dipendono dai contributi federali per il trasporto regionale. Dal canto suo, la "ministra" delle finanze, Karin Keller-Sutter, ha difeso la posizione dell'esecutivo con la necessità di tenere conto della difficile situazione finanziaria della Confederazione.
Il plenum ha anche confermato di volere mantenere nel budget 30 milioni destinati al traffico internazionale viaggiatori, in particolare per i collegamenti notturni. A tale riguardo, a nome del suo gruppo Alex Farinelli (PLR/TI) ha affermato che le compagnie ferroviarie non hanno ancora manifestato l'intenzione di istituire tali collegamenti. I treni notturni sono utilizzati principalmente durante il tempo libero, ha dichiarato dal canto suo Yvan Pahud (UDC/VD). Non è quindi opportuno che lo Stato sovvenzioni il servizio.
Foreste
Sempre contro le proposte del Consiglio federale, nonché della destra "borghese" e dei Verdi liberali, la Camera del popolo ha stanziato più fondi per le foreste, aumentando il dotazione di questa voce di bilancio di 17,5 milioni a 134,2 milioni.
Il Consiglio nazionale ha però respinto le proposte del campo rosso-verde di accrescere i fondi per la rivitalizzazione dei fiumi e la protezione dai rischi naturali.
Formazione e ricerca
Sempre durante la seduta odierna, prima di affrontare il settore dei trasporti e dell'ambiente, il Consiglio nazionale ha trattato il tema della formazione e della ricerca, concedendo più mezzi rispetto a quanto proposto dal Consiglio federale. Contro il parere di quest'ultimo e della sinistra, ha però deciso di accordare meno risorse destinate al finanziamento delle borse di studio per studenti stranieri e ai programmi di scambio. Su richiesta di una minoranza, ha deciso anche di ridurre il contributo a Pro Helvetia di 1,5 milioni di franchi.
Come sostenuto dal campo "borghese", i fondi per le borse di studio destinate agli studenti stranieri dovrebbero venir ridotti di 4,8 milioni (a 5 milioni) e di 2,6 milioni (a 54,6 milioni) i finanziamenti per la formazione e la mobilità internazionale.
Per il resto, il Consiglio nazionale ha applicato le decisioni approvate dal Parlamento nell'autunno scorso nell'ambito del messaggio sull'educazione, la formazione e la ricerca (ERI) e del messaggio sulla cultura. La Confederazione dovrà stanziare 12,5 milioni di franchi supplementari per i Politecnici federali e 3,4 milioni in più la promozione della ricerca.
La Camera del popolo ha anche approvato maggiori mezzi, rispetto a quelli proposti del Consiglio federale, per i musei e le collezioni (+0,5 milioni), per gli asili nido (+6,9 milioni) e per la promozione del lavoro extrascolastico con bambini e giovani (+0,3 milioni).
Altre proposte di minoranza che miravano ad aumentare o ridurre i finanziamenti per varie voci nel settore dell'istruzione e della cultura non hanno avuto successo. L'UDC avrebbe voluto, per esempio, ridurre il budget per i Politecnici federali di circa 40 milioni e di quello della ricerca di circa 30 milioni.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 09.12.2024
CSt: più mezzi per esercito, tagli a cooperazione e personale
L'esercito riceverà 530 milioni di franchi in più (a 2,7 miliardi) l'anno prossimo rispetto a quanto previsto dal Consiglio federale. Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati durante l'esame del preventivo 2025 della Confederazione.
Su questo punto, la camera dei cantoni ha seguito quella del popolo. Il budget, che prevede maggiori uscite di 66,1 milioni rispetto alla versione del Consiglio federale ma è ancora conforme al freno all'indebitamento, è stato approvato stasera par 42 voti a 0 e una astensione.
Nel corso delle discussioni, i "senatori" hanno "salvato" l'agricoltura, mentre il personale federale dovrà risparmiare 40 milioni e l'aiuto allo sviluppo 30 milioni (invece dei 250 milioni stabiliti dal Nazionale). Il dossier ritorna alla camera del popolo per la divergenze.
Esercito e compensazioni
In merito all'esercito, "l'obiettivo è portare il suo bilancio all'1% del PIL entro il 2032", ha spiegato a nome della commissione preparatoria Jakob Stark (UDC/TG). Tale decisione dovrebbe permetterci di migliorare la sicurezza della pianificazione per le forze armate e ottenere un'ampia approvazione in Parlamento, ha aggiunto il "senatore" turgoviese. Per raggiungere questo obiettivo, ha sottolineato, sarà necessario procedere a dei tagli altrove.
Stando alla destra, il budget 2025 deve tenere conto del momento difficile per le finanze federali. I tagli non sono stati fatti a casaccio, ma toccano soprattutto quei settori che hanno registrato negli ultimi anni una crescita superiore alla media, come la socialità e il personale della Confederazione, ha spiegato Johanna Gapany (PLR/FR).
La democentrista Esther Friedli (SG) ha lodato le proposte della commissione che finalmente danno il giusto peso alla sicurezza della popolazione, che deve venire al primo posto, difendendo le decurtazioni alla cooperazione e i maggiori mezzi, rispetto al progetto del governo, per l'agricoltura.
Friedli, come anche diversi oratori prima di lei, ha giustificato anche le minori uscite per il personale della Confederazione, cresciuto fortemente negli ultimi anni. Ogni giorno un nuovo collaboratore entra alle dipendenze della Confederazione, ha rimarcato la "senatrice" UDC.
Dal canto suo, Beat Rieder (Centro/VS) ha difeso il freno all'indebitamento, uno strumento che ha finora ha evitato l'emergere di situazioni simili a quelle che sta vivendo l'Italia, in costante emergenza, o la Francia, dove un debito fuori controllo - Parigi, secondo Rieder, sborsa 60 miliardi di euro all'anno solo per pagare gli interessi - ha causato una crisi di governo. Quanto all'esercito, le maggiori uscite tengono conto della situazione geopolitica attuale, ha sottolineato. La sicurezza non è negoziabile, ha dichiarato da parte sua, Andrea Gmür-Schönenberger (Centro/LU).
Di diverso avviso il campo rosso-verde che ha parlato di risparmi "brutali", denunciando gli investimenti eccessivi nell'armata e la rigidità del freno all'indebitamento. Durante il suo intervento, Eva Herzog (PS/BS) ha sottolineato che i tagli alla cooperazione internazionale porteranno un duro colpo alla reputazione della Svizzera e alla sua tradizione umanitaria.
Aiuto sviluppo sacrificato
Per compensare in parte le maggiori uscite per la truppa, la camera dei Cantoni ha poi ridotto di 30 milioni il budget della cooperazione internazionale; si tratta di 220 milioni in meno rispetto a quanto stabilito la settimana scorsa dal Nazionale.
La proposta, definita da Friedli di compromesso, di diminuire i mezzi per l'aiuto allo sviluppo di 100 milioni è stata respinta dal plenum. Per la "senatrice" sangallese, una simile decurtazione permetterebbe di mitigare le minori uscite nei settori che profittano alla popolazione. Werner Salzmann (UDC/BE) avrebbe voluto che si confermasse la decisione della camera del popolo (-250 milioni), ma la sua proposta di minoranza è stata respinta.
Reputazione in gioco
Per il campo-rosso verde, spalleggiato anche da esponenti del Centro e del PLR, una decurtazione di 250 milioni avrebbe conseguenze gravi per la reputazione della Svizzera, tenuto conto degli impegni già presi all'estero, ma anche della sua tradizione umanitaria. Pierre-Yves Maillard (PS/VD) ha fatto notare la contraddizione esistente fra coloro chi spingono affinché i migranti siano aiutati nel loro paese di origine, ma poi non vogliono concedere i mezzi necessari.
Isabelle Chassot (Centro/FR) ha fatto notare che una riduzione di 250 milioni indebolirebbe la Svizzera quale paese ospite di molte organizzazioni internazionali, obbligando per di più la Confederazione ad abbandonare intere regioni dove regna la povertà e la fame, tutte condizioni che spingono molte persone verso l'estremismo.
La sicurezza del nostro Paese, mediante un aumento delle spese per l'esercito, passa anche dalla sicurezza all'estero, ha affermato Matthias Zopfi (Verdi/GL), mentre Pascal Broulis (PLR/VD) ha definito "poco credibile" un taglio di tale ampiezza voluto dal Nazionale.
Meno soldi per asilo
Una volta sbrigati gli aspetti più controversi del dossier, gli Stati hanno stabilito risparmi di 185 milioni nel settore dell'asilo (105 invece il Nazionale). Di questa somma, 85 milioni riguardano la chiusura di nove Centri federali d'asilo, provvedimento stabilito dal Consiglio federale.
I restanti 100 milioni riguardano i forfait versati ai Cantoni per l'aiuto sociale ai richiedenti asilo e ai rifugiati. In questo settore il Nazionale ha stabilito minori risparmi per non pesare troppo sui Cantoni.
No tagli agricoltura, sì a politica regionale
Risparmiata invece dai tagli previsti dal governo è l'agricoltura. Il Consiglio federale avrebbe voluto ridurre di 42 milioni il budget per i pagamenti diretti.
Dopo lo "stop" del Nazionale, anche gli Stati hanno stabilito di non voler penalizzare questo settore, seguendo in ciò il parere espresso dalle cerchie interessate durante la procedura di consultazione, per non parlare della manifestazione dei contadini sulla Piazza federale a pochi giorni dall'inizio della sessione. Per i pagamenti diretti sono quindi previsti 2,8 miliardi per l'anno prossimo.
Al pari della camera del popolo, i "senatori" hanno anche deciso di aumentare gli importi destinati alla promozione delle vendite di prodotti agricoli (+4,8 milioni). Tuttavia, per 22 voti a 17, il plenum ha respinto la proposta di innalzare di un milione gli aiuti alla produzione di barbabietole da zucchero. In considerazione dell'urgenza della situazione i costi dei vaccini contro la malattia della lingua blu e la malattia emorragica epizootica saranno coperti eccezionalmente con un contributo una tantum di 10 milioni.
A differenza del Consiglio nazionale, i "senatori" non hanno però voluto stanziare altri 12,5 milioni per la politica regionale.
Anche altri settori dovranno tirare la cinghia: sul personale federale si dovranno effettuare economie per 85 milioni, 15 in più rispetto al Consiglio nazionale. Sempre rispetto alla camera del popolo, quella dei Cantoni ha stralciato dal budget 30 milioni per la promossione dei treni notturni.
Chiamati alla cassa anche la sanità (-17 milioni), la custodia dei bambini (-10 milioni, +6,9 invece per il Nazionale), l'Ufficio federale delle costruzioni (-31 milioni) e il Dipartimento federale della difesa (-20 milioni).
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 11.12.2024
CN: preventivo, -170 milioni alla cooperazione internazionale
Affrontando le divergenze sul preventivo 2025, il Consiglio nazionale ha proposto stamane, a mo' di compromesso, un taglio all'aiuto allo sviluppo di 170 milioni di franchi, invece di 250 milioni. Una somma ancora lontana, in ogni caso, dal taglio di 30 milioni stabilito dal Consiglio degli Stati. Il dossier ritorna alla camera dei cantoni.
Il campo rosso-verde ha chiesto invano di confermare la posizione dei "senatori" per compensare le maggiori spese, ormai decise, per l'esercito (530 milioni). Gli Stati prevedono maggiori uscite per l'armata allo scopo di raggiungere l'1% del PIL entro il 2032, e non il 2030.
Il Nazionale si è invece allineato agli Stati in merito alle minori spese per l'asilo. In particolare, si parla di una sforbiciata di 100 milioni per l'aiuto sociale versato dai Cantoni ai richiedenti asilo e ai profughi.
A differenza della camera dei Cantoni, quella del popolo ha però ribadito un aumento di 12,5 milioni del budget a disposizione dei Politecnici federali. Ha inoltre mantenuto un incremento di 12,5 milioni destinato alla politica regionale.
Tagli al personale
Le Camere non hanno trovato invece un'intesa sui tagli al personale federale. Il Consiglio nazionale ha mantenuto una sforbiciata di 70 milioni, mentre gli Stati si sono pronunciati per un budget inferiore di 85 milioni a quanto proposto dal governo.
A differenza del Consiglio degli Stati, il Consiglio nazionale ha insistito anche su un aumento di 12,5 milioni per i Politecnici federali, in ottemperanza a una decisione presa dal Parlamento. I deputati chiedono inoltre che il budget di Pro Helvetia venga ridotto di 1,5 milioni.
Il Consiglio nazionale vuole anche dotare la politica regionale di 12,5 milioni supplementari, un incremento inviso invece agli Stati. I due rami del parlamento sono invece sulla stessa lunghezza d'onda per quanto attiene ai vaccini contro le malattie animali. Vista l'urgenza della situazione, gli allevatori disporranno di 10 milioni di franchi per lottare contro la malattia della lingua blu che colpisce bovini, caprini e ovini.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.12.2024
CSt: aiuto sviluppo, taglio di 71 milioni di franchi
Si stanno avvicinando, anche se lentamente, le posizioni fra i due rami del parlamento circa i tagli all'aiuto allo sviluppo nel preventivo 2025. Stamane il Consiglio degli Stati ha approvato una diminuzione dei mezzi finanziari di 71 milioni di franchi, 100 milioni in meno rispetto a quanto stabilito dal Nazionale.
Quale compensazione per l'aumento dei crediti a favore dell'esercito pari a 530 milioni, all'inizio dei dibattiti gli Stati avevano proposto risparmi per 30 milioni rispetto al progetto del Consiglio federale, a fronte dei 250 milioni difesi invece dalla Camera del popolo,
Oggi il campo rosso-verde ha tentato, invano, di ribadire la somma iniziale, sostenendo che una sforbiciata di 71 milioni comporterebbe comunque l'abbandono di numerosi progetti in corso, con danni alla reputazione della Svizzera quale paese affidabile. L'UDC e alcuni esponenti del PLR avrebbero voluto una decurtazione ancora più profonda, di 100 milioni, come proposto da Esther Friedli (UDC/SG), la quale ha sostenuto che, per rispettare il freno all'indebitamento, non bisogna risparmiare solo sulle uscite interne al paese, ma anche su quelle destinate all'estero (ma non l'aiuto umanitario, ha specificato), come d'altronde chiede la popolazione.
Rivolto alla sinistra, Pascal Broulis (PLR/VD) ha affermato che, alla luce delle decisioni del Nazionale, è necessario fare un passo verso questa camera per raggiungere un compromesso su questo punto del budget. Alla fine, per quanto possa essere doloroso, la proposta Friedli potrebbe alla fine trovare una maggioranza, ha affermato Pierre-Yves Maillard (PS/VD).
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 16.12.2024
Il Consiglio nazionale ha mantenuto ancora una dozzina di divergenze con gli Stati in merito al preventivo 2025, caratterizzato dalle maggiori uscite per l'esercito (530 milioni di franchi) e l'agricoltura (42 milioni). Quale compensazione per le maggiori uscite, e per rispettare il freno all'indebitamento, il Nazionale ha proposto tagli importanti alla cooperazione internazionale pari a 250 milioni. Questa somma è stata ridotta nel corso dei dibattiti a 125 milioni, ancora lontana tuttavia dai 71 milioni stabiliti dagli Stati. Altre divergenze concernono l'accoglienza extra familiare dei bambini, le spese per il personale federale e la politica regionale. il dossier va agli stati per la terza lettura. A questo punto non si può escludere una conferenza di conciliazione.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 17.12.2024
CSt: preventivo 2025, si va in conciliazione
Ci vorrà una Conferenza di conciliazione per eliminare le ultime divergenze - sette - fra i due rami dal parlamento in merito al preventivo 2025 della Confederazione.
Il Parlamento non ha ancora trovato un punto di equilibrio per quanto attiene all'aiuto allo sviluppo, "sacrificato" sull'altare della difesa nazionale, cui il parlamento ha già deciso di concedere 530 milioni di franchi supplementari.
Nel corso delle ultime due settimane, sia gli Stati che il Nazionale hanno abbandonato le rispettive posizioni per tentare di raggiungere un compromesso che non penalizzasse troppo questo settore. Il Nazionale partiva da un taglio di ben 250 milioni, gli Stati di 30. Attualmente, 27 milioni dividono i due consigli: la camera del popolo propone una sforbiciata di 125 milioni, quella dei Cantoni di 98 milioni.
Le altre voci di spesa contese riguardano l'accoglienza extra famigliare dei bambini (circa 7 milioni), gli immobili (31 milioni), la nuova politica regionale (circa 12,5 milioni), le borse di studio per studenti stranieri (un milione), le forme di prolusione alternative per bus e battelli (circa 15,5 milioni) e le misure a favore della selvaggina e la caccia (0,5 milioni).
Qualora i due rami del Parlamento non dovessero riuscire a trovare un accordo, varrà la somma più bassa per ogni voce di bilancio contestata.
Durante i combattuti dibattiti in aula, il Parlamento si è messo d'accordo per tagliare, ad esempio, di 1,5 milioni al budget di Pro Helvetia. Anche il settore della difesa non è stato esonerato dalla mannaia dei risparmi (-35 milioni per le spese di gestione). Anche il personale federale dovrà tirare la cinghia (-30 milioni).
Le minori uscite devono compensare, come accennato, i maggiori mezzi concessi all'esercito, soprattutto per l'acquisto di armamenti, allo scopo di rispettare il freno all'indebitamento.
Notizia ATS
Dibattiti il 19.12.2024
CN+CSt: Confederazione, eliminate divergenze budget 2025
Il parlamento ha approvato stamane le proposte della Conferenza di conciliazione riguardanti il budget 2025 della Confederazione. A pagare lo scotto per le maggiori uscite a favore dell'esercito è l'aiuto allo sviluppo che deve rinunciare a 110 milioni di franchi.
Prima dei voti sul budget, giunti dopo un lungo ping-pong fra le camere, il campo rosso-verde ha espresso la propria frustrazione per i tagli alla cooperazione internazionale.
Per socialisti e Verdi, la sicurezza della Svizzera non passa solo dai maggiori mezzi finanziari concessi all'esercito (530 milioni), ma anche dalle attività di aiuto allo sviluppo all'estero.
Con queste riduzioni, il parlamento dimostra poca lungimiranza, si è sentito in aula dagli esponenti del campo rosso-verde, che hanno anche stigmatizzato i tagli al personale (-40 milioni) della Confederazione.
Il campo "borghese" ha invece insistito sull'obbligo costituzionale di rispettare il freno all'indebitamento in una situazione di finanze tese, con poco margine di manovra. Da qui la necessità di fissare delle priorità, nel caso concreto a favore della sicurezza e del riarmo del paese.
Quanto ai tagli nella cooperazione, l'UDC ha fatto notare che si tratta di una decurtazione sopportabile, dal momento che a questo settore sono destinati pur sempre 3,7 miliardi di franchi, mentre l'aiuto umanitario non è stato toccato. Non vi insomma motivo di "drammatizzare".
Oltre all'esercito, hanno ottenuto maggiori mezzi anche l'agricoltura (+42 milioni per i pagamenti diretti a 2,8 miliardi), come la politica regionale (+6 milioni). Per quanto attiene all'accoglienza extra familiare dei bambini, l'ha spuntata il Nazionale che non ha voluto concedere ulteriori mezzi (si rimane a 35,7 milioni). Altre divergenze minori riguardavano le borse di studio agli studenti stranieri o il settore della caccia.