Accordo concernente misure di solidarietà volte a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di gas tra la Svizzera, la Germania e l’Italia. Approvazione
24.075 · Oggetto del Consiglio federale · 2024-08-22
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 28 agosto 2024 relativo all’approvazione dell’Accordo concernente misure di solidarietà volte a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di gas tra la Svizzera, la Germania e l’Italia
Ausgangslage
Comunicato stampa del Consiglio federale del 28.08.2024
Il Consiglio federale adotta l’Accordo di solidarietà per l’approvvigionamento di gas
Nella riunione del 28 agosto 2024 il Consiglio federale ha sottoposto per approvazione alle Camere federali l’Accordo tra la Svizzera, la Germania e l’Italia concernente misure di solidarietà volte a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di gas. L’Accordo è stato approvato all’unanimità durante la procedura di consultazione.
Il Consiglio federale sottopone al Parlamento tre disegni di decreti federali: uno riguardante l'approvazione dell'Accordo e gli altri due relativi ai crediti d'impegno. L'Accordo sottostà a referendum facoltativo. Per la sicurezza dell'approvvigionamento di gas è importante che l'Accordo possa essere applicato rapidamente.
L'Accordo verrebbe applicato solo in caso di grave penuria di gas, dopo che saranno state adottate tutte le misure nazionali possibili per ridurre il consumo, tra cui la commutazione degli impianti a doppio combustibile, divieti e limitazioni, o ancora il contingentamento per l'industria che fa uso di gas.
In caso di necessità, l'Accordo permette alla Svizzera di presentare una richiesta di solidarietà alla Germania e all'Italia per garantire l'approvvigionamento di gas dei clienti protetti in Svizzera, ad esempio economie domestiche, ospedali e servizi d'emergenza. A titolo di contropartita, in caso di emergenza gli altri due Paesi possono presentare una richiesta di fornitura di gas alla Svizzera.
Due crediti d'impegno si rendono necessari affinché sia effettivamente possibile utilizzare prestazioni di solidarietà in caso di emergenza. Il primo credito di 300 milioni di franchi è necessario per una garanzia statale, con cui la Confederazione potrebbe garantire l'acquisto di gas in caso di misure di solidarietà. Il secondo credito di 1 miliardo di franchi è previsto in particolare per eventuali compensazioni che la Confederazione dovrebbe versare a fronte di misure sovrane adottate in Germania o in Italia, a favore della Svizzera.
L'onere finanziario per la Confederazione sarebbe di durata temporanea, per entrambi i crediti. I costi derivanti dalle forniture di gas proveniente dalla Germania o dall'Italia saranno a carico dei clienti finali. Viceversa, qualora fosse la Svizzera a fornire il gas, la Confederazione avrebbe facoltà di fatturare i costi alle parti contraenti estere.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 03.12.2024
"Sì" ad accordo approvvigionamento gas con Italia e Germania
La Svizzera deve poter attingere alle risorse energetiche dei Paesi confinanti in modo da garantire un approvvigionamento anche in caso di emergenza. È il parere del Consiglio degli Stati che ha approvato oggi all'unanimità l'accordo di solidarietà sul gas con l'Italia e la Germania proposto dal Consiglio federale. La parola passa ora al Nazionale.
L'intesa fra Berna, Berlino e Roma sottoposta al Parlamento dall'Esecutivo comprende tre decreti: uno riguardante l'approvazione del testo vero e proprio, e gli altri due relativi ad altrettanti crediti d'impegno per un totale di 1,3 miliardi di franchi.
L'accordo, ha ricordato Martin Schmid (PLR/GR) - a nome della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia (CAPTE-S) - "verrebbe applicato solo in caso di grave scarsità di gas, dopo che saranno state adottate tutte le misure nazionali possibili a disposizione della Confederazione per ridurre il consumo, fra cui figurano la commutazione degli impianti a doppio combustibile, divieti e limitazioni, o ancora il contingentamento per l'industria che fa uso di gas".
Sul territorio nazionale la Svizzera non dispone di elevate capacità di produzione e stoccaggio, motivo per cui, per l'approvvigionamento, la Confederazione dipende dai suoi Paesi limitrofi. In caso di necessità, l'accordo permette alla Svizzera, alla Germania e all'Italia di presentare una richiesta di solidarietà agli altri Stati contraenti in caso di impossibilità ad approvvigionare in altro modo i clienti protetti, ovvero le economie domestiche e i servizi essenziali come gli ospedali e i servizi d'emergenza.
L'accordo non è invece stato stipulato con Francia, per la quale sussiste un'intesa speciale separata, e neppure con l'Austria, Paese meno rilevante per la Svizzera in termini di approvvigionamento energetico, ha puntualizzato il "senatore" retico Schmid, che è anche presidente dell'Associazione svizzera dell'industria del gas (ASIG).
Il consigliere agli Stati grigionese ha poi dichiarato che l'intesa con Berlino e Roma è fondamentale, a fronte delle attuali tensioni geopolitiche. "Dobbiamo trarre insegnamento dalla crisi in Ucraina", ha aggiunto il liberale-radicale per accentuare gli eventuali rischi legati all'approvvigionamento energetico che potrebbe incorrere la Confederazione in futuro.
Due crediti d'impegno
"Il progetto prevede due crediti d'impegno per adempiere agli obblighi di pagamento e assicurare la copertura delle garanzie statali nell'ambito delle forniture in questione", ha dichiarato a nome del Consiglio federale il capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) Guy Parmelin. Tutti i costi verrebbero successivamente fatturati ai destinatari delle forniture di gas, vale a dire ai clienti protetti. "In tal modo la Confederazione non dovrà sostenere alcun onere finanziario supplementare", ha aggiunto Parmelin.
I primo credito - adottato all'unanimità - concede una garanzia statale di 300 milioni di franchi con cui la Confederazione potrebbe garantire l'acquisto di gas in caso di misure di solidarietà. Il secondo credito di un miliardo - approvato anch'esso all'unanimità - è previsto in particolare per eventuali compensazioni che la Confederazione dovrebbe versare a fronte di misure sovrane adottate in Germania o in Italia a favore della Svizzera.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 12.03.2025
"Ok" accordo approvvigionamento gas con Italia e Germania
La Svizzera deve poter attingere alle risorse energetiche dei Paesi confinanti in modo da garantire un approvvigionamento anche in caso di emergenza. È il parere del Consiglio nazionale che dopo gli Stati in dicembre ha approvato oggi a larghissima maggioranza l'accordo di solidarietà sul gas con l'Italia e la Germania proposto dal Consiglio federale. Il dossier ritorna alla camera dei Cantoni per una divergenza.
L'intesa fra Berna, Berlino e Roma sottoposta al Parlamento dall'Esecutivo comprende tre decreti: uno riguardante l'approvazione del testo vero e proprio (oggetto di una differenza), e gli altri due relativi ad altrettanti crediti d'impegno per un totale di 1,3 miliardi di franchi.
L'accordo, ha ricordato a nome della commissione Nicolas Kolly (UDC/FR), verrebbe applicato solo in caso di grave scarsità di gas, dopo che saranno state adottate tutte le misure nazionali possibili a disposizione della Confederazione per ridurre il consumo, fra cui figurano la commutazione degli impianti a doppio combustibile, divieti e limitazioni, o ancora il contingentamento per l'industria che fa uso di gas.
Sul territorio nazionale la Svizzera non dispone di elevate capacità di produzione e stoccaggio, motivo per cui, per l'approvvigionamento, la Confederazione dipende dai suoi Paesi limitrofi che hanno accesso al mare. In caso di necessità, l'accordo permette alla Svizzera- da dove transita il gas fra i due Paesi -, alla Germania e all'Italia di presentare una richiesta di solidarietà agli altri Stati contraenti in caso di impossibilità ad approvvigionare in altro modo i clienti protetti, ovvero le famiglie e i servizi essenziali come gli ospedali e i servizi d'emergenza.
L'intesa con Berlino e Roma è fondamentale, a fronte delle attuali tensioni geopolitiche, come ha dimostrato la crisi in Ucraina e i rischi legati all'approvvigionamento energetico in cui potrebbe incorrere la Confederazione in futuro. L'intesa prevede anche il ricorso a un tribunale arbitrale in caso di vertenze fra i firmatari dell'intesa, e ciò per evitare che la Svizzera sia sottoposta alla legislazione europea in questione, come lo sono invece la Germania e l'Italia. Niente Corte europea di giustizia, insomma, ha rassicurato Kolly.
Unico punto di disaccordo col progetto governativo, approvato anche dagli Stati, riguarda la proposta di modificare le competenze esistenti in caso di controversie sull’accesso alla rete del gas mediante una modifica della Legge sull'energia. Il governo vorrebbe infatti obbligare il settore dell’energia ad adottare e attuare misure volte ad assicurare l’approvvigionamento energetico a breve termine. Il plenum ritiene che non vi sia alcun nesso con l’accordo in esame e osserva che il disciplinamento attuale ha dato buoni risultati.
Due crediti d'impegno
Il progetto, ha spiegato dal canto suo il capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) Guy Parmelin, prevede due crediti d'impegno per adempiere agli obblighi di pagamento e assicurare la copertura delle garanzie statali nell'ambito delle forniture in questione. Tutti i costi verrebbero successivamente fatturati ai destinatari delle forniture di gas, vale a dire ai clienti protetti. "In tal modo la Confederazione non dovrà sostenere alcun onere finanziario supplementare", ha aggiunto Parmelin.
Il primo credito concede una garanzia statale di 300 milioni di franchi con cui la Confederazione potrebbe garantire l'acquisto di gas in caso di misure di solidarietà. Il secondo credito di un miliardo è previsto in particolare per eventuali compensazioni che la Confederazione dovrebbe versare a fronte di misure sovrane adottate in Germania o in Italia a favore della Svizzera.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 17.03.2025
CSt: accordo gas con Italia e Germania in dirittura d'arrivo
L'accordo di solidarietà sul gas fra la Svizzera, l'Italia e la Germania è cosa fatta. Oggi il Consiglio degli Stati ha eliminato le ultime divergenze col Nazionale. Il dossier è pronto per le votazioni finali di venerdì, ultimo giorno di sessione.
Per le camere e il Consiglio federale, l'intesa con Berlino e Roma è fondamentale alla luce delle attuali tensioni geopolitiche, come ha dimostrato la crisi in Ucraina e i rischi legati all'approvvigionamento energetico in cui potrebbe incorrere la Confederazione in futuro.
Stando all'accordo, la Svizzera - come anche gli altri contraenti - deve poter attingere alle risorse energetiche dei Paesi confinanti in modo da garantire un approvvigionamento anche in caso di emergenza.
In caso di grave scarsità di gas, dopo che saranno state adottate tutte le misure nazionali possibili a disposizione della Confederazione per ridurre il consumo, fra cui figurano la commutazione degli impianti a doppio combustibile, divieti e limitazioni, o ancora il contingentamento per l'industria che fa uso di gas.
Sul territorio nazionale la Svizzera non dispone di elevate capacità di produzione e stoccaggio, motivo per cui, per l'approvvigionamento, la Confederazione dipende dai suoi Paesi limitrofi che hanno accesso al mare. In caso di necessità, l'accordo permette alla Svizzera- da dove transita il gas fra i due Paesi -, alla Germania e all'Italia di presentare una richiesta di solidarietà agli altri Stati contraenti in caso di impossibilità ad approvvigionare in altro modo i clienti protetti, ovvero le famiglie e i servizi essenziali come gli ospedali e i servizi d'emergenza.
L'intesa prevede anche il ricorso a un tribunale arbitrale in caso di vertenze fra i firmatari dell'intesa, e ciò per evitare che la Svizzera sia sottoposta alla legislazione europea in questione, come lo sono invece la Germania e l'Italia. Niente Corte europea di giustizia insomma.
L'intesa comprende tre decreti: uno riguardante l'approvazione del testo vero e proprio, e gli altri due relativi ad altrettanti crediti d'impegno per un totale di 1,3 miliardi di franchi al fine di adempiere agli obblighi di pagamento e assicurare la copertura delle garanzie statali nell'ambito delle forniture in questione.
Tutti i costi verrebbero successivamente fatturati ai destinatari delle forniture di gas, vale a dire ai clienti protetti. In tal modo la Confederazione non dovrà sostenere alcun onere finanziario supplementare.
Il primo credito concede una garanzia statale di 300 milioni di franchi con cui la Confederazione potrebbe garantire l'acquisto di gas in caso di misure di solidarietà. Il secondo credito di un miliardo è previsto in particolare per eventuali compensazioni che la Confederazione dovrebbe versare a fronte di misure sovrane adottate in Germania o in Italia a favore della Svizzera.