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Per una politica climatica sociale - finanziata in modo fiscalmente equo (Iniziativa per il futuro). Iniziativa popolare

24.082 · Oggetto del Consiglio federale · 2024-12-13

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 13 dicembre 2024 concernente l’iniziativa popolare «Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo (Iniziativa per il futuro)»

Ausgangslage

Depositata dai Giovani socialisti (GISO) nel febbraio del 2024, l’iniziativa popolare «Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo (Iniziativa per il futuro)» chiede di prelevare un’imposta federale del 50 per cento sulle successioni e sulle donazioni delle persone fisiche che superano una franchigia di 50 milioni di franchi. L’iniziativa prevede inoltre che il gettito di tale imposta sia impiegato per combattere la crisi climatica.

Nel messaggio del 13 dicembre 2024 il Consiglio federale propone al Parlamento di raccomandare al Popolo e ai Cantoni la reiezione dell’iniziativa.

Esaminata la questione, il Parlamento raccomanda di respingere l’«Iniziativa per il futuro».

La relativa votazione avrà luogo il 30 novembre 2025.

Situazione iniziale

Nell’agosto del 2022 la Cancelleria federale esamina l’iniziativa popolare «Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo (Iniziativa per il futuro)», presentata da un comitato riferibile ai Giovani socialisti. Accertato che questa soddisfa le condizioni previste dalla legge, la Cancelleria federale stabilisce che la raccolta delle firme ha inizio il 16 agosto 2022 per concludersi il 16 febbraio 2024. L’iniziativa prevede l’introduzione di un’imposta federale sulle successioni e sulle donazioni «al fine di costruire e preservare un futuro che meriti di essere vissuto». Dedotta una franchigia di 50 milioni di franchi, sull’importo complessivo della successione e di tutte le donazioni è prelevata un’imposta federale del 50 per cento, la cui imposizione ed esazione spetta ai Cantoni e il cui gettito lordo è attribuito per due terzi alla Confederazione e per un terzo ai Cantoni. I proventi dell’imposta devono poi essere utilizzati «per combattere la crisi climatica in modo socialmente equo e per apportare all’economia nel suo complesso la trasformazione necessaria a tal fine». Le disposizioni transitorie previste dall’iniziativa prevedono inoltre che Confederazione e Cantoni emanino disposizioni d’esecuzione concernenti segnatamente la prevenzione dell’elusione fiscale, in particolare in relazione alla partenza dalla Svizzera, e l’impiego del gettito lordo dell’imposta «per sostenere la trasformazione ecologica e socialmente equa dell’economia nel suo complesso, in particolare nei settori del lavoro, dell’alloggio e dei servizi pubblici».

Il comitato deposita le firme l’8 febbraio 2024. Il 4 marzo 2024 la Cancelleria federale attesta la raccolta di 109’988 firme valide e decreta la riuscita dell’iniziativa.

Nel messaggio del 13 dicembre 2024, il Consiglio federale chiede al Parlamento di raccomandare al Popolo e ai Cantoni la reiezione dell’iniziativa, presentata in forma di progetto elaborato, senza contrapporle alcun controprogetto.

Il Consiglio federale condivide la richiesta in materia di politica climatica dei promo-tori dell’iniziativa, ma considera problematico e non appropriato il finanziamento della politica climatica proposto con l’iniziativa. La Confederazione e i Cantoni perseguono già oggi una politica climatica ed energetica attiva e orientata al principio di causalità, che si riflette in diverse leggi attraverso misure il cui finanziamento è garantito. Con la legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l’innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica, ad esempio, la Svizzera dispone di norme che ambiscono a combattere il riscaldamento climatico. Le emissioni di gas serra dovranno essere ridotte a un saldo netto pari a zero entro il 2050. In tal modo si adempie già una delle principali richieste dell’iniziativa, secondo cui la Svizzera deve contrastare gli effetti del cambiamento climatico.

Stando alle stime, il gettito potenziale dell’imposta sulle successioni e sulle donazioni proposta nell’iniziativa dovrebbe rimanere piuttosto basso a seguito degli adattamenti comportamentali, presumibilmente significativi. Per questo motivo, l’iniziativa popolare federale non riuscirebbe neppure a raggiungere il suo obiettivo in termini finanziari. L’iniziativa avrebbe inoltre effetti negativi sull’attrattiva della Svizzera come luogo di domicilio per le persone facoltose, le quali già oggi forniscono un contributo sostanziale alle entrate degli enti pubblici e quindi anche al finanziamento della politica climatica attraverso le imposte progressive sul reddito e sulla sostanza.

Inoltre, il Consiglio federale ritiene che l’iniziativa sia da respingere anche per motivi intrinseci al sistema federale. La competenza dei Cantoni di riscuotere un’imposta sulle successioni e sulle donazioni rimarrebbe invariata, ma l’introduzione di una siffatta imposta a livello federale ridurrebbe il margine di manovra fiscale dei Cantoni e la destinazione vincolata del gettito a favore della politica climatica rappresenterebbe un’ingerenza nella loro autonomia finanziaria.

Infine, il Consiglio federale è dell’avviso che l’effetto retroattivo previsto dall’iniziativa sia problematico in termini di politica statale. Le persone potenzialmente interessate domiciliate in Svizzera dovrebbero far fronte a una notevole incertezza giuridica, mentre quelle domiciliate all’estero rinuncerebbero a trasferirsi in Svizzera. Tuttavia, l’effetto retroattivo riguarderebbe soltanto le successioni e le donazioni effettivamente versate dopo l’eventuale accettazione dell’iniziativa popolare. Le disposizioni d’esecuzione previste nella disposizione transitoria per prevenire l’elusione fiscale sarebbero invece applicabili solo a partire dalla data di entrata in vigore (e quindi non retroattivamente).

Per i suddetti motivi il Consiglio federale respinge l’iniziativa senza contrapporle un controprogetto.

(Fonti:Messaggio del Consiglio federale del 13 dicembre 2024 concernente l’iniziativa popolare «Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo (Iniziativa per il futuro)» FF 2024 3216 / Année Politique Suisse)

Verhandlungen

Nella sessione primaverile del 2025 il Consiglio nazionale dedica due sedute all’«Iniziativa per il futuro» presentata dai Giovani socialisti (GISO). A nome della Commissione dell’economia e dei tributi, che ha bocciato l’iniziativa con 17 voti contro 8, i relatori Leo Müller (M-E, LU) e Paolo Pamini (V, TI) raccomandano di respingere l’iniziativa senza contrapporle un controprogetto, come proposto del resto dal Consiglio federale. La maggioranza della Commissione concorda inoltre con quest’ultimo nel ritenere valida l’iniziativa e nello scartare l’opzione dell’invalidità, anche solo parziale. Quanto alla retroattività dell’iniziativa, sia la Commissione che il Consiglio federale sono dell’avviso che un’imposta si applichi in linea di principio soltanto una volta approvata da Popolo e Cantoni, vale a dire dal giorno della votazione. Per il resto i relatori rivolgono all’iniziativa buona parte delle critiche che verranno in seguito riproposte dai deputati dell’area borghese. Poiché l’iniziativa sta già provocando danni, affermano, è fondamentale che il Parlamento la tratti con la massima sollecitudine. La maggioranza della Commissione teme inoltre che l’iniziativa possa compromettere la successione di numerose aziende di carattere familiare. Vi è poi da attendersi che numerose persone lasceranno la Svizzera, determinando una riduzione delle entrate fiscali degli enti pubblici. Si sottolinea infine che l’iniziativa viola la sovranità fiscale dei Cantoni, giacché alcuni di essi già prevedono un’imposta sulle successioni.

La Camera è chiamata a pronunciarsi su quattro proposte di minoranza, ognuna delle quali consiste in un controprogetto diretto. A nome della prima minoranza, Céline Widmer (S, ZH) chiede di prelevare, in luogo di un’imposta sulle successioni, un’imposta dell’1 per cento sui patrimoni che superano i 50 milioni. La seconda minoranza, rappresentata da Samuel Bendahan (S, VD), propone di esentare da imposta la prima generazione di eredi e di limitarsi a prelevarla sulla seconda generazione, tassando parte dei guadagni accumulati. A nome della terza minoranza, Emmanuel Amoos (S, VS) propone di dimezzare l’aliquota prevista dall’iniziativa, portandola al 25 per cento. La quarta minoranza, rappresentata da Franziska Ryser (G, SG), chiede infine di prelevare un’«imposta moderata» del 5 per cento sulle successioni di importo superiore ai 5 milioni di franchi, così da poter finanziare le misure climatiche senza provocare una fuga di capitali.

Nel corso di un dibattito libero (categoria I) di diverse ore, prendono poi la parola, oltre ai relatori della Commissione, delle minoranze e dei gruppi, ben 63 deputati.

I gruppi assumono posizioni divergenti. A nome del Gruppo socialista, Cédric Wermuth (S, AG), Jacqueline Badran (S, ZH) e Samuel Bendahan (S, VD) appoggiano l’iniziativa presentata dalla propria sezione giovanile, sottolineando l’urgente necessità di investire nella protezione del clima e rammentando gli ampi consensi raccolti dall’iniziativa tra la popolazione, che la considera giusta e ragionevole. L’iniziativa permette inoltre di combattere le crescenti disparità tra le fasce più ricche e quelle più povere in Svizzera.

In rappresentanza del Gruppo verde liberale, Jürg Grossen (GL, BE) e Céline Weber (GL, VD) respingono sia l’iniziativa, sia i controprogetti. Ritengono infatti che questa avrebbe ricadute estremamente negative per le aziende familiari, causerebbe la perdita di posti di lavoro e indebolirebbe l’economia. Sono inoltre dell’avviso che la protezione del clima andrebbe finanziata attraverso incentivi e tasse incitative anziché mediante un aumento delle imposte.

Anche i relatori del Gruppo liberale radicale, Daniela Schneeberger (RL, BL) e Olivier Feller (RL, VD), respingono fermamente l’iniziativa e i controprogetti, poiché ritengono che siano dannosi per l’economia e compromettano il futuro del Paese. Paventano inoltre la vendita di aziende a investitori esteri, la partenza di contribuenti facoltosi e una riduzione delle entrate fiscali dell’ordine di miliardi. Per proteggere il clima occorre puntare sull’innovazione, anziché aumentare le imposte.

La relatrice Sophie Michaud Gigon (G, VD) sottolinea che all’interno del Gruppo dei Verdi sono emerse opinioni divergenti. Tenuto conto delle crescenti disparità economiche, alcuni appoggiano l’iniziativa e considerano l’imposta sulle successioni uno strumento idoneo a rendere più equa l’imposizione delle grandi eredità e assicurare gli investimenti statali necessari. Altri temono invece che l’iniziativa possa avere ricadute negative per l’economia, in primis per le aziende familiari, e possa indurre numerose persone facoltose a lasciare la Svizzera.

Il Gruppo del Centro respinge l’iniziativa e i controprogetti poiché li ritiene un portato della lotta di classe, come precisa il relatore Philipp Matthias Bregy (M-E, VS). Questi aggiunge che indirettamente l’iniziativa colpirebbe duramente il ceto medio, dato che mette a rischio l’esistenza delle aziende familiari. Non potendosi permettere di pagare la nuova imposta, tali aziende si vedrebbero infatti costrette a chiudere o a trasferirsi all’estero, privando di posti di lavoro soprattutto gli esponenti del ceto medio. Bregy rammenta infine che l’imposizione delle successioni è di competenza dei Cantoni e che l’iniziativa contravviene pertanto a principi dello Stato di diritto.

Esprimendosi a nome del Gruppo dell’Unione democratica di Centro, il relatore Martin Hübscher (V, ZH) definisce l’iniziativa un pericoloso «boomerang». Paventa che l’imposta introdotta dall’iniziativa possa provocare un esodo di contribuenti facoltosi che si tradurrebbe in una riduzione del gettito fiscale pari a 3,5 miliardi di franchi. Critica inoltre la retroattività dell’imposta, a suo giudizio discutibile dal punto di vista dello Stato di diritto, e chiede di respingere l’iniziativa in tempi brevi, senza alcun controprogetto.

Al termine di un approfondito dibattito, la Camera passa al voto, che non riguarda tuttavia l’entrata in materia sull’iniziativa, poiché obbligatoria. Con 128 contro 61, il Consiglio nazionale sposa la linea della maggioranza e non entra in materia sull’eventuale controprogetto (oggetto 2), bocciando in tal modo le quattro proposte di minoranza che vi sono correlate. A favore del controprogetto votano unicamente il Gruppo socialista e quello dei Verdi. Lo respingono invece, praticamente all’unanimità, il Gruppo dell’Unione democratica di Centro, il Gruppo del Centro, il Gruppo liberale radicale e quello verde liberale.

Per quanto concerne la raccomandazione di voto, con 132 voti contro 49 e 8 astensioni il Consiglio nazionale segue la maggioranza della Commissione e raccomanda quindi al Popolo e ai Cantoni di respingere l’iniziativa, come del resto proposto dal Consiglio federale. La minoranza rappresentata da Cédric Wermuth, che chiede di raccomandare l’accettazione dell’iniziativa, raccoglie unicamente i voti del Gruppo socialista e di 15 verdi.

Il Consiglio degli Stati si occupa dell’iniziativa nella sessione estiva del 2025. Il relatore Pirmin Bischof (M-E, SO) specifica che, quando ha esaminato l’iniziativa nel mese di marzo, la Commissione si è posta tre quesiti. Per prima cosa si è chiesta se l’iniziativa fosse da ritenersi valida o da dichiararsi non valida in tutto o in parte, in secondo luogo se dovesse essere accettata o respinta e in terzo luogo se fosse opportuno contrapporle un controprogetto. Esaminato il primo quesito in modo approfondito e sentito vari esperti in materia, la Commissione è giunta alla conclusione che l’iniziativa fosse da ritenersi valida in tutte le sue parti.

Per rispondere alla seconda domanda la Commissione ha esaminato vari aspetti dell’iniziativa e le sue possibili conseguenze, soffermandosi in particolare sulle ricadute economiche, sulle implicazioni dal punto di vista del federalismo e sul confronto con altri Paesi. La maggioranza della Commissione è così giunta alla conclusione che fosse opportuno raccomandarne la reiezione.

Quanto al terzo quesito, il relatore presenta infine le opzioni scaturite dalla disamina della Commissione: la minoranza I di Carlo Sommaruga (S, GE) propone di raccomandare l’accettazione dell’iniziativa senza controprogetto, mentre la minoranza II di Eva Herzog (S, BS) chiede di contrapporle un controprogetto che prevede anch’esso l’introduzione di un’imposta federale sulle successioni, ma con un’aliquota ridotta al 5 per cento e una franchigia di 5 milioni. Con 11 voti contro 2, la Commissione ha comunque respinto entrambe le proposte di minoranza.

A sostegno della minoranza I, Carlo Sommaruga rammenta che in Svizzera la ricchezza è distribuita sempre meno equamente e si concentra nelle mani di pochi. Questo denaro non è frutto di duro lavoro, ma è sostanzialmente ereditato: lo dimostra il fatto che negli ultimi 20 anni l’importo complessivo delle eredità è triplicato. I più ricchi causano inoltre la maggior parte delle emissioni di CO2 e devono di conseguenza contribuire maggiormente alla protezione del clima.

Eva Herzog sostiene dal canto suo la causa della minoranza II. Pur condividendo gli intenti dell’iniziativa, ritiene non sia la soluzione migliore e propone perciò un controprogetto che prevede un’imposta del 5 per cento sulle successioni, comprensiva di una franchigia di 5 milioni. Herzog afferma che, a differenza dell’iniziativa, questa soluzione permetterebbe di evitare la paventata fuga di capitali e garantirebbe così un reale aumento del gettito fiscale.

Come nel Consiglio nazionale, le due minoranze hanno però la peggio: con 34 voti contro 10, il Consiglio degli Stati decide in primo luogo di non entrare in materia sul controprogetto, decretando la bocciatura della minoranza II. Con 36 voti contro 7 e 1 astensione, respinge quindi la minoranza I e aderisce alla decisione del Consiglio nazionale, raccomandando al Popolo e ai Cantoni di respingere l’iniziativa.

Nella votazione finale il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati raccomandano la reiezione dell’«Iniziativa per il futuro» rispettivamente con 132 voti contro 57 e 8 astensioni e 36 voti contro 7 e 0 astensioni.

A favore della reiezione votano il gruppo UDC, il gruppo del Centro, quello liberale radicale e quello verde liberale. Appoggiano invece l’iniziativa il Gruppo socialista e quello dei Verdi (nelle cui file si contano alcuni astenuti).

(Fonti:comunicati stampa delle commissioni / Bollettino ufficiale / Année Politique Suisse / articoli dell’agenzia Keystone ATS e di altri organi d’informazione)

L'iniziativa popolare è stata respinta nella votazione popolare del 30 novembre 2025 dal 78,28 per cento dei votanti e dalla maggioranza dei Cantoni (20 Cantoni che dispongono di un voto e 6 Cantoni che dispongono di un mezzo voto).

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 05.03.2025

Iniziato lungo e acceso dibattito sull'Iniziativa per il futuro

Il Consiglio nazionale ha iniziato oggi il lungo dibattito sull'"Iniziativa per il futuro" della Gioventù socialista (GISO), volta a tassare i grandi patrimoni a favore del clima. Per il campo borghese, maggioritario in Parlamento, si tratta di un testo "pericoloso", per lo schieramento rosso-verde di un contributo alla riduzione delle disuguaglianze.

Stando alla presidente della Camera del popolo, Maja Riniker (PLR/AG) le discussioni - oggi a tratti accese - dovrebbero durare complessivamente sette ore ed è già previsto che l'esame proseguirà il martedì e il mercoledì dell'ultima settimana di sessione.

Commissione: no a iniziativa senza controprogetto

Sull'esito dei dibattiti non c'è invece molta suspense. Stando alla commissione preparatoria, a causa delle conseguenze negative per l'economia e le finanze pubbliche, l'iniziativa popolare "Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo (Iniziativa per il futuro)" va respinta senza opporle alcun controprogetto, così come raccomandato anche dal Consiglio federale.

Il testo della GISO chiede l'introduzione di un'imposta sulle successioni a livello federale del 50% con una franchigia unica di 50 milioni di franchi sull'importo complessivo della successione e di tutte le donazioni. Il gettito fiscale andrebbe vincolato all'utilizzo per la lotta ai cambiamenti climatici da parte della Confederazione e dei Cantoni.

Secondo la maggioranza commissionale, un'imposta di successione elevata renderebbe più difficile o impossibile la successione a molte imprese familiari, causerebbe partenze di persone abbienti e ne impedirebbe l'arrivo. A causa dei previsti cambiamenti di comportamento, nel peggiore dei casi vi potrebbero essere perdite fiscali per gli enti pubblici, ha dichiarato Paolo Pamini (UDC/TI) a nome della commissione.

A parte ciò, l'iniziativa infrangerebbe la sovranità fiscale cantonale, violando inoltre il principio della tassazione in base alla capacità economica. Dubbi giuridici vengono espressi dalla maggioranza anche sull'effetto retroattivo dell'iniziativa, ha aggiunto Pamini.

Una minoranza rosso-verde ha invece raccomandato di accogliere l'iniziativa e/o un controprogetto. A suo avviso, l'imposta sulle successioni è un'imposta che contribuisce all'equità delle opportunità e delle generazioni.

Critiche già prima dei dibattiti

L'"Iniziativa per il futuro" già prima dei dibattiti in Parlamento ha suscitato un'insolita quantità di critiche. I rappresentanti di quattro gruppi parlamentari (UDC, PLR, Centro, PVL) e del mondo economico hanno messo in guardia da forti perdite fiscali in caso di voto favorevole. Anche il Consiglio federale ha invitato a respingere l'iniziativa.

Secondo vari oratori succedutesi oggi, tra cui Lorenzo Quadri (LEGA/TI) e Simone Gianini (PLR/TI), gli imprenditori e i ricchi contribuenti sarebbero costretti a lasciare la Svizzera. Il che avrebbe ripercussioni sulle casse pubbliche e indirettamente sul benessere del Paese e delle prossime generazioni. Per Quadri, il titolo dell'iniziativa ("per il futuro") è ingannevole. Secondo Gianini, "siamo di fronte a un'iniziativa pericolosa, che può avere un effetto boomerang".

Soltanto il PS e i Verdi hanno sostenuto il testo. Il socialista vallesano Emmanuel Amoos ha per esempio dichiarato di "conoscere pochissime persone il cui patrimonio supera i 50 milioni di franchi. Quindi la questione riguarda pochissimi cittadini. Ed è solo su questi 50 milioni che verrebbe applicata l'imposta di successione. Quindi se, ad esempio, si ha un patrimonio di 51 milioni, l'imposta verrebbe riscossa solo su quel milione in più".

Alcuni rappresentanti del campo rosso-verde hanno presentato diverse proposte di controprogetto per una futura imposta ancorata nella Costituzione. Si prevedono imposte sulla fortuna e sulle successioni delle persone fisiche vincolate a favore della protezione del clima. Di queste e altre proposte si discuterà, come detto, durante l'ultima settimana, quando verrà ripreso l'esame del dossier.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 18.03.2025

Iniziativa per il futuro va respinta

L'iniziativa popolare per il futuro della Gioventù socialista (GISO), volta a tassare i grandi patrimoni a favore del clima, spingerà molti buoni contribuenti ad andarsene, con effetti dannosi sulle casse pubbliche.

È quanto pensa il Consiglio nazionale che ha raccomandato di respingere senza controprogetto la proposta di modifica costituzionale per 132 voti a 49 a 8 astenuti. Il dossier va al Consiglio degli Stati.

Il voto si è tenuto al termine degli interventi parlamentari (63 i deputati annunciatisi), incominciati già la prima settimana di sessione. Sull'esito dei dibattiti non c'era invero alcuna suspense, visto che a sostenere l'iniziativa è stato solo il campo rosso-verde.

Il testo della GISO chiede l'introduzione di un'imposta sulle successioni a livello federale del 50% con una franchigia unica di 50 milioni di franchi sull'importo complessivo della successione e di tutte le donazioni. Il gettito fiscale andrebbe vincolato all'utilizzo per la lotta ai cambiamenti climatici da parte della Confederazione e dei Cantoni.

Stando alla commissione preparatoria, e ai molti deputati che ne hanno ripreso le argomentazioni, a causa delle conseguenze negative per l'economia e le finanze pubbliche, l'iniziativa popolare "Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo (Iniziativa per il futuro)" va respinta senza opporle alcun controprogetto, così come raccomandato anche dal Consiglio federale.

Secondo la maggioranza del plenum, un'imposta di successione elevata renderebbe infatti più difficile o impossibile la successione a molte imprese familiari, causerebbe partenze di persone abbienti e ne impedirebbe l'arrivo. A causa dei previsti cambiamenti di comportamento, nel peggiore dei casi vi potrebbero essere perdite fiscali per gli enti pubblici.

A parte ciò, l'iniziativa infrangerebbe inoltre la sovranità fiscale cantonale, violando inoltre il principio della tassazione in base alla capacità economica. Dubbi giuridici sono stati espressi dalla maggioranza anche sull'effetto retroattivo dell'iniziativa.

La minoranza rosso-verde ha invece raccomandato di accogliere l'iniziativa e/o un controprogetto. A suo avviso, l'imposta sulle successioni contribuisce all'equità delle opportunità e delle generazioni, il tutto a favore della protezione del clima, la grande sfida di questo secolo.

Alcuni rappresentanti del campo rosso-verde hanno presentato diverse proposte di controprogetto per una futura imposta ancorata nella Costituzione. Si prevedevano imposte sulla fortuna e sulle successioni delle persone fisiche vincolate a favore della protezione del clima. Ma nemmeno queste proposte hanno avuto fortuna agli occhi della maggioranza.

L'"Iniziativa per il futuro" già prima dei dibattiti in Parlamento aveva suscitato un'insolita quantità di critiche. Paventando la partenza di molte persone abbienti, i rappresentanti di quattro gruppi parlamentari (UDC, PLR, Centro, PVL) e del mondo economico hanno messo in guardia da forti perdite fiscali in caso di voto favorevole.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 17.06.2025

Bocciata l'iniziativa "per il futuro"
Inutile, contraria all'ordinamento federalistico ed estremamente dannosa per l'economia. Così il Consiglio degli Stati ha definito l'iniziativa popolare per il futuro della Gioventù socialista (GISO), volta a tassare i grandi patrimoni a favore del clima.

Con 36 voti contro 7 (un astenuto), la Camera dei cantoni ha così deciso di bocciare la proposta di modifica costituzionale. Visto che anche il Consiglio nazionale in marzo aveva preso una decisione simile (per 132 voti a 49 a 8 astenuti), l'iniziativa "Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo (Iniziativa per il futuro)" sarà sottoposta a popolo e cantoni con la raccomandazione di respingerla.

Il testo della GISO chiede l'introduzione di un'imposta sulle successioni a livello federale del 50% con una franchigia unica di 50 milioni di franchi sull'importo complessivo della successione e di tutte le donazioni. Il gettito fiscale andrebbe vincolato all'utilizzo per la lotta ai cambiamenti climatici da parte della Confederazione e dei Cantoni.

Il testo sarà sottoposto al voto da solo, senza un controprogetto. La sinistra aveva proposto una soluzione simile a quella degli iniziativisti, ma con una aliquota d'imposta del 5% sull'importo di successioni e donazioni. La maggioranza borghese ha respinto l'idea con 34 voti contro 10.

Durante il dibattito, il relatore commissionale Pirmin Bischof (Centro/SO) ha spiegato come la proposta della GISO interesserebbe 2500 persone e 500 miliardi di franchi. L'1% della popolazione pagherebbe così il 40% delle imposte federali, ha sottolineato, definendo tale proporzione non è corretta.

Un'imposta sulle successioni è inoltre già in vigore nella maggior parte dei cantoni. Con questa ulteriore tassazione, c'è un forte rischio che le imprese famigliari voltino le spalle alla Svizzera per trasferirsi all'estero, ha sostenuto Bischof. Un tema, questo, sollevato anche da Fabio Regazzi (Centro/TI), secondo cui la proposta renderebbe estremamente difficile, se non impossibile, la successione delle imprese famigliari.

"La trasmissione si fa spesso tramite donazione o eredità anticipata, poco alla volta, affinché la giovane generazione possa assumersi progressivamente le proprie responsabilità", ha evidenziato il ticinese. La nuova imposta "distruggerebbe questa cultura di successione", ha detto Regazzi. In molti non avrebbero inoltre la liquidità per pagare l'imposta dovuta, ha aggiunto. A non piacere è anche la retroattività dell'iniziativa.

Di parere opposto la sinistra: Carlo Sommaruga (PS/GE) ha giudicato inaccettabile che l'1% della popolazione controlli il 45% della ricchezza del Paese. "Questo denaro - ha spiegato - non deriva dal duro lavoro dei multimilionari, ma da eredità". La metà del patrimonio degli svizzeri proviene da una successione, ha sottolineato.

Secondo il "senatore" ginevrino, anche il legame con il clima è fondato: i più ricchi consumano molto più del resto della popolazione. Un argomento che, però, non ha convinto: la Confederazione e i cantoni applicano già una politica climatica adeguata, ha sostenuto la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter, ricordando che ogni anno vengono investiti oltre 2 miliardi.

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