24.3008 · Mozione · 2024-02-01
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adeguare le ordinanze e le istruzioni pertinenti e, se necessario, proporre al Parlamento una modifica di legge in modo da garantire che:
a. il cambio di prassi del 17 luglio 2023 deciso dalla Segreteria di Stato della migrazione per le domande d’asilo delle cittadine afghane sia annullato nel senso che l’asilo possa essere concesso, in tutti i casi, soltanto dopo l’esame del singolo caso e con piena cognizione di causa;
b. per le cittadine afghane che immediatamente prima hanno soggiornato in uno Stato terzo, il motivo di persecuzione ai sensi dell’articolo 3 capoverso 1 LAsi sia valutato in funzione di tale Stato;
c. i coniugi che raggiungono le cittadine afghane nel quadro di un ricongiungimento familiare dovuto all’ottenimento dello statuto di rifugiata o dopo la scadenza dei termini per il ricongiungimento familiare per i rifugiati o gli stranieri ammessi provvisoriamente siano sottoposti a un controllo di sicurezza.
Antrag des Bundesrates
Accogliere (in parte)
Stellungnahme des Bundesrates
a. La nuova prassi permette di considerare le richiedenti l’asilo provenienti dall’Afghanistan sia vittime di una legislazione discriminatoria (appartenenza a un determinato gruppo sociale) sia di una persecuzione a sfondo religioso. A questo titolo, hanno diritto allo statuto di rifugiato, che possono ottenere anche per altri motivi rilevanti sul piano del diritto d’asilo, ad esempio il matrimonio forzato. Il numero dei richiedenti l’asilo afghani si iscrive nel quadro dei movimenti migratori abituali degli ultimi anni. Inoltre, dal cambio di prassi del 17 luglio 2023 al 29 febbraio 2024, circa 1600 domande sono state depositate da donne e ragazze residenti da tempo in Svizzera che desiderano convertire il loro statuto di soggiorno in statuto di rifugiato. Si tratta del 65 per cento delle domande d’asilo presentate da afghane dopo il cambio di prassi.Tutte le domande d’asilo presentate da cittadine afghane, così come quelle di persone provenienti da qualsiasi altro Stato, sono comunque esaminate singolarmente. Ciò non significa quindi che dopo il cambio di prassi tutte le afghane che chiedono asilo in Svizzera lo ottengano: nei mesi successivi a tale cambio la loro quota d’asilo ammontava in media al 75 per cento. La richiesta formulata nel punto a. della mozione è pertanto già adempiuta. b. Il Consiglio federale precisa che i motivi di persecuzione sono esaminati, in funzione del Paese d’origine, conformemente alla Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati (RS 0.142.30), alla legge sull’asilo (RS 142.31) e alle altre basi legali pertinenti. Il Consiglio federale è disposto ad esaminare in maniera approfondita le possibilità per le donne afghane di ottenere protezione nel Paese terzo in cui hanno soggiornato prima di giungere in Svizzera, nel rispetto della suddetta convenzione. c. Nel 2023 soltanto sette uomini afghani sono giunti in Svizzera nel quadro del ricongiungimento familiare previsto dal diritto d’asilo. Tutte le persone che giungono nel nostro Paese a questo titolo sono già sottoposte a un controllo completo di sicurezza, in genere a partire dai 14 anni. A tale riguardo, la Segreteria di Stato della migrazione va persino oltre quanto chiesto nella mozione, poiché sottopone a un controllo sistematico di sicurezza anche le persone residenti in Svizzera che presentano una nuova domanda per ottenere lo statuto di rifugiato. La richiesta formulata nel punto c. è pertanto anch’essa già attuata.
Il Consiglio federale propone di accogliere la lettera b e di respingere le lettere a e c della mozione.