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24.3058 · Mozione · 2024-02-28

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di creare, in collaborazione con i Cantoni di frontiera, varie zone di transito ai confini nazionali con alloggi e i necessari locali procedurali e amministrativi o di designare come tali edifici e terreni esistenti e di svolgervi in via esclusiva tutte le future procedure applicando per analogia l'articolo 22 della legge sull'asilo (LAsi). Quest’ultimo deve essere adeguato in modo da autorizzare l'entrata soltanto dopo una decisione d'asilo positiva.Le domande d'asilo potranno essere presentate esclusivamente in queste zone di transito, raggiungibili soltanto dall'estero. Ciò permetterà di accertare senza ombra di dubbio da quale Paese terzo sicuro provengono i richiedenti. Non si entrerà più nel merito delle domande presentate in altro modo e in altri luoghi. I richiedenti resteranno in una di queste zone di transito fino alla decisione definitiva e dopo una decisione negativa saranno ritrasferiti nel Paese da cui sono entrati in Svizzera.Il Consiglio federale può prevedere deroghe, in particolare per situazioni eccezionali quali guerre o catastrofi naturali.I pertinenti articoli della LAsi, di ordinanze e altre disposizioni che contraddicono l'obiettivo del presente intervento vanno adeguati.

Begründung

Da tempo la Svizzera è investita da un'ondata mai vista di rifugiati veri e purtroppo anche meramente economici. Molti richiedenti non ottengono l'asilo, tuttavia per i più svariati motivi non possono essere rimpatriati o espulsi. Ottengono pertanto un diritto di restare che non spetterebbe loro.I richiedenti l'asilo di determinati Paesi, quali l'Eritrea, beneficiano di una quota di protezione dell'89 per cento: esiste pertanto di fatto una libera circolazione delle persone con questo e anche altri Stati.Questa situazione grava enormemente sulle nostre strutture. I Comuni e i Cantoni sono allo stremo, non soltanto sul piano degli alloggi, delle scuole, degli ospedali e delle infrastrutture ma anche su quello finanziario.Nel quadro dell'obbligo di collaborare di cui all'articolo 8 LAsi, è possibile esigere da ogni richiedente l'asilo che depositi la sua domanda in un luogo designato dalla Svizzera.La Svizzera deve ora opporsi a questo gigantesco abuso. Ovviamente i veri rifugiati dovranno continuare a beneficiare dell'ammissione umanitaria. Gli abusi saranno invece combattuti in maniera risoluta.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Visto il numero sempre elevato di domande d’asilo, il Consiglio federale segue molto attentamente la situazione nel settore della migrazione e adotta costantemente le misure del caso. Finora, la collaudata collaborazione tra la Confederazione e i Cantoni nelle sei regioni procedurali ha permesso alla Svizzera di far fronte alle sfide cui è confrontata.
Gli autori della mozione vorrebbero modificare sostanzialmente la procedura d’asilo e creare zone di transito alle frontiere nazionali con alloggi e i necessari locali procedurali e amministrativi, come quelli in linea di massima approntati negli aeroporti. Il Consiglio federale si è già espresso in proposito nel parere del 15 febbraio 2022 relativo alla mozione 22.4397 Glarner «Creazione di zone di transito per lo svolgimento di tutte le procedure d'asilo conformemente all'articolo 22 LAsi», dal medesimo tenore, respinta dal Parlamento. Secondo la proposta formulata nella presente mozione, i richiedenti l’asilo dovrebbero, contrariamente a quanto previsto per l’attuale procedura all’aeroporto, trattenersi in una zona di transito chiusa, creata ex novo, per tutta la durata della procedura di asilo e di allontanamento. Ciò equivarrebbe di fatto a una residenza coatta o a un internamento. In assenza di concreti motivi di detenzione, un provvedimento di questo tipo, indotto dal semplice fatto di aver presentato una domanda d’asilo, costituirebbe un’ingerenza sproporzionata nella libertà personale del richiedente. Sarebbe quindi contrario alla Costituzione federale e violerebbe gli impegni di diritto internazionale della Svizzera. Le frontiere di queste zone con il resto del territorio nazionale dovrebbero essere presidiate con oneri importanti e la Svizzera vi dovrebbe ripristinare in maniera duratura i controlli alle frontiere interne, il che violerebbe anche il codice frontiere Schengen. L’attuazione della mozione graverebbe in maniera eccessiva sui Cantoni di frontiera che, in piccolo numero, dovrebbero assumersi gran parte dei compiti cantonali nella procedura di asilo e allontanamento. Parimenti, definire queste zone di transito potrebbe rivelarsi difficile all’atto pratico. Infine, anche la predisposizione delle strutture ricettive necessarie comporterebbe probabilmente costi supplementari sproporzionati, che andrebbero ad aggiungersi ai circa 300 milioni di franchi finora investiti per gli attuali centri federali in seguito all’entrata in vigore, nel 2019, del riassetto del settore dell’asilo.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.