24.307 · Iniziativa cantonale · 2024-05-07
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra,
visto l'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale del 18 aprile 1999;
visto l'articolo 115 della legge del 13 dicembre 2002 sul Parlamento;
visto l'articolo 156 della legge del 13 dicembre 1985 concernente il regolamento del Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra,
considerato
- l’adozione il 12 marzo 2024 da parte del Parlamento europeo del progetto di direttiva «Peso e dimensioni» proposto dalla Commissione europea;
- che la cosiddetta «direttiva sui gigaliner» consentirebbe la circolazione di veicoli lunghi fino a 25,25 metri e pesanti fino a 60 tonnellate;
- che le infrastrutture doganali e stradali svizzere non sono predisposte per la circolazione di questi veicoli;
- che la circolazione di questi veicoli provocherebbe un deterioramento precoce delle strade svizzere;
- che consentire la circolazione di questi veicoli in Svizzera sarebbe in contrasto con la nostra politica di incentivazione del trasporto di merci su ferrovia;
- i rischi che la circolazione di tali veicoli comporterebbe per gli altri utenti della strada,
chiede all'Assemblea federale
- di opporsi all'applicazione in Svizzera della direttiva europea «Pesi e dimensioni»;
- di chiedere al Consiglio federale di notificare questa opposizione all'Unione europea;
- di mantenere le dimensioni e il peso massimi previsti attualmente dalla legge sulla circolazione stradale (LCStr).
Begründung
Nel 2020 all'interno dell'Unione europea oltre il 53 per cento del trasporto di merci veniva effettuato su strada. I veicoli pesanti sono responsabili del 28 per cento dell'emissione di gas a effetto serra (greenhouse gases - GHG) dell'intero settore dei trasporti (6% delle emissioni complessive dell'UE) ed emettono altresì ossidi di azoto (34% delle emissioni generate dai trasporti stradali nel 2020) e altre sostanze inquinanti come le polveri. La Commissione europea ha proposto una revisione della direttiva concernente le dimensioni e il peso dei veicoli pesanti con l'obiettivo di istituire un quadro di riferimento unitario e di incentivare le sviluppo di veicoli pesanti a emissioni zero sul mercato
Il 12 marzo 2024 il Parlamento europeo ha adottato con 330 voti contro 207 il progetto di direttiva «Peso e dimensioni» presentato dalla Commissione europea. La maggioranza dei deputati ha ritenuto opportuna la revisione proposta poiché consentirebbe di rispondere alle esigenze poste dalla transizione ecologica e dalla carenza di conducenti di veicoli pesanti che si registra in Europa. Nei dibattiti è inoltre stato evidenziato che la mancata armonizzazione delle legislazioni europee in questo settore è all'origine di distorsioni del mercato. La «direttiva sui gigaliner» consente la circolazione di veicoli lunghi fino a 25,25 metri e che possono pesare fino a 60 tonnellate. Questi autotreni giganti sono già in circolazione in Scandinavia e, con talune deroghe, in Spagna e in Portogallo.
La revisione della direttiva approvata dal Parlamento europeo costituisce solo una tappa del processo legislativo. I Paesi dell'UE presenteranno infatti la loro posizione in merito nel corso di una seduta del Consiglio europeo programmata per il mese di giugno 2024. Successivamente i singoli Paesi potranno consentire ai gigaliner di circolare sul loro territorio.
Dal canto suo la Svizzera, nonostante la sua opposizione politica generale ai gigaliner, potrebbe essere costretta ad adeguare i propri limiti di lunghezza e peso dei veicoli pesanti adibiti al trasporto di merci e a consentire in modo limitato o generalizzato la circolazione dei gigaliner sul suo territorio. Attualmente la dimensione e il peso massimi sono stabilite all'articolo 9 capoverso 1 della legge sulla circolazione stradale (LCStr).
In un'analisi effettuata nel 2011 e ancora valida, l'Ufficio federale delle strade (USTRA) affermava che senza un adeguamento delle infrastrutture pertinenti un'autorizzazione generale dei gigaliner non è attualmente possibile su nessuno dei quattro assi stradali considerati nell'ambito del progetto. I gigaliner comporterebbero dei problemi già all'entrata in Svizzera perché i posti doganali non dispongono delle pertinenti infrastrutture necessarie. Inoltre né i posti di dogana, né le stazioni di rifornimento o di sosta, né i centri di controllo del traffico pesante o le aree di attesa offrono aree di stazionamento adeguate per questi veicoli enormi: gli attuali posti per il parcheggio sono infatti troppo corti.
I gigaliner necessiterebbero anche di spazi più ampi per le inversioni di marcia o le manovre. Per ragioni di spazio e giuridiche numerosi impianti (dogane, aree di servizio, allacciamenti alle strade principali, snodi, rotonde ecc.) diverrebbero impraticabili. A causa del maggiore peso di questi veicoli, non sarebbe più possibile garantire la capacità di carico di diverse strutture, in particolare dei ponti, e la sicurezza nelle gallerie, in particolare nel caso di trasporto di merci pericolose. Anche le attuali barriere di sicurezza stradali non sarebbero in grado di resistere all'impatto di veicoli di 60 tonnellate.
L'opposizione ai gigaliner è condivisa sia dalle associazioni ambientaliste che da quelle dei professionisti della strada. Un adeguamento delle strade e degli impianti doganali svizzeri costerebbe ai contribuenti vari miliardi di franchi e sarebbe contrario alla nostra politica di promozione del trasporto di merci su ferrovia. Le dimensioni di questi autotreni preoccupano anche gli specialisti della sicurezza che paventano rischi per gli altri utenti della strada.
Al momento attuale l'UE può unicamente esercitare pressioni affinché la Svizzera riprenda il contenuto di questa direttiva. In futuro, con un Consiglio federale e un'Amministrazione europeista e un conseguente obbligo di recepire in modo dinamico le disposizioni del diritto europeo, la Svizzera potrebbe essere costretta ad adeguarsi alle norme dell'UE, senza tener conto della nostra Costituzione e dei nostri diritti democratici.