I bambini feriti di Gaza hanno urgentemente bisogno di un aiuto vitale. La Svizzera deve rilasciare loro visti umanitari
24.3090 · Interpellanza · 2024-03-06
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
A fine gennaio quattro vittime dei combattimenti di età compresa tra 14 mesi e 17 anni sono giunte a Ginevra dopo aver lasciato la striscia di Gaza. Dall’inizio della guerra, è la prima volta che la Svizzera rilascia visti umanitari ad abitanti di Gaza. Questi bambini sono giunti in Svizzera con l’aiuto delle ONG Children’s, Right for Healthcare, Caravanes solidaires e UOSSM International (Unione internazionale delle organizzazioni di soccorso medico).A Gaza si contano oltre 65 000 feriti, in larghissima maggioranza bambini, e oltre 30 ospedali sono fuori servizio. Ne resta una ventina scarsa, ma nessuno funziona integralmente. E il bilancio si aggrava di giorno in giorno. Consentire ai casi medici urgenti tra i bambini feriti a Gaza di accedere in tutta sicurezza ai servizi della sanità svizzera sembra un’ovvietà in quanto, come afferma l’Unicef, a nessun bambino deve essere negato l’accesso ai servizi essenziali o all’aiuto umanitario. Secondo l’ordinanza determinante (ossia l’ordinanza concernente l’entrata e il rilascio del visto, OEV), le autorità dispongono di un ampio margine d’interpretazione per il rilascio di visti umanitari. Occorre giusto che la vita o l’integrità fisica sia «direttamente, seriamente e concretamente minacciata nel Paese di provenienza». Considerata l’incontestata urgenza umanitaria a Gaza e dunque l’esistenza di circostanze straordinarie, il Consiglio federale è disposto a rinunciare alla sua consueta prassi restrittiva in materia di rilascio di visti umanitari? Utilizzerà il suo margine di manovra per rilasciare visti umanitari urgenti ai bambini feriti a Gaza?
Stellungnahme des Bundesrates
Conformemente all’ordinanza concernente l’entrata e il rilascio del visto (OEV; RS 142.204) è possibile autorizzare l’entrata in Svizzera e concedere un visto umanitario alle persone la cui vita o integrità fisica è direttamente, seriamente e concretamente minacciata nel Paese di provenienza (art. 4 cpv. 2 OEV). Questo vale a prescindere dal contesto del Paese o dal conflitto da cui fugge l’interessato. Le condizioni sono sempre esaminate nel singolo caso, tenendo pertanto conto delle circostanze individuali (cfr. la risposta del Consiglio federale del 30 agosto 2023 all’interpellanza 23.3922 Fluri Kurt «Occorrono finalmente regole chiare ed eque per il rilascio di visti umanitari»). Nella procedura di rilascio del visto umanitario secondo l’articolo 4 capoverso 2 OEV il richiedente deve in linea di massima presentarsi di persona presso una rappresentanza svizzera all’estero, affinché possano essere effettuati una verifica dell’identità e un controllo di sicurezza approfonditi. Queste due misure sono particolarmente importanti se la persona proviene da una regione di conflitto. Occorre distinguere tra il visto umanitario secondo l’OEV e il visto con validità territoriale limitata secondo l’articolo 25 del codice dei visti (regolamento [CE] n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un codice comunitario dei visti), che può essere rilasciato per motivi umanitari, ma prevede altre condizioni nonché la partenza dopo un soggiorno massimo di 90 giorni. I bambini menzionati sono giunti in Svizzera in base a un visto con validità territoriale limitata. Hanno presentato la loro domanda di visto presso una rappresentanza svizzera all’estero, che è stata esaminata in maniera approfondita conformemente alle disposizioni procedurali ordinarie. Come tutte le persone sottoposte all’obbligo del visto, le persone provenienti dalla striscia di Gaza posso richiedere un visto presso la rappresentanza svizzera competente. Le loro domande sono esaminate caso per caso conformemente alle disposizioni vigenti. Deve essere garantito che in particolare i feriti possano ricevere cure mediche adeguate dopo il loro arrivo in Svizzera. Il Consiglio federale ritiene che il quadro normativo vigente e la consolidata prassi delle autorità tengano sufficientemente conto delle situazioni eccezionali, come dimostra anche l’arrivo in Svizzera dei bambini feriti a Gaza ai quali si riferisce l’autrice dell’interpellanza.