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24.3176 · Mozione · 2024-03-13

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di creare le basi legali che obblighino gli imam a tenere le loro prediche in moschee svizzere imperativamente in una lingua nazionale o in inglese.

Begründung

Nelle moschee svizzere le prediche sono spesso tenute in turco o arabo. Quando imam finanziati da Stati esteri tengono in Svizzera prediche con contenuti estremistici risultano spesso conflitti. È noto che istituzioni statali o parastatali (in particolare dalla Turchia, dai Paesi del Golfo o dall’Arabia Saudita) finanziano moschee in Svizzere e mirano ad aumentare l’influsso delle correnti radicali dell’Islam. Questi tentativi sono in contraddizione con l’ordinamento liberale e democratico e una convivenza pacifica della società. Gli attori statali come il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) riescono ad analizzare soltanto in maniera lacunosa e con un massiccio dispendio di risorse (p. es. ricorrendo ai rari interpreti) le prediche tenute in turco e in arabo sospettate di fomentare disordini sociali o di diffondere odio. Questo importante lavoro di prevenzione non può essere svolto in maniera soddisfacente a cause delle limitate risorse (specialisti con le conoscenze linguistiche necessarie). È lecito esigere dalle associazioni islamiche che nelle loro moschee le prediche siano tenute in una lingua nazionale. E se in casi eccezionali ciò non dovesse (ancora) essere possibile, si può pretendere che siano tenute perlomeno nella «lingua internazionale» inglese. A settembre 2022 il Centro Svizzero Islam e Società (CSIS) ha comunicato che sempre più imam in Svizzera tengono le loro prediche in una lingua nazionale. Ciò dimostra che anche le associazioni e i predicatori musulmani già si muovono in questa direzione. Chiedere che le prediche musulmane siano tenute in una lingua nazionale è peraltro in sintonia con le iniziative avviate in altri Paesi europei. A inizio 2024 la Francia ha adottato una nuova legge volta a contrastare gli influssi stranieri tramite imam distaccati. Gli imam attivi in Francia devono dimostrare le loro qualifiche e la loro conoscenza della società francese. Inoltre, anche altri Stati europei stanno attuando o preparando misure legali per contrastare l’Islam politico.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Nel suo rapporto dell’8 dicembre 2023 «Mesures destinées à endiguer la diffusion d’idées terroristes et extrémistes violentes au sein de communautés religieuses», in adempimento del postulato 21.3451 «Imam in Svizzera», il Consiglio federale afferma che le persone possono radicalizzarsi seguendo i discorsi estremisti violenti o terroristi tenuti da determinati predicatori o su determinate reti. La diffusione di ideologie violente ed estremiste o terroriste si è tuttavia spostata dai luoghi pubblici a luoghi meno accessibili come locali privati. Il Servizio delle attività informative della Confederazione ha constatato, nel suo rapporto «La sicurezza della Svizzera 2018», che i contatti tra estremisti islamici avvengono sempre più spesso al di fuori delle moschee. Nei contatti tra giovani e islamisti estremisti, che spesso non sono imam, svolge un ruolo sempre più importante Internet, sovente nel quadro di reti chiuse. Imporre una lingua ai predicatori nelle moschee non permetterebbe dunque di ridurre i rischi di radicalizzazione. Inoltre, le persone che frequentano la moschea potrebbero sempre conversare con l’imam dopo la predica, nella lingua di loro scelta. Nel suo parere alla mozione 16.3330 Quadri «Luoghi di culto islamici. Divieto di finanziamenti esteri e obbligo di trasparenza», il Consiglio federale ha affermato che le comunità musulmane e gli imam non devono essere discriminati e sospettati in maniera generalizzata. Diritti fondamentali quali la libertà di lingua valgono per i musulmani così come per i membri di altre comunità religiose. Anche prediche cristiane sono tenute in altre lingue (p. es. spagnolo, portoghese, serbo, latino). Obbligare la comunità religiosa musulmana a tenere le prediche in una lingua nazionale sarebbe una discriminazione illecita. Per ridurre il rischio di radicalizzazione è importante collaborare con le comunità musulmane in loco, come fanno i Cantoni in cui vivono molti musulmani. La Confederazione ha introdotto normative più severe in materia di trasparenza. Ad esempio, dal 1° gennaio 2023 le associazioni che raccolgono o distribuiscono prevalentemente fondi all’estero per scopi caritativi, religiosi, culturali, educativi o sociali devono farsi iscrivere nel registro di commercio (art. 61 cpv. 2 n. 3 CC). Infine, il 21 febbraio 2024 il Consiglio federale ha posto in consultazione l’avamprogetto di «legge federale che vieta Hamas e le organizzazioni associate». La normativa francese menzionata dall’autore della mozione vieta l’arrivo di imam «distaccati», finanziati da Stati esteri. In compenso la Francia intende però promuovere maggiormente la formazione degli imam sul suo territorio. La normativa non si applica agli «imam del Ramadan», che vengono temporaneamente in Francia con un visto turistico. Non prevede un obbligo di predicare in francese.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.