24.3218 · Interpellanza · 2024-03-14
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Nel marzo del 2023, l’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria ha pubblicato, in collaborazione con la Protezione svizzera degli animali, delle raccomandazioni in merito alla detenzione corretta dei polli da parte di privati. Tali raccomandazioni, basate su un approccio incentrato sul benessere degli animali, illustrano i diversi aspetti di una detenzione rispettosa delle esigenze dei polli. Come si può leggere nel comunicato stampa del 28 marzo 2023, per soddisfare i bisogni naturali della specie «l’ideale sarebbe lasciarli liberi di uscire all’aperto» in un’area di pascolo che «offra arbusti, siepi, alberi o ripari artificiali». Per quanto riguarda la dimensione del parco, si caldeggia una superficie di circa 10 m2 per animale. «Acquistare razze con caratteristiche estreme o animali provenienti dall’estero» è sconsigliato. Per gli allevamenti svizzeri, valgono invece effettivi massimi di 18 000 galline ovaiole e di 27 000 polli da ingrasso. Lo spazio a disposizione di un singolo animale varia da un foglio A3 (galline ovaiole) a un foglio A4 (polli da ingrasso SSRA). Gli allevatori utilizzano inoltre unicamente razze frutto di una selezione genetica acquistate all’estero, ossia fanno proprio ciò che la Confederazione sconsiglia ai privati. Alla luce delle raccomandazioni rivolte ai privati, in che modo il Consiglio federale intende adeguare le condizioni di detenzione dei polli negli allevamenti svizzeri?
Stellungnahme des Bundesrates
L’ordinanza sulla protezione degli animali (RS 455.1) definisce i requisiti legali minimi che occorre rispettare per qualsiasi tipo di detenzione di pollame. In aggiunta, la Confederazione sostiene sistemi di stabulazione particolarmente rispettosi degli animali (SSRA) e l’uscita regolare all’aperto (URA) mediante pagamenti diretti e promuove la ricerca sul benessere degli animali. Il programma SSRA coinvolge oltre il 90 per cento delle galline ovaiole e dei polli da ingrasso in Svizzera, e il programma URA più dell’85 per cento delle galline ovaiole e circa l’8 per cento dei polli da ingrasso. Inoltre in Svizzera è possibile acquistare sia carne di pollame sia uova prodotte secondo le prescrizioni di marchi, che prevedono requisiti diversi, sotto molteplici aspetti più severi, rispetto ai programmi SSRA e URA. Tramite la scelta dei prodotti, i consumatori possono quindi influenzare la qualità della detenzione di pollame. La detenzione di pollame a titolo professionale ha scopo di lucro e mira all’approvvigionamento della popolazione: accanto al benessere degli animali, vanno pertanto tenute in considerazione anche valutazioni di ordine economico. Oltre al reddito dei detentori di animali, anche i prezzi delle uova e della carne di pollame per i consumatori e la competitività rispetto ai prodotti importati costituiscono fattori che contribuiscono a forme di detenzione più intensive. Respingendo l’Iniziativa sull’allevamento intensivo nel settembre del 2022, la maggioranza della popolazione ha peraltro dimostrato di condividere questa ponderazione di interessi e la ricerca di un equilibrio tra la protezione e l’utilizzazione degli animali. La campagna «Conosco i miei polli» dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), lanciata nel marzo del 2023 (USAV > Animali > Protezione degli animali > Detenzione di animali da compagnia e animali selvatici > Polli), intende trasmettere le nozioni fondamentali inerenti ai principali aspetti della detenzione di pollame. Le relative raccomandazioni si rivolgono in primo luogo a persone che detengono pollame in piccoli gruppi. In questi casi, a prevalere è la gioia per gli animali e, spesso, anche la volontà di salvaguardare specie rare, e non l’interesse economico alla produzione di uova o carne. Per questo motivo, le raccomandazioni in questione vanno oltre i requisiti legali minimi. A differenza di chi detiene pollame a scopo di lucro, i destinatari della campagna «Conosco i miei polli» possono e devono offrire condizioni di detenzione che vanno al di là dei requisiti minimi di legge in termini di benessere animale. Nel caso di effettivi di piccole dimensioni, ciò dovrebbe anche essere economicamente sostenibile.