24.3258 · Postulato · 2024-03-14
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare le possibilità di ridurre progressivamente il ricorso allo statuto di protezione S. Le nuove persone giunte in Svizzera devono essere sottoposte alla procedura ordinaria d’asilo e non devono più essere concessi nuovi statuti S.
Begründung
Lo statuto S è stato introdotto a marzo 2022 in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina. All’epoca, in poche settimane decine di migliaia di persone hanno chiesto protezione in Svizzera. Il Consiglio federale ha ritenuto necessario attivare lo statuto S per evitare di sovraccaricare il sistema ordinario d’asilo. A due anni di distanza, la situazione è cambiata sostanzialmente e oggi soltanto poche persone presentano una domanda di protezione. Nel frattempo sono stati anche rilevati casi di abuso tra i rom. È inoltre lecito supporre che gli attuali richiedenti non provengano direttamente dalle regioni di conflitto, bensì da altri Paesi europei. Più a lungo è mantenuto lo statuto S, meno è possibile giustificare le disparità di trattamento tra le singole categorie di rifugiati, come la possibilità o il divieto di viaggiare. Per questo motivo, anche alcuni Cantoni come Lucerna chiedono la disattivazione dello statuto S. Cessare di accordare lo statuto S alle nuove persone giunte sarebbe una prima tappa in vista della sua disattivazione.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Dopo l’attacco della Russia contro l’Ucraina, il 12 marzo 2022 il Consiglio federale ha attivato per la prima volta lo statuto di protezione S in modo da accordare in maniera rapida e semplice la necessaria protezione alle persone in fuga dall’Ucraina. Oggi è chiaro che soltanto in questo modo è stato possibile evitare di sovraccaricare il sistema d’asilo. Da allora le domande di protezione presentate da persone provenienti dall’Ucraina sono diminuite. Per il 2024 ne sono previste circa 25 000 (+/- 5000), che si aggiungono alle circa 30 000 (+/- 3000) domande d’asilo attese. Queste stime si fondano sull’ipotesi di una situazione stabile in Ucraina. Non è tuttavia possibile prevedere l’andamento della guerra. Gli incessanti attacchi russi potrebbero comportare un rapido deterioramento della situazione in termini di sicurezza e approvvigionamento e un marcato aumento delle domande di protezione. Il trattamento di queste domande in procedura d’asilo ordinaria impegnerebbe risorse supplementari e graverebbe in maniera pesante sul sistema d’asilo. Il 1° novembre 2023 il Consiglio federale ha deciso di non abrogare lo statuto S prima del 4 marzo 2025, a meno che la situazione in Ucraina non si sia stabilizzata in modo duraturo. Con gli Stati membri dell’UE vi è consenso sulla necessità di un approccio e una soluzione comuni dopo marzo 2025. La Svizzera ha interesse a continuare a coordinarsi con l’UE. Un’abrogazione temporalmente non coordinata dello statuto di protezione S comporterebbe migrazioni secondarie di queste persone all’interno dell’Europa. Lottare contro la migrazione secondaria ed evitare di sovraccaricare ulteriormente i sistemi di accoglienza sono obiettivi comuni della Svizzera e dell’UE. Un’iniziativa unilaterale della Svizzera consistente nello svolgere una procedura d’asilo ordinaria al posto della procedura di protezione sarebbe in contrasto con questo obiettivo.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.