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24.328 · Iniziativa cantonale · 2024-11-25

Parlamento

Liquidato

Wortlaut

Il Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra;

visto l’articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale del 18 aprile 1999;

visto l’articolo 115 della legge federale del 13 dicembre 2002 sul Parlamento;

visto l’articolo 156 della legge del 13 dicembre 1985 che disciplina il Gran Consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra;

chiede all’Assemblea federale:

- di riconoscere lo Stato di Palestina;

- di adoperarsi in tutti i modi per giungere a una pace giusta e duratura tra israeliani e palestinesi ispirandosi in particolare all’«Iniziativa di Ginevra».

Begründung

Considerando:

- la Dichiarazione di Balfour del 2 novembre 1917, ovvero la lettera del ministro degli esteri britannico Lord Balfour in cui si afferma che il governo di Sua Maestà guardava con favore alla costituzione in Palestina di un «focolare nazionale per il popolo ebraico»;

- il conflitto tra israeliani e palestinesi scoppiato a seguito del rifiuto della Lega Araba di riconoscere il piano di partizione della Palestina deciso dall’ONU nel novembre 1947 e della dichiarazione d’indipendenza dello Stato di Israele del 14 maggio 1948 proclamata sulla scia della Seconda guerra mondiale e della Shoah, evento commemorato come Nakba;

- l’occupazione da parte di Israele della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e di Gaza dal 1967, e la preoccupazione allora espressa dal Consiglio di sicurezza, che sottolineava l’inammissibilità dell’acquisizione di territori con la guerra e la necessità di lavorare per una pace giusta e duratura che consentisse a ogni Stato della regione di vivere in sicurezza;

- il riconoscimento della Stato di Israele da parte della Svizzera nel 1949;

- gli Accordi di Oslo firmati il 13 settembre 1993, che hanno stabilito le linee direttrici generali per i negoziati futuri e posto le basi per un governo autonomo palestinese in Cisgiordania e a Gaza per un periodo di transizione;

- la richiesta di adesione all’ONU della Palestina presentata nel 2011;

- il sostegno della Svizzera alla concessione allo Stato di Palestina, il 29 novembre 2012, dello status di Stato osservatore permanente presso l’ONU;

- il conflitto armato riesploso a seguito del sanguinoso attacco di Hamas del 7 ottobre 2023; la catastrofe umanitaria che da allora è andata peggiorando e il numero inaccettabile di vittime, tra cui un numero spaventoso di bambini morti o feriti, con traumi che segneranno le generazioni a venire;

- che l’UNICEF ha deplorato il fatto che, in data 28 maggio 2024, dagli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, vi fossero stati in Israele 1 200 morti, di cui 37 bambini, e 7 500 feriti, con 134 persone, tra cui 2 bambini, ancora tenute in ostaggio; mentre nella Striscia di Gaza si contavano 36 050 morti, di cui 14 100 bambini e 9 000 donne, e più di 81 000 feriti, di cui 12 300 bambini;

- la tradizione umanitaria della Svizzera e di Ginevra, capitale della Pace, sede europea dell’ONU e culla delle convenzioni, che portano il suo nome, sul diritto internazionale umanitario, più comunemente noto come diritto internazionale bellico (ius in bello);

- la necessità di compiere ogni sforzo per giungere a un cessate il fuoco duraturo e contribuire a un processo per una pace permanente in favore delle generazioni future;

- che, ad oggi, la Svizzera non ha riconosciuto la Palestina come Stato;

- che, in virtù del principio di neutralità, è necessario porre le due nazioni su un piano di parità, al fine di favorire negoziati equilibrati, indispensabili per una pace duratura;

- che, per riconoscere uno Stato, la Svizzera si basa sulla teoria dominante dei tre elementi, vale a dire l’esistenza di un territorio, di un popolo e di potere di governo (ovvero un governo indipendente come espressione della sovranità statale che si manifesta sia all'interno che all'esterno);

- che, nella seduta del Consiglio di Sicurezza dell’ONU del 18 aprile 2024, la Svizzera si è astenuta, insieme al Regno Unito, nella votazione sull’ammissione dello Stato di Palestina all’ONU, nonostante il sostegno di 12 Stati membri, e che l’ammissione è fallita a causa del veto degli Stati Uniti;

- che nella seduta dell’Assemblea generale dell’ONU del 10 maggio 2024, la Svizzera si è nuovamente astenuta sull’ammissione dello Stato di Palestina all’ONU, insieme ad altri 24 Stati, mentre 143 Stati hanno votato a favore e 9 contro (Argentina, Stati Uniti, Ungheria, Israele, Micronesia, Nauru, Palau, Papua Nuova Guinea e Repubblica Ceca);

- che, nella stessa seduta, la Svizzera non ha confutato le condizioni per l’esistenza dello Stato di Palestina e ha riconosciuto che, in quanto Stato osservatore, lo Stato di Palestina dà prova delle qualità necessarie per onorare lo statuto di Stato membro cui aspira. Ha sottolineato che la sua astensione nulla ha a che vedere con le prerogative illustrate nell’allegato alla risoluzione. Tali prerogative sono in linea con lo status di Stato osservatore – per il quale nel 2012 la Svizzera aveva votato a favore – e finora lo Stato di Palestina le ha adeguatamente onorate. Ha tuttavia rilevato che, vista la grande instabilità che regna nella regione, il riconoscimento a Stato membro non sarebbe propizio per la distensione e che è preferibile prenderlo in considerazione nel momento in cui rientrerebbe in una logica di costruzione della pace;

- che la Svizzera è stata un precursore nel riconoscimento di Stati, come la Repubblica popolare cinese nel 1950 e, più recentemente, il Kosovo nel 2008;

- che, oltre ai 143 Stati membri dell’ONU che hanno votato a favore del riconoscimento dello Stato di Palestina, anche molti Stati europei, tra cui Irlanda, Spagna, Norvegia e Slovenia lo hanno recentemente riconosciuto;

- che la soluzione dei due Stati, nonostante sia sostenuta dalla Svizzera e dalla comunità internazionale, è considerata in pericolo a causa dello sviluppo del conflitto armato;

- che, il 23 gennaio 2024, il Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha chiesto un cessate il fuoco a Gaza per consentire la consegna degli aiuti e la liberazione degli ostaggi detenuti da Hamas, affermando che la pace tra palestinesi e israeliani può avvenire solo attraverso una soluzione a due Stati, poiché è l’unico modo per soddisfare le esigenze di sicurezza degli israeliani e le legittime aspirazioni dei palestinesi a uno Stato;

- che il riconoscimento dello Stato di Palestina rientra in un processo di pace giusto e duraturo per tutte le parti interessate e risponde alla necessità di unirsi per sostenere gli israeliani e i palestinesi affinché adottino misure forti a favore di un vero processo di pace;

- l’articolo 54 della Costituzione federale, secondo il quale la Confederazione «contribuisce a far rispettare i diritti umani e a promuovere la democrazia, ad assicurare la convivenza pacifica dei popoli nonché a salvaguardare le basi naturali della vita» e che «tiene conto delle competenze dei Cantoni e ne salvaguarda gli interessi»;

- l’articolo 146 della Costituzione di Ginevra, che recita: «Lo Stato sostiene la vocazione internazionale di Ginevra in quanto centro di dialogo, di decisione e di cooperazione internazionale fondato sulla tradizione umanitaria e sul diritto, nonché sui valori della pace e della solidarietà (cpv. 1). Conduce una politica improntata alla solidarietà internazionale sostenendo la protezione e la realizzazione dei diritti umani, la pace, l’azione umanitaria e la cooperazione allo sviluppo (cpv. 2). Prende tutte le iniziative utili a tal fine e mette a disposizione i relativi mezzi, coordinando le proprie attività con la Confederazione (cpv. 3)».