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24.3305 · Interpellanza · 2024-03-15

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

  1. Come valuta il Consiglio federale le conoscenze, i dati e le raccomandazioni più recenti sul trattamento di diagnosi come l’insonnia cronica?

  2. Sono disponibili dati aggiornati sulla prescrizione in Svizzera di benzodiazepine e di cosiddetti «farmaci Z» contro l’insonnia cronica? Nuove forme terapeutiche hanno un influsso riconoscibile sulla loro prescrizione?

  3. Oltre al rapporto HTA menzionato nella motivazione, vi sono altri elementi che potrebbero essere considerati per una pratica prescrittiva più adeguata in termini di autorizzazione, linee guida e rimborso di queste forme di trattamento da parte di Swissmedic?

  4. Le autorità stanno monitorando le dipendenze da benzodiazepine e il numero crescente di casi di abuso? Riconoscono che occorre adeguare le pratiche di prescrizione e rimborso di questi medicamenti?

  5. È prevista l’adozione di altri provvedimenti insieme i Cantoni in vista della revisione della Strategia nazionale per la prevenzione delle MNT?

Begründung

Diverse diagnosi molte diffuse, quali i disturbi d’ansia e l’insonnia cronica, sono associate ad altre MNT. Come emerge chiaramente dalle sue risposte alle interpellanze 23.4264 e 23.4187, il Consiglio federale è consapevole dei loro effetti sulla salute e sul rendimento della popolazione e dei notevoli danni economici che ne derivano. Questi disturbi sono spesso trattati con benzodiazepine e «farmaci Z», che possono indurre dipendenza, avere effetti collaterali gravi e provocare incidenti o cadute. Inoltre sono in costante aumento i casi di abuso e pericoloso consumo misto tra adolescenti e giovani adulti, con possibili conseguenze mortali. In Svizzera, 400 000 adulti assumono ogni giorno farmaci che presentano un potenziale di abuso. In base alle conoscenze più recenti s’impongono correttivi al loro uso. Secondo le linee guida europee per l’insonnia, ad esempio, le benzodiazepine e i «farmaci Z» sono raccomandati soltanto per trattamenti a breve termine dell’insonnia. Sulla base di nuovi dati, per terapie a più lungo termine vengono oggi privilegiate altre opzioni. Ciononostante, la prescrizione a lungo termine di benzodiazepine e «farmaci Z» è ancora diffusa e rimborsata. Uno studio del 2017 condotto da Unisanté e Groupe Mutuel ha rilevato che la prevalenza del consumo eccessivo di benzodiazepine è pari al 16 per cento tra gli assicurati di età superiore ai 65 anni (associato a un maggior numero di ricoveri ospedalieri e a spese sanitarie più elevate del 70 %). Nel suo rapporto HTA sui medicamenti sedativi e sonniferi per il trattamento dei disturbi cronici del sonno, l’UFSP stima a oltre 130 milioni il potenziale di risparmio se il ricorso ai «farmaci Z» venisse limitato a un breve periodo.

Stellungnahme des Bundesrates

1. È competenza del corpo medico (e delle associazioni specialistiche) porre la diagnosi concreta e stabilire la terapia. Di conseguenza, il Consiglio federale non può formulare alcun parere in merito. 2. L’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) non dispone di dati sull’impiego dei medicamenti per le indicazioni omologate, per cui non può esprimersi nemmeno sul cambiamento di prescrizione di medicamenti per determinate indicazioni.3. Le informazioni professionali sulle benzodiazepine pubblicate da Swissmedic mettono in particolare evidenza i possibili rischi dell’assunzione di questa classe di sostanze (dipendenza, abuso, sintomi di astinenza, effetto rebound). Inoltre, si raccomanda di prescrivere la dose minima possibile per la durata di trattamento più breve possibile. Di conseguenza, un trattamento può essere protratto per un periodo di alcune settimane soltanto dopo un’accurata rivalutazione medica. Attraverso l’informazione professionale, Swissmedic contribuisce quindi a far sì che l’impiego avvenga conformemente all’indicazione, in funzione dei rischi e sotto controllo medico.4. L’UFSP osserva la prescrizione e la fatturazione delle benzodiazepine. Inoltre, le tendenze nell’assunzione di queste ultime vengono seguite attraverso misurazioni delle acque reflue. Nell’ambito del sistema di monitoraggio degli utenti dell’aiuto professionale in caso di dipendenza «act-info», l’UFSP registra i trattamenti di un’assuefazione alle benzodiazepine nel contesto delle dipendenze. Gli studi di monitoraggio «HBSC» (su giovani tra gli 11 e i 15 anni) e «Salute e lifestyle» (sulle persone dai 15 anni in su) indagano sul consumo di questi medicamenti assunti anche come stupefacenti.La combinazione di questi strumenti di monitoraggio può fornire indizi di un abuso, ma non può dimostrarlo in modo inequivocabile. In occasione di una nuova ammissione e nel quadro del riesame periodico dei medicamenti, l’UFSP può limitare la rimunerazione di medicamenti stabilendo restrizioni sulla base di linee guida, dati di studi o rapporti HTA. Per i sedativi e i sonniferi citati è in corso una procedura di riesame nell’ambito della quale l’UFSP verifica, sulla base delle raccomandazioni risultanti dal rapporto HTA, se per i medicamenti in questione sia necessario introdurre una restrizione e adeguare i requisiti per la rimunerazione.5. Dal 2021 l’UFSP e la FMH organizzano incontri di scambio d’informazioni tra professionisti sulle tendenze osservate nell’uso problematico degli antidolorifici oppioidi. Inoltre, l’UFSP finanzia il progetto della FMH «PEPra – Prevenzione con evidenza nella prassi», una piattaforma che fornisce tra l’altro informazioni approfondite e strumenti ausiliari nel contesto della prescrizione di medicamenti. In merito al consumo misto di medicamenti e alcol, l’UFSP ha incaricato la Centrale nazionale di coordinamento delle dipendenze Infodrog di analizzare la situazione. Sulla base di quest’analisi saranno esaminate eventuali ulteriori misure da attuare nel quadro della Strategia nazionale Dipendenze e del piano di misure rivisto che dovrà essere sottoposto al Consiglio federale, per rinnovo e presa d’atto, nell’autunno del 2024.