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24.3415 · Interpellanza · 2024-04-17

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Le piattaforme online sono molto diffuse. Il loro status però rimane poco chiaro. In Svizzera sussiste una lacuna giuridica nell'ambito delle piattaforme online. Nell'aprile 2023, il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di preparare un progetto da porre in consultazione sulla regolamentazione delle piattaforme. Inizialmente previsto per marzo 2024, il progetto dovrebbe essere trasmesso al Governo questo autunno. È poco probabile che una regolamentazione sulle piattaforme entri in vigore prima del 2027.

L'UE invece agisce. Il Regolamento europeo sui servizi digitali (Digital Services Act; DSA) è in vigore da febbraio 2024 ed applica il principio secondo cui ciò che è illegale offline, lo è anche online. La Commissione europea ha identificato 19 piattaforme molto grandi (con oltre 45 mio. di utenti attivi al mese nell'UE) come Facebook, Instagram, LinkedIn, TikTok, X (ex Twitter) e i grossi motori di ricerca online Bing e Google Search: tutte queste piattaforme presentano un rischio sistemico e necessitano di misure di protezione appropriate. Google ad esempio ha già investito diversi miliardi in start-up specializzate nell'intelligenza artificiale (IA). Sebbene l'IA offra opportunità nell'analisi dei dati, presenta anche numerosi rischi nell'ambito della libera formazione delle opinioni, d'importanza centrale in una democrazia diretta come quella elvetica, ma anche nel campo della protezione dei dati o del furto d'identità.

Gli utenti hanno bisogno di protezione anche dalle insidie dei dark patterns: devono sapere cosa viene loro offerto, con chi interagiscono, chi è responsabile in caso di problemi e perché vengono loro suggeriti determinati contenuti.

Infine, in materia di protezione dei dati la Svizzera si concentra sulla responsabilità individuale, mentre l'UE prende di mira anche le piattaforme (persone giuridiche) in questione.

1. Come intende il Consiglio federale rispondere ai rischi sistemici dell'integrazione dell'intelligenza artificiale nei motori di ricerca online?

2. Come agirà il Consiglio federale per garantire la libera scelta degli utenti di fronte alla concorrenza sleale e all'abuso di posizione dominante di alcune piattaforme online?

3. Il Governo prevede sanzioni contro le piattaforme in questione (persone giuridiche) e non solo contro le persone che le rappresentano?

Ringrazio già sin d'ora il Consiglio federale per le sue risposte.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si rende conto che le piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca sono utilizzati da una gran parte della popolazione svizzera e che possono influire fortemente sulla formazione delle opinioni. Si prefigge pertanto di regolamentare le grandi piattaforme di comunicazione. Il 5 aprile 2023 ha incaricato il DATEC di elaborare, in collaborazione con l'Ufficio federale di giustizia (UFG), un progetto di consultazione. Dove opportuno, le nuove disposizioni dovrebbero orientarsi alle regole del Digital Services Act (DSA) dell'Unione europea. Domanda 1L'intelligenza artificiale non dovrebbe essere esplicitamente oggetto del progetto di consultazione. Tuttavia, il DSA obbliga le piattaforme a riferire in merito al ruolo dei sistemi di raccomandazione algoritmica e al loro impatto sui dibattiti sociali e i processi elettorali. Il progetto di consultazione per la Svizzera prevede un approccio simile. Allo stesso tempo, il 22 novembre 2023, il Consiglio federale ha incaricato il DATEC e il DFAE di elaborare una panoramica dei possibili approcci normativi in materia d'intelligenza artificiale per la Svizzera. Domanda 2Il progetto di consultazione dovrebbe mirare principalmente a proteggere i diritti fondamentali di comunicazione degli utenti e rafforzare i loro diritti. Sono previsti un sistema di ricorso interno alle piattaforme e un organo di conciliazione indipendente. Questioni relative alla concorrenza e a un eventuale abuso di mercato non saranno disciplinate nella nuova legge. A tale scopo la normativa vigente in materia di cartelli è sufficiente. Interventi della COMCO volti a lottare contro abusi perpetrati da imprese con posizione dominante sul mercato sono già possibili. Domanda 3Già oggi le piattaforme di comunicazione non operano in un vuoto giuridico: sul piano del diritto civile possono ad esempio essere ritenute co-responsabili in caso di violazioni dei diritti dei loro utenti. Il progetto di consultazione dovrebbe inoltre imporre alle piattaforme obblighi di responsabilità, sottoporle a vigilanza e introdurre meccanismi per monitorare il rispetto degli obblighi di diligenza. Inoltre, esse dovrebbero offrire una procedura di segnalazione semplice. Il progetto di consultazione dovrebbe così contribuire a un dibattito pubblico ben funzionante. Nei confronti delle piattaforme di comunicazione sono inoltre previste possibilità di sanzioni che tengano conto in particolare della gravità delle violazioni.