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Le imprese svizzere operanti in Russia finanziano la guerra illegale di Putin in Ucraina?

24.3443 · Interpellanza · 2024-04-17

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Nonostante i due anni di conflitto sanguinoso e la chiara condanna da parte della Svizzera della guerra di aggressione illegale di Putin, 82 aziende elvetiche sarebbero ancora attive nella Federazione Russa, ossia il 53 % di quelle che vi operano quando il 24 febbraio 2022 iniziò l’invasione su larga scala dell’Ucraina. Secondo i dati della Kyiv School of Economics analizzati dalla coalizione B4Ukraine, nel 2022 le aziende svizzere attive in Russia avrebbero realizzato un fatturato di ben 15 miliardi di dollari, una cifra superata solo dagli Stati Uniti (31 mia.) e dalla Germania (20 mia.).La più grande di queste aziende svizzere, la Japan Tobacco International, avrebbe generato da sola 7,4 miliardi.Tra le prime 5 figurano anche Novartis, Syngenta e Procter & Gamble.Va notato che la maggior parte del fatturato in Russia non proviene dalla vendita di beni di prima necessità. Il problema di queste attività è che contribuiscono ad arricchire la Russia e a finanziare il suo sforzo bellico.Nel 2022 questi profitti avrebbero prodotto oltre 281 milioni di dollari di entrate fiscali dirette per il Cremlino. A queste cifre si possono aggiungere altre imposte, come l’IVA o l’imposta sul reddito delle persone fisiche versata dai dipendenti. Senza contare che queste attività generano anche una crescita che rafforza la resilienza dell’economia russa alle sanzioni, comprese quelle adottate dalla Svizzera. Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande. La Svizzera conferma l’entità di questi dati?Il Consiglio federale dispone di statistiche sulle attività delle nostre aziende in Russia? Sa in che misura queste ultime contribuiscono a generare risorse per il Cremlino?Ritiene accettabile che le aziende elvetiche contribuiscano allo sforzo bellico russo, quello stesso sforzo che la Svizzera sta cercando di contrastare con apposite sanzioni?Il Consiglio federale ha preso delle misure per indurre queste aziende a ridurre o a cessare le loro attività in Russia?All’indomani del 24 febbraio 2022 alcune multinazionali, sostenendo di non voler trarre profitto dalla guerra, parlavano di utilizzare i profitti generati in Russia per sostenere l’Ucraina. Qual è la situazione oggi? Queste aziende contribuiranno, ad esempio, al fondo di ricostruzione per l’Ucraina?

Stellungnahme des Bundesrates

Domanda 1:I dati della Kyiv School of Economics non possono essere corroborati con altre fonti indipendenti. In genere i rapporti finanziari pubblicati dalle società internazionali con sede in Svizzera non forniscono informazioni su vendite, utili e imposte nei singoli Paesi.Domanda 2:Le aziende non sono obbligate a segnalare alle autorità svizzere la loro presenza e le loro attività commerciali sui mercati esteri. Il Consiglio federale non dispone quindi di dati statistici sulle attività delle imprese svizzere in Russia. Prima dell’inizio dell’aggressione militare contro l’Ucraina, l’ambasciata svizzera a Mosca era a conoscenza di circa 200 aziende elvetiche attive sul territorio. Tuttavia, nel frattempo molte di queste si sono ritirate dal mercato russo. Si stima quindi che la cifra sia oggi nettamente più bassa. Né le singole società né le autorità fiscali russe rendono noto l’ammontare del gettito fiscale generato dalle società svizzere in Russia.Domande 3 e 4:Il Consiglio federale condanna con la massima fermezza l’aggressione militare russa contro l’Ucraina, come ha comunicato chiaramente anche alle imprese, in particolare adottando le sanzioni dell’UE contro la Russia. Le aziende sono tenute a rispettare le sanzioni. Per il resto, in base al principio della libertà contrattuale, ognuna è libera di decidere quali attività svolgere e in quali Paesi.Domanda 5:Il Consiglio federale accoglie con favore il sostegno del settore privato all’Ucraina, tanto che il 10 aprile 2024 ha deciso di coinvolgere maggiormente il settore nell’impegno della Svizzera per la ricostruzione del Paese.Già nei primi mesi della guerra (maggio 2022) le aziende intervistate da Economiesuisse avevano fornito aiuti umanitari per un totale di 27 milioni di franchi. L’importo del sostegno fornito finora dalle aziende svizzere all’Ucraina non è noto. Il Consiglio federale non ritiene che le prestazioni fornite dal settore privato svizzero siano profitti derivanti da affari con la Russia. A causa delle contromisure russe, le aziende che si trovano in Paesi sanzionati sono pressoché impossibilitate a esportare utili.

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