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24.3449 · Mozione · 2024-04-17

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di denunciare la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) da parte della Svizzera.

Begründung

Non è la prima volta che la Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte) emana contro la Svizzera una sentenza controversa, che suscita irritazione e incomprensione. Trent’anni fa l’allora consigliere agli Stati Hans Danioth aveva già chiesto l’uscita della Svizzera dalla CEDU. In seguito a sentenze alquanto discutibili della Corte nei settori dell’asilo e della naturalizzazione nonché della vita privata e familiare, il consigliere nazionale Luzi Stamm (mozione 14.4248) e il Gruppo dell’UDC (mozione 21.3397) hanno chiesto di denunciare la CEDU e di riaderirvi con riserva dei citati settori giuridici. Con la condanna del 9 aprile 2024 della Svizzera per la sua presunta passività nei confronti del riscaldamento climatico, i giudici europei interferiscono nella politica climatica svizzera e sconfessano i cittadini che il 18 giugno 2023 hanno respinto la legge sul CO2. La situazione in materia di politica climatica probabilmente non è migliore nella maggior parte dei Paesi dei 16 giudici a favore della sentenza. Secondo la legislazione svizzera, nessun giudice può sovvertire le decisioni popolari. Con il medesimo argomento, la Corte potrebbe condannare la Svizzera anche perché trascura la sua prontezza di difesa, mettendo così in pericolo la sicurezza nazionale e in ultima analisi rischiando la vita di molte persone in caso di guerra. Fino all’inizio del 2021 la Corte ha condannato 24 volte la Svizzera, perlopiù per casi di poco conto, che spesso non avevano nulla a che vedere con i diritti umani in senso stretto. Ovviamente, di norma queste sentenze non esplicano effetti diretti, ma influiscono sulla giurisprudenza nazionale e spesso sono in contrasto con decisioni prese democraticamente dal Popolo. Tengono inoltre impegnata la burocrazia, in quanto il Consiglio federale deve ogni volta giustificarsi e spiegare se e come intende attuare le sentenze, che sono talvolta irrealistiche. Con la presente mozione si chiede quindi di denunciare la CEDU per porre fine all’ingerenza dei giudici stranieri di Strasburgo nelle nostre consolidate procedure di democrazia diretta. La Svizzera può proteggere sufficientemente i diritti umani garantiti dalla Costituzione anche senza essere membro della CEDU.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Nella seduta del 28 agosto 2024 il Consiglio federale ha trattato la sentenza nella causa Verein KlimaSeniorinnen Schweiz e altri contro la Svizzera. Appoggia la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU; RS 0.101) e la partecipazione svizzera al Consiglio d’Europa per i motivi illustrati in risposta alla mozione 21.3397 del Gruppo dell’Unione democratica di Centro «CEDU. Non più esporre la Svizzera a condanne in applicazione di un'interpretazione eccessiva dell'articolo 8 (rispetto della vita privata e familiare)». Inoltre, nella risposta alla mozione 14.4248 Stamm «Denuncia della CEDU e riadesione immediata con riserva» si è espresso in merito alla denuncia della CEDU e una riadesione immediata con la formulazione di una riserva. In precedenza aveva già respinto una denuncia della CEDU nella risposta all’interpellanza 13.3237 Brunner «Denuncia della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali» e nel rapporto «Esperienze e prospettive a 40 anni dall’adesione della Svizzera alla CEDU» del 19 novembre 2014 in adempimento del postulato Stöckli 13.4187 (FF 2015 355). Il Consiglio federale rinvia a queste considerazioni, che restano valide. Sul piano internazionale, una denuncia della CEDU nuocerebbe gravemente alla credibilità politica e alla reputazione della Svizzera, implicherebbe la sua esclusione dal Consiglio d’Europa e il suo isolamento politico (cfr. il rapporto in adempimento del postulato 13.4187 Stöckli, FF 2015 355, 400 e 406). La cooperazione tra i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa nell’ambito dei tre pilastri democrazia, diritti umani e Stato di diritto riveste grande importanza per la Svizzera. Sul piano giuridico occorre sottolineare che anche in caso di denuncia della CEDU resterebbero in vigore il catalogo dei diritti fondamentali della Costituzione federale e altri obblighi di diritto internazionale, il cui contenuto coincide in ampia misura con le garanzie della CEDU (cfr. risposta all’interpellanza 13.3237 Brunner, n. 7). Conformemente all’articolo 32 CEDU, la competenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) si estende a tutte le questioni che le vengono sottoposte in merito all’interpretazione e all’applicazione della Convenzione e dei suoi Protocolli. La giurisprudenza della Corte EDU si è sviluppata nel corso dei decenni. Analogamente ai diritti fondamentali sanciti nella Costituzione federale, anche il contenuto delle garanzie della CEDU può cambiare con l’evolversi della società. La Corte EDU ne tiene conto interpretando in maniera dinamico-evolutiva la Convenzione (cfr. risposta all’interpellanza 13.3237 Brunner, n. 1). Il Consiglio federale riconosce che, per sua natura, lo sviluppo della giurisprudenza della Corte EDU non è stato sotto ogni aspetto prevedibile, critica tuttavia l’interpretazione estensiva della CEDU da parte della Corte EDU nella sentenza Verein KlimaSeniorinnen Schweiz e altri contro la Svizzera. La giurisprudenza non deve estendere il campo d’applicazione della CEDU. Il Consiglio federale prende quindi sul serio le critiche mosse alla giurisprudenza della Corte EDU. Nel contempo rammenta che diverse sentenze a loro tempo controverse hanno senza dubbio contribuito a consolidare lo Stato di diritto (cfr. rapporto in adempimento del postulato 13.4187 Stöckli, FF 2015 355, 404) e rafforzato la protezione dei diritti individuali e delle libertà fondamentali delle persone in Svizzera (cfr. risposta all’interpellanza 13.3237 Brunner, n. 3./4.). Il Consiglio federale ha pertanto già respinto a più riprese la denuncia della CEDU (cfr. la risposta alla mozione 21.3397 del Gruppo dell’Unione democratica di Centro con rinvii). Inoltre, all’occorrenza analizzerà l’importanza delle sentenze emanate negli ultimi dieci anni dalla Corte EDU nei confronti della Svizzera nel rapporto in adempimento del postulato Cottier 24.3343 del 15 marzo 2024 «Cinquantenario dell'adesione della Svizzera alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Bilancio, sfide e prospettive», che ha proposto di accogliere. La giurisprudenza della Corte EDU non ha peraltro comportato un gran numero di condanne. Tra gli 8721 ricorsi registrati contro la Svizzera, la Corte o il Comitato dei Ministri ha constatato una violazione della CEDU in 146 casi (statistica dell’Ufficio federale di giustizia, stato il 1° maggio 2024). Ciò corrisponde a una quota dell’1,65 per cento (arrotondato alla seconda cifra decimale).

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.