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24.3550 · Interpellanza · 2024-06-10

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Nella conferenza stampa del 2 aprile 2024, il consigliere federale Beat Jans ha dichiarato che la lotta alla violenza domestica è una delle sue priorità, aggiungendo: «La violenza degli uomini nei confronti delle donne è intollerabile, e lo dico in quanto uomo». Nell’intervista rilasciata al quotidiano Le Temps, ha inoltre affermato: «Farò tutto il possibile per migliorare le cose... La violenza non trova posto nella famiglia», citando gli oltre 19 000 casi di violenza domestica registrati nel 2022 e aggiungendo: «Forse posso sensibilizzare maggiormente gli uomini, che si identificano con un consigliere federale uomo». Le statistiche della polizia su omicidi, tentati omicidi e lesioni personali gravi pubblicate dall’Ufficio federale di statistica mostrano una media annuale di 176 vittime tra il 2013 e il 2023, di cui il 67 per cento sono donne e il 32 per cento uomini. Le tre indagini di prevalenza condotte tra la popolazione e pubblicate dal 2004, l’ultima delle quali nel 2023 dall’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo, indicano un tasso di prevalenza della violenza domestica che, fatta eccezione per quella sessuale, è prossimo alla parità tra uomini e donne. Al momento dell’adozione della Convenzione di Istanbul, il Consiglio federale si è impegnato a garantirne un’applicazione paritaria, riconoscendo che la violenza domestica concerne, sia per quanto riguarda gli autori che le vittime, entrambi i sessi. - Il Consiglio federale può reiterare questo suo impegno per un approccio paritario alla violenza domestica?- Il Consiglio federale può incaricare l’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo di provvedere affinché la formazione e la sensibilizzazione alla violenza domestica (co)finanziate dalla Confederazione includano tutte le forme di violenza domestica, compresa la violenza nei confronti degli uomini e quella subita dai bambini per mano delle loro madri?

Stellungnahme des Bundesrates

Su raccomandazione del Consiglio d’Europa, Il Consiglio federale applica la Convenzione di Istanbul (RS 0.311.35) a tutte le vittime di violenza domestica, compresi gli uomini e i ragazzi (cfr. messaggio del 2 dicembre 2016 concernente l’approvazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica [FF 2017 143]). Nel diritto penale e in quello civile svizzero, le disposizioni determinanti sono formulate in maniera neutra e sono quindi applicabili a tutte le persone, indipendentemente dal loro sesso.La Convenzione di Istanbul verte prioritariamente sulla violenza nei confronti delle donne, compresa quella domestica, dato che la maggioranza delle vittime di questo tipo di violenza, che include quella fisica e sessuale e può sfociare in omicidi e atti persecutori, sono donne. Nel 2023, infatti, le statistiche riportano 11 479 casi registrati dalla polizia di persone che hanno subito violenza domestica in Svizzera, di cui il 70,1 per cento sono di sesso femminile.Nell’ambito dell’attuazione della Convenzione, il Consiglio federale ha adottato un piano d’azione nazionale 2022-2026 che comprende 44 misure concrete di Confederazione, Cantoni e Comuni (www.parita2030.ch/it/piano-d-azione/). Tra le priorità vi sono l’informazione e la sensibilizzazione della popolazione, nonché la formazione e il perfezionamento di specialisti e volontari su tutte le forme di violenza domestica, comprese quelle contro uomini e bambini. Una misura contempla, ad esempio, l’introduzione di standard minimi per la formazione e il perfezionamento di vari gruppi professionali in materia di violenza, soprattutto domestica. I pertinenti documenti, trasmessi alle associazioni professionali e agli istituti di formazione competenti, tengono conto dei gruppi specifici di persone interessate. Lo stesso vale per la roadmap sulla violenza domestica, adottata nel 2021 dalla Confederazione e dai Cantoni. Questo strumento contiene diverse misure che riguardano tutte le categorie di vittime (compresi i bambini).Dal 2020, in applicazione dell’ordinanza contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (RS 311.039.7), la Confederazione concede aiuti finanziari a progetti e attività regolari con l’obiettivo di prevenire la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. L’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU) stanzia a questo scopo circa 3 milioni di franchi all’anno. Questi aiuti finanziari sono disponibili per progetti volti alla prevenzione della violenza domestica nei confronti sia degli uomini che delle donne.Per quanto riguarda la violenza nei confronti dei bambini, l’UFU e la Conferenza svizzera contro la violenza domestica hanno pubblicato all’inizio del 2024 uno studio sulla situazione dei bambini esposti alla violenza all’interno della coppia genitoriale (www.parita2030.ch/it/pan-ci-30). Lo studio formula raccomandazioni concrete per migliorare la protezione di questi bambini in Svizzera. Inoltre, il 23 agosto 2023 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione sull’avamprogetto di modifica del Codice civile per garantire ai figli il diritto a un’educazione non violenta (in adempimento della mozione Buillard 19.4632). La nuova disposizione dovrà altresì porre l’accento sulla prevenzione.