24.3558 · Interpellanza · 2024-06-11
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Benché nel confronto internazionale la densità di medici in Svizzera sia piuttosto elevata, l’accesso all’assistenza sanitaria, in particolare a quella di base, è diventato più difficile. Dato che in parte fanno fatica a ottenere un appuntamento dal medico di famiglia, i pazienti vanno al pronto soccorso di un ospedale per farsi curare. Questo porta a un sovraccarico delle strutture e a una qualità carente nell’assistenza. Inoltre, genera costi aggiuntivi (fatturazione della visita al pronto soccorso, prestazioni fornite in doppio a causa della mancata conoscenza della storia clinica del paziente ecc.). L’accesso all’assistenza sanitaria, soprattutto a quella a bassa soglia, deve quindi essere assolutamente migliorato.Chiedo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande: Quali misure propone per migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria?Prevede di introdurre il principio della prima consulenza nell’OPre? Le piattaforme di telemedicina non dovrebbero poter svolgere maggiormente questo ruolo? Come si può sfruttare il potenziale degli infermieri di pratica avanzata in questo ambito?A suo avviso, un’ottimizzazione dell’offerta stazionaria avrebbe un impatto anche sull’accesso all’assistenza sanitaria (pianificazione ospedaliera regionale intercantonale e trasferimento delle strutture in centri ambulatoriali per assicurare l’assistenza medica di base locale)?
Stellungnahme des Bundesrates
1. I medici di famiglia svolgono un ruolo centrale nell’assicurare un accesso a bassa soglia al settore sanitario e alle cure mediche di base. Il Consiglio federale ne è consapevole e ha già adottato in passato misure per garantire tale accesso nel quadro del piano direttore «Medicina di famiglia e medicina di base» 2012–2014 (www.ufsp.admin.ch > Professioni sanitarie > Professioni mediche > Cure mediche di base). Tuttavia, data la carenza di personale qualificato in molti ambiti del sistema sanitario, sono necessari ulteriori sforzi. Per questo motivo, il Dipartimento federale dell’interno intende istituire in autunno l’«Agenda delle cure di base». In un processo partecipativo con i principali attori del settore delle cure si tratterà di elaborare proposte e misure per rafforzare l’assistenza di base in tutte le regioni.2. Nell’ambito del secondo pacchetto legislativo comprendente diverse misure di contenimento dei costi (22.062) sono stati proposti vari provvedimenti, tra cui quello di introdurre una prima consulenza obbligatoria. Questa misura è stata fermamente respinta da una grande maggioranza dei partecipanti alla consultazione, in particolare perché, secondo i pareri pervenuti, intacca la libertà di scelta degli assicurati generalizzando un modello basato sul medico di famiglia. Con l’intento di migliorare il coordinamento tra i vari professionisti della salute, nel quadro del secondo pacchetto di misure di contenimento dei costi viene affrontata la questione delle reti di cure coordinate. Sia la trasformazione digitale che l’impiego di infermieri di pratica avanzata (advanced practice nurse, APN) possono fornire un importante contributo al momento della prima consulenza, sgravando così i medici. Nell’attuazione della seconda tappa dell’iniziativa sulle cure infermieristiche occorrerà pertanto disciplinare a livello federale il diploma di master e il profilo professionale degli APN. In una seconda fase, l’Ufficio federale della sanità pubblica esaminerà entro la fine del 2025 se e in che modo gli APN potranno fatturare prestazioni che vanno al di là delle prestazioni di cura. La Confederazione promuove la trasformazione digitale nel settore sanitario in particolare attraverso il programma DigiSanté.3. Un maggiore coordinamento delle pianificazioni cantonali potrebbe favorire lo sviluppo di un sistema ospedaliero più economico e qualitativamente migliore e consentirebbe anche di ottenere effetti di economia di scala negli ospedali e di evitare i doppioni; questo farebbe a sua volta sì che le cure mediche di base siano garantite attraverso un ricorso sempre maggiore ai centri ambulatoriali. Occorre però tenere conto che, secondo la ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni sancita dalla Costituzione, la responsabilità dell’assistenza sanitaria – e quindi anche della sua pianificazione – incombe a questi ultimi.