Stato dei negoziati di libero scambio con la Thailandia alla luce delle recenti vicende antidemocratiche
24.3633 · Interpellanza · 2024-06-13
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Dopo la ripresa dei negoziati per un accordo di libero scambio tra gli Stati dell’AELS e la Thailandia, nel giugno 2022, si sono svolti nove cicli negoziali, l’ultimo dal 26 al 29 aprile 2024 a Bangkok. In questo contesto, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
Quando sono previsti i risultati dello studio di sostenibilità ex-ante sull’accordo di libero scambio tra gli Stati dell’AELS e la Thailandia? Il Consiglio federale può già pronunciarsi sui contenuti dell’accordo?
Quali sono le disposizioni dell’accordo di libero scambio in merito ai requisiti per la protezione delle nuove varietà vegetali (norme UPOV)? Qual è la posizione del Consiglio federale in merito al recente rimprovero che il relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto al cibo ha mosso contro gli Stati dell’AELS per la loro insistenza sulle norme UPOV?
Secondo il Consiglio federale, in quale situazione versa la democrazia thailandese? A questo proposito si pongono i seguenti interrogativi:3.1) Qual è la posizione del Consiglio federale sul fatto che il partito progressista «Move Forward», pur essendo diventato la principale forza nella camera bassa del parlamento nelle elezioni del maggio 2023, non possa nominare primo ministro il suo leader Pita Limjaroenrat per mancanza dei voti dei senatori nominati dall’esercito? Nei negoziati bilaterali con la Thailandia si è anche discusso di questo sistema antidemocratico?3.2) Nei rapporti bilaterali con la Thailandia il Consiglio federale si è pronunciato sulla sentenza a sfondo politico del tribunale costituzionale contro l’ex candidato premier Pita Limjaroenrat? Se sì, in che modo? Se no, intende ancora farlo?3.3) Nei rapporti bilaterali con la Thailandia cosa intraprende il Consiglio federale per far sì che la volontà democratica del popolo thailandese venga rispettata?3.4) Queste vicende antidemocratiche hanno un’influenza sui negoziati di libero scambio con la Thailandia?
Stellungnahme des Bundesrates
1. I lavori per uno studio di sostenibilità ex-ante sul previsto accordo di libero scambio (ALS) tra gli Stati dell’AELS e la Thailandia sono in dirittura d’arrivo. Lo studio, che combina metodi d’analisi quantitativi e qualitativi, sarà pubblicato al termine di questi lavori. Stando ai risultati preliminari, la conclusione di un ALS con la Thailandia avrebbe un impatto positivo sui principali indicatori economici di tutte le parti contraenti. Lo studio identifica anche i settori economici thailandesi problematici sotto il profilo della sostenibilità e invita le Parti a garantire che il previsto accordo non aggravi i problemi esistenti. A questo scopo gli autori raccomandano di integrare nell’accordo un intero capitolo sul commercio e lo sviluppo sostenibile. Le cerchie interessate in Svizzera saranno informate sui risultati dello studio.
2. Nei negoziati con la Thailandia, gli Stati dell’AELS perseguono l’approccio descritto nella risposta all’interrogazione 20.1083: non fanno dipendere la conclusione di un ALS dall’adesione alla Convenzione UPOV né dal recepimento delle norme corrispondenti. Sono invece aperti a trovare soluzioni alternative che garantiscano un’adeguata protezione delle varietà vegetali e che tengano conto della situazione degli agricoltori nei Paesi partner. Questo vale anche per i negoziati con la Thailandia, in cui le parti stanno elaborando una soluzione ritagliata sullo specifico contesto del Paese asiatico. Gli Stati dell’AELS hanno inoltre spiegato e difeso questo approccio negoziale flessibile nella loro risposta congiunta alle domande del relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto al cibo citato dall’autore dell’interpellanza.
3. In una democrazia può capitare che nei negoziati di coalizione il partito con il maggior numero di voti venga escluso dall’Esecutivo.
Nel gennaio 2024, la Corte costituzionale thailandese ha assolto Pita Limjaroenrat dall’accusa di aver detenuto illegalmente azioni di una società mediatica in qualità di candidato al parlamento. Sempre a gennaio la stessa Corte ha però proibito al Move Forward Party di continuare a propugnare una riforma della legge sulla lesa maestà perché ciò equivarrebbe a un tentativo di rovesciare il sistema politico democratico con un sovrano come capo di Stato. Ad agosto 2024 la Corte costituzionale ha deciso di sciogliere il suddetto partito a seguito della sentenza di gennaio e ha sancito contro 11 persone il divieto di svolgere attività politiche per i prossimi dieci anni.
La Svizzera discute regolarmente di politica democratica con le autorità thailandesi, con i partiti politici e i rappresentanti della società civile, sottolineando quanto sia importante per il nostro Paese il rispetto dei principi democratici fondamentali e della libertà d’opinione. Dopo le elezioni del maggio 2023, l’ambasciatore svizzero ha anche incontrato ripetutamente Pita Limjaroenrat, informando l’opinione pubblica al riguardo, e ha espresso pubblicamente la sua preoccupazione per lo scioglimento del Move Forward Party nell’agosto 2024.
L’ambasciata svizzera sostiene le organizzazioni della società civile thailandese che si impegnano per la democrazia e, di concerto con altre missioni diplomatiche, partecipa anche come osservatrice ai procedimenti giudiziari che coinvolgono esponenti politici sotto processo per reati di lesa maestà.
Il Consiglio federale analizza costantemente l’impatto degli sviluppi politici in Thailandia sui negoziati di libero scambio. È comunque convinto che stringendo un partenariato privilegiato attraverso un accordo di libero scambio, la Svizzera avrebbe più peso e sarebbe più ascoltata nei suoi appelli al rispetto dei principi democratici da parte del Paese asiatico.