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24.3729 · Interpellanza · 2024-06-14

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Dall’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022, le forze d’occupazione russe saccheggiano sistematicamente i cereali coltivati nei territori ucraini occupati, rivendendoli poi sul mercato mondiale. Secondo alcune fonti, il commercio di transito dei cereali saccheggiati è stato condotto anche attraverso il mercato svizzero delle materie prime. L’ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina vieta, come le disposizioni dell’UE, l’importazione di beni provenienti dai territori ucraini occupati dalla Russia. Al contrario, il commercio di transito di tali beni non è regolamentato. Tuttavia, proprio questo commercio è l’attività principale dei commercianti svizzeri di materie prime nonché una caratteristica peculiare del mercato delle materie prime in Svizzera.

In questo contesto, desidero porre al Consiglio federale le seguenti domande.

  1. Questa lacuna nell’ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina sarà esaminata all’interno del rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato 23.3959 della CPE-N?

  2. Cosa sta facendo nel frattempo la Svizzera per garantire che i commercianti svizzeri non facciano affari con materie prime saccheggiate? Sono in corso discussioni con l’UE su come impedire il commercio di cereali saccheggiati?

  3. Quando la SECO o il Consiglio federale forniranno informazioni in merito?

Stellungnahme des Bundesrates

Dato l’avanzare dell’aggressione militare russa in Ucraina, il 28 febbraio 2022 il Consiglio federale ha deciso di adottare le sanzioni dell’UE contro la Russia. La Svizzera ha aderito anche ai successivi pacchetti di sanzioni e ha inserito le apposite disposizioni nell’ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina (RS 946.231.176.72). Di conseguenza, l’importazione di cereali dai territori occupati dalla Russia è vietata. Il 24 giugno 2024, nell’ambito del 14° pacchetto di sanzioni, l’UE ha adottato misure contro diverse navi che sarebbero state coinvolte nel trasporto di cereali ucraini rubati. Prossimamente il Consiglio federale deciderà sull’adozione del pacchetto di sanzioni, compresa quest’ultima misura.La sicurezza alimentare nei Paesi terzi è un fattore che viene preso in considerazione quando si impongono sanzioni. Né le sanzioni dell’UE né quelle della Svizzera prevedono il divieto di commerciare materie prime provenienti dai territori occupati.L’ordinanza svizzera non presenta quindi alcuna lacuna. Le sanzioni sono più efficaci quando godono di un ampio sostegno internazionale. La Svizzera ha aderito alle sanzioni dell’UE, rafforzandone così l’effetto. Tuttavia, la legge sugli embarghi (RS 946.231) non fornisce una base legale per l’imposizione di sanzioni proprie da parte della Svizzera.Il saccheggio è vietato e viene perseguito penalmente. In relazione ai metodi di guerra proibiti, si applica la disposizione dell’articolo 264g capoverso 1 lettera c del Codice penale svizzero (RS 311.0), che comprende il saccheggio o altre appropriazioni indebite di beni. Qualora esista un collegamento di tali atti con la Svizzera le indagini penali sono di competenza delle autorità federali, in particolare del Ministero pubblico della Confederazione.Per quanto riguarda l’applicazione delle sanzioni, la Svizzera ha adottato diverse misure. I controlli sulle merci che attraversano fisicamente il confine svizzero sono effettuati dall’Ufficio federale delle dogane e della sicurezza dei confini (UDSC) in coordinamento con la Segreteria di Stato dell’economia (SECO). La SECO è in contatto costante con le autorità sanzionatorie dell’UE e dei vari Stati partner. In caso di indizi o sospetti di violazione delle sanzioni, la SECO esegue le apposite indagini.Il postulato 23.3959, adottato dal Consiglio nazionale su raccomandazione del Consiglio federale nel settembre 2023, incarica il Consiglio federale di presentare un rapporto sul rispetto delle sanzioni contro la Russia nel settore delle materie prime e sulle eventuali lacune. Anche l’attuazione delle disposizioni sanzionatorie svizzere in materia di cereali sarà oggetto del rapporto, che il Consiglio federale ha due anni di tempo per preparare. La SECO, responsabile della stesura del rapporto, ha già iniziato a lavorarci, ma non può anticiparne le conclusioni.