24.3761 · Postulato · 2024-06-14
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di verificare e illustrare:
i modelli di imposta sulla sostanza a livello federale che possono rappresentare un’opzione, in particolare occorre valutare una versione con un’aliquota d’imposta bassa e una leggera progressione nonché diversi modelli fiscali cantonali;
a quanto ammonterebbero i ricavi di tali modelli e quali ripercussioni avrebbero sulle varie classi della sostanza;
quali modifiche legislative e costituzionali sarebbero necessarie per introdurre un’imposta sulla sostanza delle persone fisiche a livello federale;
quali costi sorgerebbero per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni in seguito all’introduzione di una simile imposta.
Begründung
La Confederazione si trova attualmente dinanzi a grandi sfide finanziarie, inasprite dalla situazione internazionale in materia di sicurezza e dall’evoluzione demografica. Per affrontare questa nuova situazione, la Confederazione è innanzitutto tenuta a ottimizzare le sue uscite e a prendere le misure necessarie al fine di liberare mezzi finanziari. Oltre a ciò, occorre però anche individuare nuove fonti d’entrata.
È ricorrente la proposta di introdurre un’imposta nazionale sulle successioni, che però può rivelarsi molto problematica nei casi in cui è necessario vendere i beni materiali ereditati per pagarla. Ciò vale in particolare per la sostanza all’interno di un’impresa o un’azienda agricola. Un’imposta sulla sostanza a livello federale potrebbe costituire un’alternativa. I Cantoni vantano un’esperienza pluriennale con questo tipo di imposta. La Confederazione l’ha riscossa solo tra il 1915 e il 1959. Un’aliquota d’imposta bassa con una leggera progressione non comporterebbe oneri aggiuntivi per il ceto medio e, allo stesso tempo, non creerebbe incentivi all’elusione fiscale. Un’imposta sulla sostanza grava in particolare sulle persone facoltose. Ciò contribuisce alla giustizia sociale e garantisce una distribuzione più equa del carico fiscale.
Un ulteriore vantaggio dell’imposta sulla sostanza a livello nazionale consiste nel fatto che il concetto è già noto, i dati necessari a tal fine vengono rilevati in ogni caso, l’elaborazione è semplice e non comporta notevoli variazioni in materia di onere fiscale. L’onere amministrativo supplementare sarebbe quindi minimo.
Il Consiglio federale è tenuto a verificare diversi aspetti (base legale; ripercussioni su contribuenti, Confederazione, Cantoni e Comuni) al fine di creare una solida base di pianificazione per la fattibilità di un’imposta sulla sostanza a livello federale.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ha esaminato l’effetto di un’imposta sulla sostanza già nel quadro del rapporto del 22 novembre 2023 in adempimento del postulato Derder 17.4292 Ridurre l’imposta sul capitale e l’imposta sul patrimonio per le PMI in forte crescita (cfr. in particolare n. 3.1). Nel rapporto si è giunti alla conclusione che vi sono diversi argomenti che si oppongono a un’imposta sulla sostanza (anche a livello federale), tra cui segnatamente i seguenti. Le imposte sulla sostanza hanno un effetto regressivo in relazione al rendimento generato, ciò significa che quanto più elevato è il rendimento realizzato sulla sostanza, tanto più basso è l’onere fiscale in relazione al reddito conseguito per mezzo di tale sostanza. Questo effetto le contraddistingue nettamente dall’imposta sul reddito, che non conosce la regressività. Per questo motivo, l’imposta sulla sostanza può comportare una sottoimposizione o una sovraimposizione in relazione al reddito conseguito con la sostanza rispetto a quello generato dalle imposte sul reddito. Se la sostanza non genera flussi di pagamenti, il debito fiscale relativo all’imposta sulla sostanza va saldato attraverso fonti di reddito alternative oppure occorre dare in pegno la sostanza o alienare una parte di essa. Di conseguenza, l’imposta sulla sostanza può provocare problemi di liquidità al contribuente se la sostanza è vincolata. Un’imposta sulla sostanza può influire negativamente sulla scelta dell’abitazione e dell’ubicazione. Uno studio pubblicato di recente (Marius Brülhart et al., Behavioral Responses to Wealth Taxes: Evidence from Switzerland, 2022, American Economic Journal: Economic Policy, 14(4), pagg. 111–150) nonché prove aneddotiche relative alla partenza di cittadini facoltosi dalla Norvegia appoggiano questa tesi. Al riguardo va osservato che la Svizzera è uno dei pochi Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) a conoscere un’imposta sulla sostanza. Poiché a livello cantonale e comunale l’onere fiscale può raggiungere circa l’1 per cento della sostanza, l’introduzione di un’imposta federale sulla sostanza aumenterebbe i casi in cui il solo rendimento della sostanza non consentirebbe più di saldare l’onere dell’imposta sulla sostanza. Potrebbe quindi essere necessario fissare ulteriori limiti massimi in materia di imposta sulla sostanza, oltre a quelli già in uso in alcuni Cantoni. Tale misura limiterebbe tuttavia la resa fiscale dell’imposta sulla sostanza della Confederazione e/o dei Cantoni. Per questi motivi, nella sua risposta al suddetto postulato Derder, il Consiglio federale si è espresso fondamentalmente favorevole al passaggio da un gettito fiscale generato dalle imposte sulla sostanza a uno generato dalle imposte sul reddito. L’Esecutivo affronterà questa tematica anche in risposta al postulato Walti 23.3752 «Per preservare l’attrattiva e garantire finanze sane, la Svizzera ha bisogno di una strategia fiscale e di ubicazione a lungo termine».A livello federale, l’imposta sulla sostanza è stata abolita nel 1959. In caso di una reintroduzione, sarebbe necessario creare una base costituzionale a tal fine.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.