24.3845 · Interpellanza · 2024-09-11
Dipartimento degli affari esteri
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Nel 2015 il settore specialistico Aiuto sociale agli Svizzeri all’estero (ASE) è passato dall’Ufficio federale di giustizia (UFG) alla Direzione consolare (DC) del DFAE. La base di questo passaggio è costituita dal contratto tra l’UFG e la DC del 12 settembre 2013. All’inizio del processo di integrazione sono stati rispettati i principi di cooperazione e indipendenza pattuiti. Tuttavia, con la realizzazione del progetto sull’ottimizzazione della DC nel 2020, l’indipendenza dell’ASE è stata messa decisamente in discussione. Il nuovo organigramma prevedeva un declassamento dell’ASE rispetto alla protezione consolare. Nonostante alcuni feedback critici sugli obiettivi non raggiunti, il progetto di ottimizzazione non è stato valutato. Le competenze dell’ASE sono state sensibilmente ridotte: declassamento del settore nell’organigramma; nessuna voce in capitolo nel budget dell’ASE e nelle percentuali di occupazione (si pensi ai tagli attuali); nessuna assunzione di personale; limitazione significativa dei compiti nei mansionari e riduzione drastica delle competenze finanziarie nella gestione dei casi. Ne risulta una perdita d’importanza dell’ASE all’interno della DC, con una conseguente erosione delle sue competenze specialistiche. La motivazione del personale diminuisce, la qualità del sostegno agli Svizzeri all’estero va scemando e il loro diritto costituzionale a buone prestazioni non è sempre garantito. Le richieste sono in calo nonostante il numero crescente di Svizzeri all’estero e di crisi globali. I progetti per rilevare il tasso di non ricorso all’aiuto sociale non vengono realizzati. Negli ultimi anni l’ASE ha adottato misure che hanno permesso di risparmiare milioni di franchi: nuovi accordi sostitutivi con Germania, Francia e Principato del Liechtenstein; cessazione dei contributi ai Cantoni per il rientro di Svizzeri all’estero; riforma globale delle prestazioni di sostegno rettificate in base al potere d’acquisto. Ci è voluto un po’ di tempo perché la perdita di indipendenza dell’ASE si manifestasse così chiaramente. Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande: Cosa può fare il Consiglio federale per ripristinare le competenze e l’indipendenza dell’ASE? In che modo il Consiglio federale può ottenere promesse vincolanti a fronte di possibili dichiarazioni di intenti e dichiarazioni a parole da parte della DC?
Begründung
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Stellungnahme des Bundesrates
Depositata nel marzo del 2011, la mozione Brunschwig Graf (11.3203, Coordinamento dei servizi amministrativi destinati agli Svizzeri all’estero) chiedeva che i servizi specializzati dell’Amministrazione federale rivolti alle cittadine e ai cittadini svizzeri all’estero lavorassero in maniera coordinata e fornissero le loro prestazioni tramite uno sportello unico. All’epoca il Consiglio federale aveva proposto di accogliere la mozione, sostenendo in particolare che la richiesta potesse essere giustificata nel caso dei servizi destinati unicamente a fornire prestazioni alla comunità svizzera all’estero; ciò avrebbe contribuito a rafforzare l’idea di «sportello unico» della Direzione consolare, in quel momento in fase di sviluppo. L’articolo 7 della legge sugli Svizzeri all’estero (LSEst, RS 195.1), entrata in vigore il 1° novembre 2015, ha istituito questo «sportello unico». Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) è pertanto diventato l’«interlocutore unico» di tutte le persone e le istituzioni svizzere all’estero. Nello stesso anno, in risposta a una chiara volontà politica di raggruppare questo tipo di prestazioni, l’unità specializzata Aiuto sociale agli Svizzeri all'estero (ASE) è stata spostata dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) al DFAE. Risposta alla domanda 1 L’integrazione dell’ASE nella Direzione consolare (DC) del DFAE ha favorito l’acquisizione di conoscenze preziose che hanno permesso di migliorare la qualità delle prestazioni fornite alle Svizzere e agli Svizzeri all’estero, aumentando l’efficienza. Fin dall’inizio la DC ha deciso di ottimizzare progressivamente i processi con l’obiettivo di sfruttare meglio le competenze delle persone con responsabilità tecniche e di promuovere le sinergie, soprattutto con il settore della protezione consolare, che è strettamente legato, sul piano tecnico, a quello dell’aiuto sociale alle cittadine e ai cittadini svizzeri all’estero. Questa scelta è stata particolarmente importante, perché, nonostante il numero di casi sia rimasto stabile, ne è aumentata la complessità e ciò ha reso necessarie valutazioni più complete. La sua attuazione ha implicato una riduzione delle strutture e l’introduzione di processi decisionali rapidi. Per questo motivo l’ASE, che inizialmente era una sezione, dal 2020 è diventata una divisione, direttamente subordinata a un membro della direzione della DC. Il personale qualificato (assistenti sociali) ha mantenuto il proprio potere decisionale sul piano tecnico. Il fatto poi che la persona responsabile del settore specialistico faccia parte del comitato della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (CSIAS) consente di mantenere vivi gli scambi professionali e di incentivare il networking a tutti i livelli. Risposta alla domanda 2L’integrazione dell’ASE nella DC è avvenuta sulla base dell’ordinanza SAS-DFAE (RU 2014 3895), adottata dal Consiglio federale il 5 novembre 2014 e successivamente abrogata. Contrariamente a quanto suggerisce il testo dell’interpellanza, questo trasferimento non si fonda su un contratto, bensì su un rapporto congiunto della DC (DFAE) e dell’Ufficio federale di giustizia del DFGP datato 12 settembre 2013. La DC gestisce inoltre i suoi compiti in materia di aiuto sociale per le cittadine e i cittadini svizzeri all’estero applicando le relative basi giuridiche, in particolare il capitolo 4 LSEst. Secondo i risultati dell’ultima inchiesta concernente il personale dell’Amministrazione federale, il livello di soddisfazione professionale delle collaboratrici e dei collaboratori della divisione in questione è significativamente superiore alla media. La soddisfazione delle specialiste e degli specialisti dell’ASE emerge inoltre chiaramente dalla qualità delle loro decisioni, tanto che solo 2 dei 28 ricorsi presentati dinanzi al Tribunale amministrativo federale tra il 2019 e il 2023 sono stati (parzialmente) accolti. Alla luce di quanto esposto sopra, il Consiglio federale ritiene che le critiche espresse nell’interpellanza siano del tutto infondate.