24.3851 · Mozione · 2024-09-12
Cancelleria federale
Trasmesso al Consiglio federale
Wortlaut
In futuro, la raccolta di firme per le iniziative e i referendum deve svolgersi tramite canali digitali. Il Consiglio federale è incaricato di creare le basi legali a tal fine e di introdurre la piattaforma tecnologica e le applicazioni digitali necessarie.
Begründung
Per i referendum e le iniziative popolari, secondo il diritto vigente e la prassi corrente i dati personali e le firme autografe sono raccolti in forma cartacea. Anche il controllo e l'autenticazione delle liste delle firme da parte dei Comuni sono solitamente effettuati manualmente e quindi il conteggio fatto correttamente è molto dispendioso. Il sistema è obsoleto, inefficiente, soggetto a errori e consente abusi, come la falsificazione delle firme.
Gli ultimi sviluppi, ovvero il sospetto che la riuscita di alcune iniziative possa essere stata raggiunta in modo fraudolento, mettono a rischio la democrazia. È intollerabile il fatto che si sia formato un mercato non regolamentato con operatori di dubbia affidabilità. Anziché contrastare questo fenomeno banalmente con divieti e regolamentazioni, s'impone ora un intervento incisivo a livello di processi. Non solo per motivi di sicurezza, ma anche per ragioni di efficienza è opportuno traghettare lo strumento democratico della raccolta di firme più rapidamente del previsto nell'era digitale. Il processo di raccolta e verifica deve essere digitalizzato (e-collecting).
Avvalendosi di un concetto orientato alla pratica e delle moderne tecnologie si potrà attuare questo obiettivo senza complicare le campagne di raccolta o escludere coloro che hanno poca dimestichezza con i dispositivi elettronici (andrebbe valutata la possibilità di continuare a raccogliere eccezionalmente firme autografe). In particolare, la registrazione, il controllo e il conteggio delle firme raccolte risulteranno decisamente semplificati grazie al metodo digitale. Il carico di lavoro per le amministrazioni comunali e le autorità federali dovrebbe diminuire sensibilmente. Le persone con disabilità a livello di scrittura potranno firmare con più facilità. Gli investimenti verranno pertanto comunque compensati.
Contrariamente al voto elettronico, per la raccolta elettronica delle firme i rischi per la sicurezza sono meno rilevanti dal momento che non è rilevante, per esempio, la segretezza del voto. Questo significa che per le applicazioni digitali non valgono gli stessi standard di sicurezza richiesti per le votazioni. Attualmente basta una semplice firma autografa per esprimere la propria volontà e per identificarsi (una circostanza che tuttavia, come menzionato all'inizio, favorisce gli abusi). Detto questo, anche in futuro dovrebbe essere possibile attuare metodi di registrazione più flessibili. Entrano ad esempio in considerazione l'identificazione tramite e-ID, l'indicazione del numero AVS o la scansione del documento d'identità o del passaporto. Per lo sviluppo delle applicazioni si può fare riferimento alle esperienze fatte nei Cantoni. In particolare a quelle del Cantone di San Gallo, che sta realizzando una piattaforma di raccolta elettronica e prevede di metterla in funzione già nel 2025.
L'introduzione della raccolta elettronica delle firme a livello federale non deve pregiudicare l'introduzione del voto elettronico. Inoltre, l'impostazione del collaudato strumento politico non dovrebbe, per quanto possibile, subire modifiche. Sul piano dell'attuazione occorre quindi prevedere misure che garantiscano il funzionamento della democrazia diretta. Una raccolta di firme dovrebbe dunque continuare a costituire un mezzo per convincere gli elettori a fare fronte comune per dar luogo a un cambiamento politico. Lo sviluppo di un nuovo processo non deve influire sull'entità dei requisiti posti all'espressione della volontà sui contenuti mediante l'apposizione di una firma.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è favorevole all’introduzione della digitalizzazione anche nel settore della raccolta di firme per le iniziative popolari e i referendum. Come evidenzia il rapporto in adempimento del postulato 21.3607 CIP-N «Raccolta elettronica delle firme per le iniziative e i referendum», per quanto attiene alla raccolta elettronica di firme si pongono numerosi interrogativi di natura concettuale, con implicazioni istituzionali. In particolare, la sicurezza e la fiducia degli elettori possono dipendere in modo significativo dall’impostazione tecnico-organizzativa della raccolta elettronica delle firme. Fondandosi sulle conclusioni tratte nel citato rapporto in adempimento del postulato, il Consiglio federale ha incaricato la Cancelleria federale di avviare un progetto preliminare, coinvolgendo i Cantoni e i Comuni, gli attori interessati della politica e della società civile, nonché il mondo scientifico e specialisti, al fine di sviluppare le basi per una sperimentazione limitata e pratica della raccolta elettronica delle firme e di ottenere un concetto di attuazione corrispondente, che comprenda anche le basi legali. In questo contesto è necessario definire in particolare le competenze nella gestione delle fasi del processo relativo alla raccolta elettronica delle firme. Speciale attenzione dovrà essere prestata a eventuali compiti di verifica e, di conseguenza, all’impiego di opzioni tecniche di verifica che possano essere applicate garantendo la segretezza del voto. Occorre inoltre tenere particolarmente conto del fatto che la maggior parte dei cataloghi elettorali sono gestiti dai Comuni e che una soluzione tecnica dovrebbe idealmente consentire la raccolta elettronica di firme anche per le iniziative popolari e i referendum a livello cantonale e comunale. Il Consiglio federale ritiene che eventuali progetti di raccolta elettronica delle firme debbano essere avviati tenendo conto che occorrerà dapprima effettuare esperienze su scala limitata e che la raccolta elettronica non sostituirebbe quella su carta, ma la integrerebbe. La presente mozione consente tuttavia poco margine di manovra per considerare questi aspetti. Nel caso in cui la mozione sia accolta dalla Camera prioritaria, il Consiglio federale si riserva di presentare una proposta di modifica nella seconda Camera, in modo che il Consiglio federale possa essere incaricato di attuare il progetto preliminare sopraccitato.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.