24.3854 · Mozione · 2024-09-12
Cancelleria federale
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di stabilire obblighi di trasparenza per i comitati d’iniziativa in materia di raccolta delle firme per i referendum e le iniziative a livello federale. In particolare, devono essere resi pubblici i bilanci, il conto economico, il numero di firme acquistate e la provenienza delle donazioni più ingenti. Gli obblighi devono quindi comprendere quanto segue:
Rendere pubblica la provenienza dei mezzi utilizzati per pagare le firme. In questo caso, si potrebbe prendere in considerazione una soglia di 15’000 franchi per donatore, analogamente al finanziamento dei partiti e delle campagne elettorali.
Rendere pubbliche le spese per le firme, compresa l'indicazione delle società incaricate e del numero di firme acquistate.
Gli obblighi di cui ai punti 1) e 2) devono applicarsi anche a tutte le iniziative popolari attualmente ancora in fase di processo politico.
Begründung
Le recenti rivelazioni sulla raccolta di firme falsificate per le iniziative popolari sono scioccanti ed è assolutamente necessario adottare misure. Agire è fondamentale per la fiducia dei cittadini nel nostro sistema politico e nelle nostre istituzioni. Non possiamo semplicemente ignorare quanto accaduto poiché ciò indurrebbe a proseguire nella falsificazione di firme.
La trasparenza è di fondamentale importanza affinché la popolazione possa avere un’idea di quali e quante siano le iniziative in sospeso per le quali vengono raccolte o sono state raccolte firme a pagamento. Attualmente, purtroppo, non è infatti chiaro se queste iniziative siano riuscite in modo legittimo.
Sta comunque di fatto che i comitati promotori di iniziative e referendum devono raccogliere fondi già per la raccolta delle firme. Il successo di una raccolta di firme può dipendere dalle loro possibilità finanziarie. Già in questa fase vi è quindi un interesse per l’opinione pubblica, nonché il diritto per i cittadini, di sapere chi siano i principali finanziatori di queste campagne e, di conseguenza, chi ci sia dietro un'iniziativa o un referendum. È quindi logico e coerente introdurre obblighi di trasparenza in questo ambito.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Nell’ambito della regolamentazione relativa al finanziamento della politica, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) aveva inizialmente proposto di rendere pubblico anche il finanziamento della raccolta delle firme (FF 2019 6581). Tuttavia, il Consiglio federale aveva rifiutato tale modifica legislativa (FF 2019 6831, in particolare 6834). La CIP-S e successivamente anche il Consiglio degli Stati (Boll. Uff. 2019 S 1170) e il Consiglio nazionale (Boll. Uff. 2021 N 90) erano stati dello stesso avviso e avevano stralciato la proposta dal progetto. Il 17 marzo 2023, con l’Iv. Pa. 23.422, la consigliera nazionale Masshardt ha ripresentato l’idea, ma il Consiglio nazionale non le ha dato seguito (Boll. Uff. 2024 N 911 seg.). Gli eventi che interessano presunte falsificazioni delle firme e pratiche sleali di raccolta delle firme non hanno cambiato fondamentalmente i termini della questione. Gli obblighi di trasparenza in materia di finanziamento ostacolerebbero la raccolta delle firme in particolare per i comitati ad hoc, che non sono sostenuti da attori politici consolidati. Per favorire un’ampia partecipazione politica, nella fase iniziale del processo politico gli ostacoli burocratici non dovrebbero essere troppo elevati, tanto più che non vengono ancora prese decisioni politiche definitive. La mozione propone tuttavia disposizioni di trasparenza persino più severe rispetto a quelle applicabili all’attuale finanziamento dei partiti e delle campagne: se per quest’ultimo si devono rendere pubbliche soltanto le entrate preventivate e quelle effettive, per la raccolta delle firme si chiede la pubblicazione del bilancio e del conto economico (ossia anche delle spese). L’obbligo varrebbe inoltre per tutti i comitati, indipendentemente dall’importo delle spese, anche se l’iniziativa popolare o il referendum non dovesse riuscire. Poiché per i referendum la legge non prescrive che vi sia un comitato, occorrerebbe inoltre chiarire chi sia soggetto all’obbligo di trasparenza. Dopo la diffusione della notizia relativa all’aumento di casi sospetti di falsificazione delle firme nel settembre 2024, la Cancelleria federale ha adottato ulteriori misure al fine di proteggere l’integrità delle pratiche di raccolta delle firme. A tale scopo ha ad esempio convocato una tavola rotonda permanente con comitati d’iniziativa, organizzazioni per la raccolta di firme, partiti politici, gruppi di interesse e autorità affinché le organizzazioni di raccolta delle firme e i comitati d’iniziativa si impegnino a rispettare determinate regole di trasparenza e di comportamento (si veda il sito web della Cancelleria federale>Diritti politici>Iniziative popolari>Tavola rotonda «Integrità delle raccolte delle firme»). Secondo il Consiglio federale tali approcci ai fini di un’autoregolamentazione sono preferibili alla normativa proposta. Infine la mozione chiede un obbligo di trasparenza retroattivo per tutte le iniziative popolari pendenti. Tale effetto retroattivo è problematico dal punto di vista dei principi dello Stato di diritto (art. 5, 8 e 9 Cost.) e verosimilmente sarebbe anche difficile da attuare nella pratica perché probabilmente i comitati non disporrebbero della totalità dei documenti e delle statistiche necessari.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.