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24.3855 · Mozione · 2024-09-12

Cancelleria federale

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di stabilire un divieto per quanto riguarda la raccolta di firme a pagamento nell’ambito di iniziative e referendum. Non deve più essere consentito ricorrere a società esterne che raccolgono firme a pagamento. La raccolta firme da parte di propri collaboratori deve però continuare ad essere consentita.

Begründung

Le recenti rivelazioni sulla raccolta di firme falsificate per le iniziative popolari sono scioccanti ed è assolutamente necessario adottare misure. Agire è fondamentale per la fiducia dei cittadini nel nostro sistema politico e nelle nostre istituzioni. Non possiamo semplicemente ignorare quanto accaduto poiché ciò indurrebbe a proseguire nella falsificazione di firme.

Le basi legali devono quindi essere adattate in modo tale da vietare la raccolta commerciale delle firme. Pagando persone esterne per la raccolta delle firme, e in particolare pagandole per il numero di firme raccolte, si incentiva la falsificazione. Per proteggere in modo credibile la democrazia, in futuro si dovrà quindi rinunciare alle firme a pagamento nell’ambito di iniziative e referendum. Solo la raccolta di firme a pagamento da parte di collaboratori di un partito o di un'associazione politica sarà ancora autorizzata.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale concorda con l’autore della mozione sul fatto che la fiducia degli elettori nella legalità dei processi relativi a iniziative popolari e referendum federali sia fondamentale per il sistema politico e per le nostre istituzioni. Bisogna pertanto utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per proteggere l’integrità del processo di raccolta di firme. Oltre al perseguimento penale, denunciando rigorosamente ogni caso sospetto, occorre puntare sulla prevenzione e sull’ottimizzazione dei processi esistenti. La Cancelleria federale ha infatti convocato una tavola rotonda permanente allo scopo di sviluppare un codice di condotta in collaborazione con comitati d’iniziativa, organizzazioni per la raccolta di firme, partiti politici, gruppi di interesse e autorità. Tale codice potrebbe per esempio contenere la rinuncia a raccogliere firme senza un mandato esplicito, una denominazione apposta sulle liste delle firme al fine di consentire la tracciabilità degli attori coinvolti nella raccolta, la pubblicazione della collaborazione con organizzazioni di raccolta remunerate, nonché ulteriori obblighi di diligenza e regole di trasparenza (si veda il sito web della Cancelleria federale>Diritti politici>Iniziative popolari>Tavola rotonda «Integrità delle raccolte delle firme»). Una siffatta forma di autoregolamentazione corrisponde alla natura pragmatica dei nostri processi di democrazia diretta. Fatta questa premessa, il Consiglio federale continua a respingere un divieto generale di raccogliere firme a pagamento da parte di persone esterne: in particolare, il divieto potrebbe comportare, per alcuni attori, una limitazione dell’accesso ai diritti popolari. Per quei comitati della società civile che dispongono di minori risorse finanziarie e che non possono affidarsi a strutture e canali di distribuzione consolidati, la raccolta di firme a pagamento da parte di persone esterne può risultare più economica rispetto, ad esempio, a un invio di massa di liste di firme, che comporta un grande effetto di dispersione. Un divieto in tal senso potrebbe dunque far sì che soltanto i gruppi che dispongono di strutture consolidate raggiungano il quorum di firme necessario. Tuttavia, se le misure avviate finora non dovessero risultare efficaci, in un secondo tempo occorrerebbe prendere in considerazione interventi a livello legislativo.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.