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24.3869 · Interpellanza · 2024-09-12

Dipartimento di giustizia e polizia

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Dal 1° aprile 1998 la Svizzera prevede obblighi di diligenza in ambito finanziario nei confronti delle controparti e un obbligo legale di comunicazione per combattere il riciclaggio di denaro. Nell’articolo 6 della riveduta legge sul riciclaggio di denaro (LRD) è chiesto un esame approfondito nel caso di transazioni in cui vi sono sospetti di irregolarità o che comportano un rischio elevato. L’articolo 9 LRD obbliga gli intermediari finanziari che sanno o hanno il sospetto fondato che valori patrimoniali siano in relazione con un reato, provengano da un delitto fiscale qualificato o sottostiano alla facoltà di disporre di un’organizzazione criminale o terroristica a darne comunicazione alle autorità. Ai fini della presunzione d’innocenza, non è disciplinata la limitazione ingiustificata della capacità d’agire in caso di transazioni finanziarie e della tutela dell’integrità di una controparte sospettata. In questo contesto invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti: 1. Quante comunicazioni per riciclaggio di denaro sono pervenute alle autorità dall’introduzione dell’obbligo? Quante hanno portato a un’inchiesta penale? Quante di queste inchieste penali hanno portato all’avvio di un procedimento penale? Quanti di questi procedimenti penali si sono conclusi con una condanna essendovi sufficienti elementi probatori? 2. Quali spiegazioni relative all’articolo 6 LRD sono state fornite agli intermediari finanziari per determinare quando sussiste un rischio elevato? Dove è stabilito nella legge da quale momento deve essere dimostrata la provenienza dei valori patrimoniali? 3. Quali spiegazioni relative all’articolo 9 LRD sono state fornite agli intermediari finanziari per determinare quando sussiste un sospetto fondato che dà diritto a procedere a una comunicazione? 4. L’articolo 305ter capoverso 2 CP (diritto di comunicazione) esonera gli intermediari finanziari dall’obbligo di diligenza al momento della comunicazione per fatti di cui sono a conoscenza o per i loro sospetti fondati? 5. Nello sporgere denuncia, anche l’Ufficio di comunicazione sottostà a un obbligo di diligenza per fatti di cui è a conoscenza o per i suoi sospetti fondati? 6. In che modo una controparte è tutelata da un danno di reputazione e da una limitazione dell’esercizio dei diritti civili fino a una sentenza definitiva? 7. Chi è chiamato a rispondere dei danni cagionati alle controparti se queste comunicazioni e le successive denunce sono state effettuate senza conoscenza e senza un sospetto sufficientemente fondato di riciclaggio di denaro?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Dal 1998 l’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS), diretto da fedpol, ha ricevuto circa 69 000 comunicazioni di sospetto, di cui 30 893 solo tra il 2020 e il 2023. Alla luce dell’incremento significativo del numero di comunicazioni negli ultimi anni e della nuova modalità di registrazione introdotta nel 2020, appare più opportuno concentrarsi sul periodo che va dal 2020 al 2023. Durante questo periodo MROS ha trasmesso alle autorità di perseguimento penale 5532 denunce, alcune delle quali sulla base di più comunicazioni di sospetto. MROS ha ricevuto soltanto 2076 riscontri suddivisi come segue: 690 decreti di abbandono, 491 decisioni di non entrata nel merito/decreti di non luogo a procedere, 565 decreti d’accusa, 115 sentenze di condanna, 27 sospensioni e 5 assoluzioni. In circa 3500 casi MROS non aveva conoscenza dello stato o dell’esito del procedimento. A tale riguardo va sottolineato che le autorità di perseguimento penale hanno l’obbligo legale di inviare a MROS tutte le loro sentenze e decisioni (art. 29a della legge sul riciclaggio di denaro; LRD, RS 955.0). 2. Gli obblighi legali degli intermediari finanziari derivano dalla LRD e dall’ordinanza sul riciclaggio di denaro (ORD; RS 955.01). L’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) ha emanato l’ordinanza FINMA sul riciclaggio di denaro (ORD-FINMA; RS 955.033.0), che prevede che gli intermediari finanziari procedano a chiarimenti complementari riguardanti le relazioni d’affari o le transazioni che presentano rischi superiori. A seconda delle circostanze sono tenuti a verificare l’origine dei valori patrimoniali e se la controparte è l’avente economicamente diritto di questi ultimi. La portata dei chiarimenti dipende dalle circostanze e in particolare dai rischi che derivano dalla relazione d’affari, ragion per cui la legge non fissa alcun termine. 3. Con l’articolo 9 capoverso 1quater LRD è stata introdotta nella legge la nozione di sospetto fondato. Questa disposizione statuisce che l’intermediario finanziario deve effettuare chiarimenti secondo l’articolo 6 LRD (obblighi di diligenza particolari). Se tali chiarimenti non permettono di fugare i sospetti, subentra l’obbligo di comunicazione. 4. L’esercizio del diritto di comunicazione non esime dall’obbligo di effettuare una comunicazione di sospetto. L’intermediario finanziario deve rispettare in qualsiasi momento gli obblighi di diligenza particolari secondo l’articolo 6 LRD. Prima di far valere il diritto di comunicazione, deve chiarire se è applicabile l’obbligo di comunicazione di cui all’articolo 9 LRD. Il diritto di comunicazione entra in linea di conto a titolo sussidiario soltanto laddove i requisiti dell’obbligo di comunicazione non siano adempiuti. 5. Nell’ambito del dispositivo antiriciclaggio MROS svolge una funzione di filtro e di tramite tra gli intermediari finanziari e le autorità di perseguimento penale. Riceve le comunicazioni di sospetto trasmesse dagli intermediari finanziari (e dai commercianti), le analizza e le completa, se possibile, con informazioni supplementari. Se al termine dell’analisi giunge alla conclusione che esiste un sospetto fondato, denuncia il fatto all’autorità di perseguimento penale (art. 23 cpv. 4 LRD). 6. Se trasmette una denuncia a un’autorità di perseguimento penale, MROS deve informarne l’intermediario finanziario autore della comunicazione (art. 23 cpv. 5 LRD). In seguito, quest’ultimo blocca i valori patrimoniali affidatigli fino alla ricezione di una decisione da parte del pubblico ministero (art. 10 LRD). I passi successivi da intraprendere sono disciplinati dal Codice di procedura penale. L’intermediario finanziario autore della comunicazione non è autorizzato a comunicare né alla parte contraente né a terzi la trasmissione di una comunicazione di sospetto a MROS. Inoltre, MROS sottostà al segreto d’ufficio. 7. Gli intermediari finanziari sono tenuti per legge a trasmettere comunicazioni in caso di sospetto fondato e a bloccare i valori patrimoniali. Sono pertanto tutelati dall’articolo articolo 11 LRD. La Confederazione risponde del danno cagionato illecitamente a terzi da un funzionario nell’esercizio delle sue funzioni (art. 3 della legge sulla responsabilità; RS 170.32).