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24.3876 · Interpellanza · 2024-09-12

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

È dal 2020 che l’Azerbaigian sta portando avanti una politica di destabilizzazione militare e di propaganda contro l’Armenia. Nel novembre del 2024 ospiterà la Conferenza dell’ONU sul clima (COP29) e si presenterà come membro rispettabile della comunità internazionale. Gli osservatori temono che, dopo la COP29, l’Azerbaigian concretizzerà definitivamente i suoi obiettivi strategici contro l’Armenia. La Svizzera, attraverso la sua presenza alla COP29 a Baku, deve svolgere un ruolo positivo e costruttivo in quanto membro non permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Alla luce di questi fatti chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:
1. Insisterà sull’attuazione di tutte le decisioni e le raccomandazioni pertinenti degli organi giudiziari internazionali, come la Corte europea dei diritti dell’uomo e la Corte europea dei diritti dell’uomo, relative al conflitto tra Azerbaigian e Armenia?
2. Si sta adoperando per il rilascio di tutti i prigionieri di guerra e degli ostaggi detenuti illegalmente dalle autorità azere in violazione del diritto internazionale?
3. Sta esercitando pressioni su entrambe le parti, in particolare sull’Azerbaigian, affinché risolvano tutte le divergenze esclusivamente con mezzi pacifici, nel pieno rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale di ciascun Paese e del diritto internazionale, e rinuncino all’uso o alla minaccia della forza?
4. Si sta adoperando per garantire che l’Azerbaigian si astenga da discorsi di odio discriminatori e ponga fine alle sue continue dichiarazioni incendiarie tese a svilire le cittadine e i cittadini armeni in Armenia e nella diaspora?
5. Fornisce alle oltre 100 000 persone profughe del Nagorno-Karabakh in Armenia aiuti umanitari, economici e psicologici in linea con la tradizione umanitaria e le possibilità finanziarie della Svizzera? Se sì, quali?
6. Sta perseguendo l’obiettivo di permettere un ritorno sicuro, volontario e sostenibile nel Nagorno-Karabakh di tutte le donne e di tutti gli uomini armeni che hanno dovuto abbandonare il loro territorio natale, per esempio sotto la protezione delle Nazioni Unite, e di aiutarli a condurre una vita libera da paure, intimidazioni e discriminazioni nella loro patria?
7. Sta collaborando attivamente affinché una missione dell’UNESCO abbia effettivamente accesso al Nagorno-Karabakh per documentare lo stato degli antichi siti cristiani e garantirne la conservazione? Se sì, in che modo?
8. Contribuisce con mezzi giuridici, economici e politici – in conformità con gli obblighi derivanti dal diritto internazionale pubblico – a porre fine alle violazioni di tale diritto da parte dell’Azerbaigian, in particolare per quanto riguarda l’uso della forza armata e il diritto dell’Armenia alla propria integrità territoriale?9. Sul piano diplomatico, ha reagito al fatto che 76 membri dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa provenienti da 26 Paesi, tra cui quattro membri svizzeri, sono stati appena banditi dall’Azerbaigian, considerato che questo Paese ospiterà la COP29 tra poche settimane?10. Approfitterà di questa conferenza, in uno spirito di pace ma anche di protezione dell’ambiente, per lanciare una o più iniziative volte a ridurre i conflitti regionali, compresa eventualmente una proposta svizzera di cooperazione nel settore idrico?

Stellungnahme des Bundesrates

1, 3, 4, 6, 8) La posizione del Consiglio federale sul conflitto tra Armenia e Azerbaigian rimane invariata: il diritto internazionale deve essere rispettato, il cessate il fuoco deve essere mantenuto e le controversie devono essere risolte per via negoziale (cfr. domande 24.7208, 23.7958).A livello bilaterale questa posizione è stata ribadita in occasione degli incontri tra il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e i suoi omologhi dei due Paesi nel settembre e nel novembre del 2023, e nel settembre del 2024. Gli stessi messaggi sono stati ripetuti a Berna durante i colloqui tra rappresentanti del DFAE e delle ambasciate di Armenia e Azerbaigian. In ambito multilaterale la Svizzera ha espresso il proprio punto di vista al Consiglio di sicurezza dell’ONU, all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), al Consiglio d’Europa e in una dichiarazione congiunta al Consiglio dei diritti umani. Ha inoltre ricordato l’obbligo di attuare le decisioni della Corte internazionale di giustizia e la necessità di rispettare l’integrità territoriale di Armenia e Azerbaigian. La Svizzera ha anche chiesto che venga fatto ogni sforzo per garantire che le persone costrette a fuggire dal Nagorno-Karabakh possano tornare nelle loro case in tutta sicurezza, se lo desiderano, e che i loro diritti siano protetti conformemente al diritto internazionale. 2) La questione delle persone detenute è oggetto di negoziati bilaterali tra Armenia e Azerbaigian. Il 7 dicembre 2023 ha avuto luogo uno scambio di prigionieri: 32 soldati armeni sono stati scambiati con 2 soldati azeri. Il DFAE ha accolto con favore questi sviluppi. Da parte sua, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) sostiene le operazioni del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) in Armenia e in Azerbaigian. Il CICR ha l’incarico di visitare i detenuti in Azerbaigian e di verificare che le loro condizioni di detenzione siano compatibili con il diritto internazionale. 5) Per sopperire ai bisogni delle persone che si sono rifugiate in Armenia nel 2023, il DFAE ha stanziato 1,5 milioni di franchi, suddivisi equamente tra il CICR, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e il Programma alimentare mondiale. Alle organizzazioni internazionali sono stati destinati altri contributi indiretti a sostegno di progetti per la scolarizzazione dei figli dei rifugiati e per la salute mentale e il benessere delle persone sfollate e rifugiate. Questi aiuti umanitari si aggiungono ai fondi per il Programma di cooperazione per il Caucaso meridionale 2022–2025 (en) di cui 16 milioni di franchi sono destinati all’Armenia. Di recente la DSC ha inoltre approvato un altro progetto da 1,35 milioni di franchi per l’integrazione socio-economica di rifugiati e popolazioni ospiti vulnerabili che vivono nelle aree rurali del Sud del Paese. 7) Il Consiglio federale attribuisce grande importanza alla conservazione dei beni culturali in situazioni di conflitto. Chiede il rispetto e l’applicazione del diritto internazionale per la protezione del patrimonio culturale della regione, in particolare della Convenzione dell’Aia (RS 0.520.3) e dei suoi protocolli aggiuntivi. Il DFAE continua a monitorare la situazione nella regione e sostiene l’invio di una missione dell’UNESCO. 9) Per la Svizzera l’esistenza di un elenco di persone non grate stilato dall’Azerbaigian e riguardante anche quattro parlamentari svizzeri è inaccettabile. Lo ha comunicato alle autorità dell’Azerbaigian e al Consiglio d’Europa, in occasione di una riunione dei delegati dei ministri. 10) La delegazione svizzera alla COP29 di Baku si concentra sui negoziati nell’ambito del clima, conformemente al mandato negoziale del Consiglio federale. La DSC sostiene progetti regionali nel Caucaso meridionale nei settori dell’adattamento ai cambiamenti climatici, dell’emancipazione economica delle donne, dell’arte e della cultura.