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24.3920 · Mozione · 2024-09-19

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di adeguare la legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPP) e l’ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (OPP 2), affinché il lavoro di cura non retribuito sia preso in considerazione e assicurato nella previdenza professionale mediante l’introduzione di accrediti per compiti educativi e assistenziali secondo le modalità seguenti.

  • gli accrediti per compiti educativi e assistenziali sono determinanti per la costituzione dell’avere di vecchiaia;

  • il loro importo è determinato secondo il modello applicato agli accrediti nell’AVS, i quali, in base agli articoli 29sexies e 29septies LAVS e alle disposizioni della relativa ordinanza, sono determinati rispettivamente per i figli e i familiari bisognosi di cure;

  • gli accrediti devono dipendere dal reddito e diminuire quando quest’ultimo aumenta;

  • il loro finanziamento deve avvenire in modo centralizzato attraverso una componente di ripartizione permanente passante per il fondo di garanzia. Questa componente deve essere garantita da una parte percentuale sulle prestazioni di libero passaggio di tutte le prestazioni di previdenza.

Begründung

Il riconoscimento del lavoro di educazione e di cura nel 2° pilastro permetterebbe di migliorare in modo concreto la situazione delle donne, poiché fornirebbe una soluzione al problema delle lacune pensionistiche che nel nostro Paese penalizza fortemente le donne rispetto agli uomini dal punto di vista finanziario. La ragione principale di queste lacune è la mancanza di protezione assicurativa per le persone che si occupano di familiari o figli e per questo non esercitano un’attività lucrativa a tempo pieno. Il collegamento al modello di accrediti per il calcolo della rendita dell’AVS permetterebbe alle persone con un reddito medio modesto, molte delle quali sono donne, di costituire un avere di vecchiaia più elevato e quindi di migliorare la propria previdenza.Il finanziamento dovrebbe avvenire attraverso il fondo di garanzia. Questo garantirebbe la solidarietà tra tutti gli assicurati. Grazie al collegamento proporzionale del finanziamento all’ammontare delle prestazioni di libero passaggio, i redditi inferiori verrebbero meno sollecitati. Il Consiglio federale è incaricato di presentare varianti con diversi livelli di partecipazione. Il finanziamento centralizzato attraverso il fondo di garanzia vincolerebbe tutti i settori a partecipare in egual misura ai costi e l’impostazione in percentuale permetterebbe di non gravare in modo eccessivo sulle persone con redditi inferiori.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

L’introduzione di accrediti per compiti educativi e per compiti assistenziali rappresenterebbe un elemento nuovo ed estraneo al sistema del 2° pilastro (cfr. il parere del Consiglio federale in risposta al postulato Piller Carrard 19.3268 «Migliorare la previdenza professionale per i lavoratori a tempo parziale»). Infatti, in virtù della Costituzione federale, la previdenza professionale serve ad assicurare i redditi delle persone esercitanti un’attività lucrativa. Non è dunque possibile assicurarvi attività non retribuite quali l’assistenza ai familiari e nemmeno coprire periodi senza attività lucrativa. L’attuazione di una misura come quella proposta richiederebbe una revisione della Costituzione federale per modificare le categorie di persone assicurate alla previdenza professionale e aggiungere nuove fonti di finanziamento. Inoltre, accrediti per compiti educativi e per compiti assistenziali sarebbero molto costosi e il loro finanziamento non potrebbe essere disciplinato con il sistema vigente, in particolare nel caso delle persone senza reddito da attività lucrativa e non affiliate ad alcuna cassa pensioni. Infatti, il finanziamento della previdenza professionale attraverso la costituzione di capitale è interamente decentralizzato nei singoli istituti di previdenza. Bisogna dunque partire dal presupposto che l’introduzione di accrediti come quelli proposti necessiterebbe di un meccanismo di compensazione estremamente complesso tra tutti gli istituti di previdenza. In caso di finanziamento tramite un sistema di ripartizione attraverso il fondo di garanzia LPP, le spese supplementari risulterebbero inevitabilmente molto elevate per tutti, datori di lavoro e dipendenti. Inoltre, nell’AVS gli accrediti per compiti educativi e per compiti assistenziali sono mere registrazioni nei conti individuali degli assicurati sotto forma di redditi fittizi. Senza contare che in molti casi contribuiscono soltanto in parte alla costituzione della rendita (unicamente nella misura in cui la rendita massima non è stata raggiunta attraverso i contributi e considerato che la limitazione della somma delle rendite per coniugi ha un effetto moderatore). Nella previdenza professionale, invece, questi accrediti sarebbero interamente parti costitutive di rendite che devono essere versate a vita (senza gli aspetti moderatori presenti nell’AVS) e ciò necessiterebbe di contributi supplementari elevati a carico delle imprese e degli assicurati attivi. Una misura come quella proposta presenterebbe altresì l’inconveniente di produrre nuovi finanziamenti trasversali problematici: per esempio, persone con salari modesti e senza figli dovrebbero cofinanziare gli accrediti o i supplementi di rendita di persone benestanti e con figli. Accrediti che diminuiscono con l’aumento del reddito avrebbero inoltre un effetto controproducente perché costituirebbero un incentivo a ridurre il grado d’occupazione. Dopo la bocciatura in votazione popolare della riforma LPP è previsto di prendere contatto con i principali attori della previdenza per fare il punto della situazione sulle loro priorità e determinare quali misure suscettibili di raccogliere una maggioranza potrebbero permettere di migliorare la previdenza professionale, in particolare per le persone che lavorano a tempo parziale, conseguono salari bassi o sono impiegate presso più datori di lavoro.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.