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24.3949 · Mozione · 2024-09-23

Dipartimento di giustizia e polizia

Pianificato nel Consiglio degli Stati

Wortlaut

Il Consiglio federale è esortato a introdurre le necessarie modifiche di legge affinché i migranti la cui procedura d’asilo è svolta in Svizzera non godano di una posizione migliore (in particolare in termini di alloggio, accesso alle cure mediche, procedura alla frontiera e prestazioni sociali) rispetto ai migranti la cui procedura è svolta alle frontiere esterne di Schengen/Dublino.

Begründung

Nella politica d’asilo, i paletti sono sbagliati da anni. Il sistema è al collasso. Lo hanno riconosciuto anche gli Stati membri dell’UE, che di recente hanno quindi adottato il Patto sull’asilo. Le nuove regole europee in materia d’asilo implicano anche ripercussioni per la Svizzera, che è tenuta a rispettarle in virtù degli accordi di Schengen e Dublino. Il Patto sull’asilo prevede per la prima volta procedure alle frontiere esterne di Schengen per i migranti con poche probabilità di essere ammessi. L’obiettivo è impedire la prosecuzione del viaggio ed espellere i migranti direttamente dai centri alla frontiera. La Svizzera deve impedire la migrazione illegale ed evitare un effetto di attrazione. È pertanto indispensabile adeguare il diritto svizzero stabilendo che i richiedenti che presentano una domanda d’asilo in Svizzera non godono di una posizione migliore di quelli che entrano alla frontiera esterna. Questo vale non solo per la procedura, ma anche per l’alloggio, le cure mediche e le prestazioni sociali. Solo così è possibile impedire che la Svizzera resti una destinazione degli immigrati illegali. Chi cerca protezione continuerà a riceverla.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il 14 agosto 2024, il Consiglio federale ha approvato il recepimento, fatto salvo l’adempimento dei requisiti costituzionali, delle parti del Patto UE sulla migrazione e l’asilo notificate dall’UE quali sviluppi dell’acquis di Schengen/Dublino, che il nostro Paese è tenuto a recepire conformemente all’Accordo di associazione a Schengen/Dublino. Uno dei principali obiettivi di questa riforma è ridurre la migrazione secondaria irregolare all’interno dell’Europa e quindi anche in Svizzera. Tra le misure previste occorre segnalare una nuova procedura di accertamento (screening), che permetterà di identificare le persone che entrano illegalmente e sottoporle a controlli di sicurezza e sanitari, nuove regole per la cooperazione e le procedure Dublino nonché la revisione e l’ampliamento della banca dati Eurodac. Per quanto riguarda le normative menzionate nella mozione, come le procedure svolte alle frontiere esterne dell’UE, la Svizzera non è obbligata a recepirle in quanto non costituiscono sviluppi dell’acquis di Schengen/Dublino. Il Consiglio federale si adopera già da anni a livello europeo per armonizzare, entro le possibilità giuridiche, i sistemi e gli standard d’asilo al fine di ridurre gli incentivi alla migrazione secondaria irregolare. Sia la Svizzera che l’UE sono determinate a contrastare questo tipo di migrazione, pertanto il Consiglio federale sostiene l’idea generale sostenuta nella presente mozione. Per contro, non è nell’interesse della Svizzera recepire direttamente nella sua legislazione in materia d’asilo normative che vanno oltre quanto previsto dall’associazione a Schengen/Dublino. Gli Stati membri dell’UE dispongono di due anni per attuare le modifiche della procedura d’asilo proposte nel Patto sulla migrazione e l’asilo, che la Svizzera non recepirà in quanto non rilevanti per Schengen/Dublino. Per le persone che presentano una domanda d’asilo alle sue frontiere esterne Schengen (ossia agli aeroporti internazionali di Zurigo e di Ginevra), la Svizzera applica già una procedura efficace e collaudata che include una procedura d’asilo e una di ritorno. Come quelle nuove alle frontiere UE, anche questa procedura mira a trattare il più rapidamente possibile questa categoria di domande d’asilo. Il Consiglio federale non ritiene al momento necessari adeguamenti in questo ambito. Per gli altri settori citati (alloggio, cure mediche, prestazioni sociali) non è ancora possibile valutare se la nuova prassi dell’UE si scosterà dalla nostra prassi nazionale tanto da avere ripercussioni negative per la Svizzera. Il Consiglio federale è tuttavia disposto a esaminare, a tempo debito, la necessità di modifiche legislative.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.