24.3986 · Interpellanza · 2024-09-25
Dipartimento delle Finanze
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Dopo mesi di lavoro, il gruppo di esperti incaricato di correggere il bilancio della Confederazione ha presentato un rapporto incentrato soprattutto sulle uscite e che propone tagli, mettendo così in discussione il concetto di Svizzera solidale.
Al contempo sono stati del tutto ignorati il potenziale e l’importanza delle entrate.
Il gruppo di esperti ha perso l’opportunità di rendere le grandi imprese e i ricchi partecipi degli obblighi della società svizzera.
Non sono stati né abrogati gli sgravi palesemente ingiusti a favore di imprese e azionisti, né è stata considerata l’allarmante questione della ricchezza sempre più concentrata nelle mani di pochi individui che mette in discussione i principi della Costituzione federale.
Al fine di poter presentare un’alternativa alle proposte del gruppo di esperti, il Consiglio federale è pertanto invitato a fornire le cifre e a rispondere alle domande seguenti:
Quanto frutterebbe l’abolizione della deducibilità fiscale per le imprese?
Quante maggiori entrate genererebbe l’attuazione dell’imposta sulle transazioni finanziarie attraverso l’adeguamento e la correzione delle tasse di emissione e di negoziazione?
Quante entrate fiscali supplementari frutterebbe la reintroduzione dell’imposta federale dello 0,1 per cento sul capitale?
Quali sarebbero le ripercussioni di un aumento dal 78,8 all’83 per cento della quota a carico della Confederazione nel quadro della riforma fiscale e del finanziamento dell’AVS (RFFA)?
Quante maggiori entrate frutterebbe aumentare al 50 per cento la quota dell’imposta integrativa (imposizione minima OCSE) spettante alla Confederazione?
Quanto frutterebbe alle casse della Confederazione e all’AVS l’abrogazione dell’imposizione privilegiata dei dividendi (riforma II dell’imposizione delle imprese)?
Quante maggiori entrate genererebbe introdurre un’imposta federale sulla sostanza con un’aliquota pari all’uno per mille?
Quante maggiori entrate genererebbe aumentare dell’1 per cento l’aliquota dell’imposta federale diretta per le imprese?
Quante maggiori entrate frutterebbe l’abolizione del segreto bancario?
Stellungnahme des Bundesrates
Il gruppo di esperti indipendente non ha esaminato soltanto tutti i sussidi e le uscite della Confederazione comprese le agevolazioni fiscali, ma, come da incarico, anche una variante che include misure sul fronte delle entrate. Tuttavia, il Consiglio federale condivide il parere del gruppo di esperti, secondo cui occorre intervenire principalmente sulle uscite, soprattutto perché i deficit strutturali previsti non sono dovuti a una crescita delle entrate troppo contenuta, ma a un aumento delle uscite troppo marcato. Le uscite continuerebbero a crescere fortemente nonostante le misure di sgravio. Ciononostante, nel pacchetto di sgravio il Consiglio federale ha integrato anche misure sul fronte delle entrate. L’Esecutivo tiene però a precisare che, a prescindere dalla verifica dei compiti e dal riesame dei sussidi, diverse importanti misure sul fronte delle entrate sono già state decise o previste, quali ad esempio l’aumento dell’imposta sul valore aggiunto per finanziare la 13a mensilità AVS dal 2026 (ca. fr. 1,9 mia. nel 2026 e ca. fr. 2,6 mia. nel 2030) e l’imposizione minima dell’OCSE, introdotta dal Consiglio federale nel 2024 e che per le grandi imprese attive a livello internazionale potrebbe comportare un onere fiscale annuo supplementare fino a 3,5 miliardi di franchi.
Segue una stima approssimativa delle misure proposte dall’autrice dell’interpellanza, per quanto i dati disponibili lo consentano. Le stime non tengono conto dei cambiamenti di comportamento che porterebbero a una diminuzione del gettito fiscale, in particolare delle imposte rilevanti per la piazza economica. Va anche considerato che le misure 3, 7 e 8 richiederebbero una modifica della Costituzione federale (Cost.). Qualora la misura 5 venisse attuata senza sostituire l’ordinanza con delle disposizioni di legge, le disposizioni transitorie dell’articolo 129a Cost. continuerebbero a rimanere in vigore e andrebbero quindi adeguate di conseguenza.
1. Dato che la statistica relativa alle imposte federali non fornisce informazioni sulle imposte cantonali sull’utile e sul capitale, anch’esse fiscalmente deducibili, si deve stimare l’onere effettivo dell’imposta sull’utile a tutti i livelli statali. Prendendo come base le entrate dell’imposta sull’utile a consuntivo (fr. 14,5 mia.), nel 2023 le maggiori entrate sarebbero ammontate a circa 2,5 miliardi di franchi; di questi, il 78,8 per cento sarebbe spettato alla Confederazione e il 21,2 per cento ai Cantoni. Tuttavia, queste maggiori entrate verrebbero in parte compensate da minori entrate dall’imposta integrativa (imposizione minima OCSE).
2. Il 9 ottobre 2024 il Consiglio federale ha adottato il rapporto in adempimento al postulato Rieder 21.3440 «Finanziare l’AVS mediante una tassa sulle transazioni finanziarie». Il rapporto contiene stime sulle maggiori entrate derivanti da diverse misure relative alla tassa d’emissione e di negoziazione.
3. Nella sua risposta all’interpellanza Badran 24.3291, sulla base dei dati della statistica delle imposte federali del 2020, il Consiglio federale ha stimato a circa 3 miliardi di franchi le entrate ricorrenti di un’imposta sul capitale federale con un’aliquota dello 0,1 per cento. Esso ha inoltre fatto presente che con l’introduzione di un’imposta federale sul capitale la Confederazione e i Cantoni vedrebbero diminuire le entrate derivanti dall’imposta sull’utile e dall’imposta integrativa.
4. Prendendo come base le entrate dell’imposta federale diretta a consuntivo per il 2023 (fr. 27,8 mia.), ridurre la quota dei Cantoni dal 21,2 al 17 per cento porterebbe alla Confederazione maggiori entrate ricorrenti a scapito dei Cantoni. Nel 2023 tali maggiori entrate sarebbero ammontate a poco meno di 1,2 miliardi di franchi.
5. Secondo il preventivo 2025 con piano integrato dei compiti e delle finanze (PICF) 2026–2028, stando alle stime attuali dal 2026 la quota del 25 per cento dovrebbe portare alla Confederazione entrate annue supplementari pari grosso modo a 400 milioni di franchi. Sulla base di questa stima, un innalzamento della quota al 50 per cento aumenterebbe le entrate della Confederazione di 400 milioni e ridurrebbe quelle dei Cantoni dello stesso importo. Dal 2027 a ciò si aggiungeranno le entrate provenienti dalla regola di inclusione del reddito («income inclusion rule», IIR), che dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2025 e fruttare maggiori entrate comprese tra 500 milioni e 1 miliardo di franchi a partire dal 2027. Secondo la chiave di ripartizione prevista, nelle casse della Confederazione confluirebbero 125–250 milioni di franchi. Tuttavia, un aumento della quota spettante alla Confederazione inciterebbe maggiormente i Cantoni a garantire l’imposizione minima tramite aumenti d’imposta mirati. Dato che influenzerebbe la politica fiscale, è difficile prevedere se l’aumento proposto porterebbe a un incremento o a una diminuzione delle entrate per la Confederazione.
6. L’Amministrazione federale delle contribuzioni non dispone di dati attuali sull’ammontare degli utili distribuiti determinanti ai fini dell’imposizione parziale né sul loro onere fiscale.
7. Secondo la statistica sulla sostanza imponibile complessiva in Svizzera, nel 2020 il totale netto dei beni imponibili nel nostro Paese è ammontato a 2265 miliardi di franchi. Con un’aliquota d’imposta pari all’1 per mille, in teoria nel 2020 un’imposta federale sulla sostanza avrebbe generato entrate ricorrenti pari a 2,265 miliardi di franchi.
8. Prendendo come base le entrate dell’imposta federale diretta delle persone giuridiche a consuntivo (fr. 14,5 mia.), nel 2023 aumentare di un punto percentuale l’aliquota dell’8,5 per cento all’8,585 per cento avrebbe, in teoria, prodotto maggiori entrate stimate a circa 130 milioni di franchi, mentre un aumento dell’aliquota dall’8,5 al 9,5 per cento avrebbe, sempre in teoria, generato maggiori entrate di circa 1,6 miliardi di franchi. Queste ultime sarebbero però state in parte compensate da minori entrate dall’imposta integrativa.
9. Come già esposto dal Consiglio federale nei pareri all’interpellanza Badran 24.3291 e al postulato Gysi 24.3690, abolire il segreto bancario per i clienti svizzeri nei confronti delle autorità fiscali nazionali con l’introduzione dello scambio automatico di informazioni (SAI) in Svizzera potrebbe comportare maggiori entrate in ambito di imposta sul reddito e sulla sostanza. Tuttavia, la Confederazione non dispone dei dati necessari per desumerne le ripercussioni finanziarie; bisognerebbe inoltre tenere conto degli effetti sull’imposta preventiva.