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24.4011 · Interpellanza · 2024-09-25

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

  1. Come giustifica il Consiglio federale la priorità accordata all’energia nucleare nonostante i costi incalcolabili della costruzione di nuove centrali e l’elevato finanziamento statale richiesto, che potrebbero ostacolare il potenziamento urgente delle energie rinnovabili?

  2. Come giustifica il Consiglio federale la decisione di consentire la costruzione di nuove centrali nucleari, visto l’alto livello di accettazione delle energie rinnovabili da parte dell’opinione pubblica, in particolare dell’energia solare ricavata da impianti installati sugli edifici, e in considerazione della polarizzazione creatasi invece nella società nei confronti dell’energia nucleare?

  3. Nel mondo non esiste ancora una centrale nucleare finanziata privatamente. Anche in Svizzera non c'è interesse a costruire una nuova centrale nucleare, a meno che lo Stato non partecipi al suo finanziamento. Come possiamo quindi parlare della costruzione di nuove centrali nucleari senza interrogarci sui costi?

  4. Perché si pensa che l’energia nucleare possa essere la soluzione se la scienza dimostra invece chiaramente che la Svizzera può raggiungere i suoi obiettivi di approvvigionamento elettrico per il 2035 anche senza questo tipo di energia e senza grandi centrali a combustibili fossili?

  5. Come giustifica il Consiglio federale la costruzione di nuove centrali nucleari in tempi di misure di risparmio, dato che gli studi indicano che i costi a lungo termine della costruzione degli impianti, della prevenzione degli incidenti e dello smaltimento delle scorie nucleari sono molto più alti rispetto alle stime iniziali, rendendo così l’energia nucleare meno conveniente delle energie rinnovabili?

Begründung

Diversi studi scientifici dimostrano che i costi di costruzione delle centrali nucleari aumentano notevolmente rispetto a quanto preventivato e sono spesso imprevedibili a causa dei ritardi, delle frequenti modifiche al progetto e dei requisiti di sicurezza sempre più severi. Fattori «soft» imprevedibili, come le modifiche alla pianificazione e alla struttura, possono far lievitare notevolmente i costi. Ciò comporta un elevato onere finanziario che, in ultima analisi, verrebbe sostenuto dallo Stato, frenando pertanto il potenziamento delle energie rinnovabili, che sono però più efficienti dal punto di vista dei costi.

Inoltre, gli studi dimostrano che sul lungo periodo i costi di smaltimento delle scorie nucleari potrebbero rivelarsi molto più alti di quanto inizialmente ipotizzato, il che mette ulteriormente in discussione la sostenibilità economica del nucleare. Questi costi imprevisti vengono scaricati sulle generazioni future. Attraverso il potenziamento delle energie rinnovabili la Svizzera può raggiungere obiettivi di approvvigionamento elettrico ambiziosi - completamente senza il nucleare. Questo dimostra che l’energia nucleare non è necessaria per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento.

Stellungnahme des Bundesrates

1. La questione della revoca del divieto di costruzione di nuovi impianti non riguarda la priorità dell’energia nucleare rispetto alle energie rinnovabili e nemmeno uno specifico progetto di nuova costruzione. Il Consiglio federale sostiene piuttosto l’apertura alle tecnologie nel settore della produzione di energia elettrica e intende facilitare una discussione di fondo su eventuali nuove centrali nucleari. Se il Parlamento ed eventualmente l’elettorato approveranno questo approccio, i fornitori di energia elettrica potranno prendere in considerazione la costruzione di centrali nucleari per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento. Il Consiglio federale sostiene un’apertura alle tecnologie tenuto conto dell’obiettivo della neutralità climatica a partire dal 2050, della maggiore criticità sul fronte dell’approvvigionamento energetico in Europa, del maggiore fabbisogno di elettricità in futuro (come conseguenza della crescita demografica e della decarbonizzazione) e delle incertezze relative all’espansione delle energie rinnovabili. Grazie alla produzione di energia di banda a basse emissioni di CO2, l’energia nucleare ha il potenziale per contribuire in modo significativo al raggiungimento della neutralità climatica. 2. L’opinione pubblica in merito alle varie forme di energia è molto eterogenea e muta nel tempo. Mentre l’energia solare sugli edifici gode di un alto consenso, l’energia eolica e, in alcuni casi, l’energia idroelettrica sono confrontate con molte più difficoltà. Anche i progetti relativi all’offensiva solare incontrano resistenze. Il grado di accettazione dell’energia nucleare dipende anche dal fatto se, ad esempio, la sicurezza dell’approvvigionamento può essere garantita solo con le energie rinnovabili. 3. La costruzione delle centrali nucleari esula dalla competenza della Confederazione. I quattro reattori ancora in funzione sono stati finanziati senza mezzi federali e attualmente il loro esercizio è redditizio. La possibilità che l’esercizio di futuri reattori possa avvenire senza aiuti statali dipende, da un lato, dai futuri costi di costruzione e, dall’altro, dall’andamento a lungo termine dei prezzi dell’elettricità in Europa. 4. In caso di costruzione di nuove centrali nucleari, l’orizzonte temporale preso in considerazione non è quello fino al 2035, bensì quello successivo. Entro il 2050 il sistema energetico dovrà essere completamente indipendente dai combustibili fossili e l’obiettivo delle emissioni nette di CO₂ pari a zero dovrà essere raggiunto. Tutto ciò comporta grandi sfide. 5. Il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di sottoporgli un progetto da porre in consultazione per un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Energia elettrica in ogni tempo per tutti (Stop al blackout)» che preveda la revoca del divieto di rilascio di un’autorizzazione di massima per le centrali nucleari nella legge sull’energia nucleare. Ciò dovrebbe rilanciare il dibattito sull’approvvigionamento elettrico a lungo termine.Se e quando verranno costruite nuove centrali nucleari in Svizzera dipende da molti fattori, che saranno chiariti solo a medio termine. Il principio di causalità è sancito dalla legge sull’energia nucleare (LENu; RS 732.1): l’esercente di un impianto nucleare è responsabile, anche sul piano finanziario, della prevenzione degli incidenti (art. 5 LENu) e dello smaltimento delle scorie radioattive (art. 31 LENu).