Crimini di odio anti-LGBTIQ in aumento. In che modo il Consiglio federale intende sostenere i servizi di aiuto alle vittime?
24.4022 · Interpellanza · 2024-09-25
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Le associazioni Pink Cross, LOS e TGNS hanno istituito un servizio telefonico di emergenza, che permette di segnalare i crimini o i reati subiti in quanto persone LGBTIQ+ e di ricevere consulenza («LGBTIQ-Helpline»). Nel 2023, sono stati segnalati 305 crimini di odio anti-LGBTIQ, più del doppio rispetto al 2022 (134). Un terzo delle persone desiderava anche ricevere consulenza dalla Helpline, sia perché ripone fiducia nel servizio, sia perché i servizi ufficiali, cantonali o federali, che si rivolgono specificatamente alle persone LGBTIQ+ sono troppo spesso carenti.
Nel suo parere in risposta al postulato 20.3820, Il Consiglio federale aveva già riconosciuto il problema.
Nonostante ciò questi crimini non stanno diminuendo, anzi!
Secondo il «Crime Survey 2022» della Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera, circa un terzo delle persone LGBTIQ ha subito un crimine di odio negli ultimi cinque anni. Il 6 per cento delle persone trans e intersessuali e il 4 per cento delle persone omosessuali e bisessuali sono state aggredite fisicamente.
Persone appositamente formate e sensibilizzate sono è un requisito fondamentale per il successo di una LGBTIQ-Helpline, poiché è importantissimo che le vittime possano riporre fiducia in questo servizio. Un servizio di questo tipo dovrebbe quindi essere garantito in tutto il territorio: per raggiungere questo obiettivo, le associazioni che lo forniscono avranno bisogno di aiuti finanziari.
Pongo quindi al Consiglio federale le seguenti domande:
Come affronta la questione dei crimini di odio contro le persone LGBTIQ e come intende frenare l’aumento dei casi?
A quali servizi ufficiali di consulenza specializzata possono rivolgersi le vittime di crimini di odio anti-LGBTIQ? Esiste un servizio di questo tipo che opera in tutto il territorio svizzero?
È disponibile una raccolta dei dati statistici relativi ai crimini di odio registrati dai diversi servizi di segnalazione (sia pubblici che della società civile) al fine di avere una visione d’insieme, soprattutto per quanto riguarda il numero, la forma, i gruppi interessati e l’evoluzione dei reati? In quale misura il Consiglio federale potrebbe assicurarsi dell’esistenza di un monitoraggio nazionale dei crimini di odio?
La LGBTIQ-Helpline ha dimostrato la sua utilità sia per le vittime che per il monitoraggio di questi crimini. Purtroppo difficilmente la sua attività potrà essere estesa o anche solo proseguita senza un aiuto finanziario adeguato. Il Consiglio federale potrebbe prendere in considerazione un sostegno finanziario per un tale servizio d’interesse nazionale?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale condanna i crimini di odio e gli atti di violenza contro le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuali e non binarie (persone LGBTIQ). Per proteggere e sostenere le persone LGBTIQ vittime di crimini di odio e di violenza, devono essere elaborate misure di sensibilizzazione, prevenzione e monitoraggio a complemento delle norme penali. Il piano d’azione in adempimento del postulato Barrile 20.3820 «Piano d’azione nazionale contro i crimini di odio anti-LGBTQ», attualmente in fase di elaborazione, mira a ridurre le violenze motivate dall’odio e dall’ostilità verso queste persone e sarà sottoposto al Consiglio federale nel secondo semestre del 2025.2. Le persone LGBTIQ la cui integrità fisica, psichica o sessuale è stata direttamente lesa a causa di un reato possono rivolgersi ai consultori di aiuto alle vittime operativi in tutti i Cantoni. In conformità alla legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati (LAV; RS 312.5), i Cantoni tengono conto dei bisogni particolari delle diverse categorie di vittime (art. 9 cpv. 1), tra cui le persone LGBTIQ.3. La rilevazione di dati sui crimini di odio e sugli altri atti di violenza contro le persone LGBTIQ è molto limitata (rapporto del Consiglio federale in adempimento del postulato Reynard 16.3961; Crime Survey 2022 su www.kkpks.ch > Informations) e al momento non costituisce una vera e propria raccolta aggregata di dati statistici. Inoltre, la maggior parte delle statistiche sui crimini di odio e sulla violenza non contemplano l’orientamento sessuale, l’identità di genere o le caratteristiche sessuali. Nel rapporto in adempimento del postulato Marti Samira 19.3064 «Rapporto comparativo sulla salute delle persone LGB» e nel parere in risposta al succitato postulato Barrile 20.3820, il Consiglio federale ha riconosciuto l’importanza di migliorare la raccolta di dati e il monitoraggio. Questo punto sarà esaminato nell’ambito dell’elaborazione del suddetto piano d’azione, in collaborazione con i Cantoni e i Comuni.4. È principalmente responsabilità dei Cantoni offrire prestazioni di aiuto e di consulenza alle vittime e di garantirne il finanziamento permanente. Per tenere conto dei bisogni particolari di una specifica categoria di vittime (art. 9 cpv. 1 LAV), i Cantoni hanno la possibilità di istituire a livello cantonale o in comune con altri Cantoni un consultorio specializzato nel sostegno alle vittime (art. 9 cpv. 2 LAV). I Cantoni hanno anche la possibilità di stipulare una convenzione sulle prestazioni con una struttura privata specializzata. Un miglioramento dell’accoglienza e della presa a carico delle persone LGBTIQ vittime di crimini di odio e di atti di violenza sarà esaminato nell’ambito del piano d’azione summenzionato.