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24.4076 · Interpellanza · 2024-09-26

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Dalla risposta del Consiglio federale alla mia domanda 24.7523 si evince che una quota minima di superfici per la promozione della biodiversità (SPB) pari al 3,5 % sulla superficie campicola avrebbe contribuito a colmare le lacune in termini di spazi vitali naturali ecologicamente pregiati sulla superficie campicola, permettendo così di garantire servizi ecosistemici importanti per la produzione di derrate alimentari.

Alla domanda 24.7500 il Consiglio federale ha risposto che a partire dal 2028 il contributo per l’interconnessione e quello per la qualità del paesaggio saranno accorpati in un unico contributo per la biodiversità regionale e la qualità del paesaggio.

Nel Rapporto agricolo 2023 si legge che in tutte le zone la quota media di SPB rispetto alla superficie agricola utile (SAU) si è attestata al 17,6 % (senza computo degli alberi).

Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.

  1. A quanto ammonta la quota di SPB rispetto alla SAU nelle zone di pianura, collinare e di montagna (senza computo degli alberi)?

  2. A quanto ammonta tale quota sulla superficie campicola?

  3. Attualmente le SPB sono situate in modo proporzionale laddove la biodiversità sulla SAU è al minimo? In caso negativo, perché?

  4. Attualmente le SPB sono situate in modo proporzionale laddove la biodiversità sulla SAU è più necessaria per proteggere i servizi ecosistemici al fine di mantenere la sicurezza dell’approvvigionamento? In caso negativo, perché?

  5. Quando si sente dire che i contadini delimitano volontariamente più SPB rispetto a quanto prescritto dalla legge, bisogna dedurre che non vengono remunerati o non vengono remunerati in modo equo per queste loro prestazioni?

  6. Il nuovo contributo frutto del suddetto accorpamento concorrerà a promuovere la biodiversità laddove attualmente è al minimo o dove è più necessaria per garantire le nostre basi vitali? In caso negativo, perché?

  7. Cosa ne sarà dei contributi per la qualità? Verranno mantenuti e la Confederazione provvederà a colmare le lacune cui si fa riferimento nella domanda 24.7523?

Stellungnahme des Bundesrates

1. La quota di superfici per la promozione della biodiversità (SPB) rispetto alla superficie agricola utile, senza computo degli alberi, nel 2023 è stata la seguente:
zona di pianura: 13,5 per cento
zona collinare: 14,7 per cento
zona di montagna I: 13,9 per cento
zona di montagna II: 19,7 per cento
zona di montagna III: 32,2 per cento
zona di montagna IV: 45,6 per cento

2. Non esiste una definizione precisa di regione campicola. Tuttavia, poiché la maggior parte delle superfici coltive si trova nella regione di pianura (zona di pianura e collinare), la rispettiva quota di SPB è una buona approssimazione. Se si parla di superficie coltiva (colture campicole, incl. prati temporanei), nel 2023 la quota rappresentata dalle SPB specifiche sulle superfici coltive (maggesi fioriti e da rotazione, strisce su superficie coltiva e fasce di colture estensive in campicoltura) e dalle strisce per organismi utili ammontava all'1,3 per cento del totale della superficie coltiva. Se si parla di superficie coltiva aperta (solo colture campicole, escl. prati temporanei), invece, la quota era dell’1,9 per cento.

3. e 4. Dal profilo quantitativo a livello nazionale ci sono abbastanza SPB per preservare la biodiversità. Tuttavia, conformemente alla definizione di qualità degli Obiettivi ambientali per l’agricoltura nel settore della biodiversità, la qualità di molte superfici è insufficiente. In alcuni casi, le SPB non sono nemmeno situate in luoghi in cui possono avere un impatto ottimale in termini di servizi ecosistemici per la sicurezza dell'approvvigionamento. Il programma di monitoraggio ALL-EMA, la valutazione dei contributi per la biodiversità effettuata nel 2019 e le più recenti pubblicazioni scientifiche mostrano che ci sono lacune nella promozione della biodiversità soprattutto nella regione di pianura e nella campicoltura. Sono in particolare le SPB sulle superfici coltive che contribuiscono a fornire servizi ecosistemici per una sicurezza dell'approvvigionamento a lungo termine. Spesso, però, sono percepite come una fonte di concorrenza alla produzione alimentare e di rischio di infestazione da malerbe e pertanto sono impiantate relativamente di rado. In conclusione, accogliendo la mozione 22.3819 Accantonare la nuova misura del 3,5 per cento di superfici per la promozione della biodiversità sulla superficie coltiva aperta, il legislatore ha rinunciato a includere nella prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER) un obbligo di una superficie minima di SPB sulla superficie coltiva.

5. Nel 2023 a livello nazionale il 19,6 per cento della superficie agricola utile è stata gestita come SPB (con computo degli alberi); si tratta di oltre 12 punti percentuali in più rispetto a quanto richiesto dalla PER, che è il presupposto per i pagamenti diretti. Per la gestione di queste superfici sono versati contributi per la biodiversità. Si può quindi ritenere che l'incentivo finanziario sia sufficiente.

6. e 7. L’accorpamento dei progetti per la biodiversità regionale e la qualità del paesaggio mira a ridurre il dispendio amministrativo per le aziende agricole e a livello esecutivo. Per migliorare l'impatto dei progetti, i Cantoni hanno anche l'opportunità di orientare maggiormente la promozione della biodiversità ai potenziali specifici a livello regionale. Congiuntamente al settore agricolo, gli incentivi possono essere impostati in modo da rafforzare la qualità delle SPB e tenere maggiormente conto dei criteri di localizzazione, senza dover ampliare la superficie. Attualmente l'UFAG sta elaborando le condizioni quadro per l’accorpamento dei progetti e dei contributi esistenti. I contributi per la qualità verranno mantenuti.