24.4080 · Mozione · 2024-09-26
Dipartimento di giustizia e polizia
Pianificato nel Consiglio nazionale
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di
non accordare più in maniera generalizzata l’ammissione provvisoria ai richiedenti l’asilo afghani respinti, bensì di esaminare concretamente in ogni singolo caso se l’allontanamento verso l’Afghanistan davvero non è ammissibile, possibile o ragionevolmente esigibile e di fornire ogni volta una motivazione concreta;
esaminare immediatamente in maniera mirata per tutti gli afghani ammessi provvisoriamente se le condizioni per l’ammissione provvisoria sono ancora soddisfatte.
Begründung
Da quattro anni la maggior parte dei richiedenti l’asilo proviene dall’Afghanistan, circa 8000 solo nel 2023. Da anni tutti gli afghani sono ammessi provvisoriamente, senza distinzioni. L’ammissione provvisoria è quindi diventata un «mini asilo». Dal cambio di prassi della SEM del 17 luglio 2023 il 98 per cento delle cittadine afghane ottiene addirittura lo statuto di rifugiato. Dinanzi a tale percentuale non si può certo più parlare di esame individuale. La SEM giustifica l’ammissione provvisoria generalizzata di tutti gli afghani adducendo che il loro allontanamento non è ammissibile, possibile o (secondo la motivazione standard) ragionevolmente esigibile. Nelle decisioni la SEM non motiva mai l’ammissione provvisoria riferendosi concretamente al singolo caso, bensì di norma si limita a rinviare in generale al fatto che alla luce della situazione generale l’allontanamento non è al momento ragionevolmente esigibile. È incomprensibile che ancora oggi la SEM ammetta provvisoriamente in maniera generalizzata tutti gli afghani respinti e che da tempo non riesamini questo statuto. Infatti da due anni in Afghanistan non vi è più alcuna guerra, guerra civile o violenza generalizzata. Da analisi della situazione in loco è risultato che attualmente la vita in Afghanistan è sicura come non lo era da decenni (NZZ del 12.09.2023). Poco dopo la loro presa di potere, i Talebani hanno decretato un’amnistia generale per tutte le persone che avevano collaborato con il precedente governo. Da mesi migliaia di afghani fuggiti ritornano in patria dalla Turchia, dal Pakistan e dall’Iran, Paesi che hanno concluso accordi di riammissione con l’Afghanistan. Un reportage tedesco ha addirittura scoperto che migliaia di «rifugiati» afghani trascorrono le vacanze in patria, dove si presume siano perseguitati (NZZ del 15.08.2024). Ciononostante la Svizzera continua ad accordare indistintamente a tutti gli afghani l’ammissione provvisoria. Occorre correggere rapidamente questa prassi e ritornare a un esame concreto dell’ammissione provvisoria nel singolo caso.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) è responsabile di applicare in maniera conforme alle regole la legislazione nel settore dell’asilo e la Convenzione sullo statuto dei rifugiati (RS 0.142.30). Per adempiere questo mandato legale, analizza attentamente la situazione in Afghanistan, aggiorna i suoi pertinenti rapporti e se necessario adegua la sua prassi in materia di asilo e allontanamento. Conformemente alla giurisprudenza del Tribunale amministrativo federale (TAF), prima della presa di potere dei talebani l’esecuzione dell’allontanamento era considerata ragionevolmente esigibile unicamente nelle città di Kabul, Herat e Mazar-i-Sharif, e soltanto in presenza di circostanze particolarmente favorevoli. L’ 11 agosto 2021 la SEM ha sospeso fino a nuovo ordine l’esecuzione degli allontanamenti verso l’Afghanistan. Dopo un’analisi completa delle circostanze in Afghanistan è giunta alla conclusione che dalla presa di potere da parte dei talebani nell’agosto 2021 la situazione in loco si è deteriorata in molti ambiti e che di norma l’esecuzione dell’allontanamento non è ragionevolmente esigibile. Fanno eccezione le persone che hanno commesso reati gravi e sono state condannate a una pena detentiva di lunga durata oppure che costituiscono una minaccia per la sicurezza interna o esterna della Svizzera (cfr. art. 83 cpv. 7 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione [LStrI]; RS 142.20). La situazione generale in materia di sicurezza è nel frattempo migliorata in Afghanistan. La giurisprudenza del TAF impone tuttavia di considerare anche altri fattori, ossia la situazione economica, sociale e medica in loco, per determinare se l’esecuzione dell’allontanamento è ragionevolmente esigibile. Attualmente la SEM analizza in maniera approfondita la situazione in loco, focalizzandosi sulla situazione socio-economica, che resta difficile. Si fonderà su questi risultati per decidere se ordinare di nuovo l’esecuzione degli allontanamenti verso l’Afghanistan o se mantenere lo statu quo.In linea di massima la SEM esamina periodicamente se le condizioni per un’ammissione provvisoria sono ancora adempiute. Se non lo sono, revoca l’ammissione provvisoria e ordina l’esecuzione dell’allontanamento. Alla luce delle considerazioni precedenti, continua a non apparire opportuno verificare se ogni cittadino afghano ammesso provvisoriamente continua ad adempiere le condizioni previste.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.