Nuovi approcci nella politica d'asilo. Delocalizzare le procedure d'asilo in Paesi terzi, limitare la migrazione illegale e offrire prospettive ai richiedenti l'asilo
24.4127 · Interpellanza · 2024-09-26
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
1. Il Consiglio federale è consapevole che il malcontento della popolazione riguardo alla politica d’asilo non fa che aumentare, in particolare a causa della criminalità dilagante tra i richiedenti, dei costi fuori controllo e del fatto che spesso i richiedenti l’asilo godono di maggiore sostegno rispetto agli svizzeri bisognosi? 2. È anch’esso del parere che il settore dell’asilo debba essere riformato a fondo? 3. È disposto a sospendere l’aiuto allo sviluppo ai Paesi che si rifiutano di riammettere i loro cittadini respinti? 4. È disposto ad adottare misure per dissuadere i potenziali richiedenti l’asilo dal lasciare il loro Paese per venire in Svizzera? 5. È disposto ad avviare la delocalizzazione delle procedure d’asilo in Paesi terzi, come lasciato intendere dal consigliere federale Jans in un’intervista rilasciata a CH Media (21.09.2024)? 6. A che punto è il suo progetto di concludere accordi con Paesi terzi sulla riammissione di richiedenti l’asilo respinti? 7. È disposto a sostenere progetti in questi Paesi in modo da offrire prospettive economiche ai potenziali migranti, dissuadendoli così dal venire in Svizzera? 8. È disposto a ispirarsi a Paesi come la Danimarca o la Svezia, che praticano una politica d’asilo restrittiva rispettando nel contempo i loro obblighi internazionali?
Begründung
La politica d’asilo è un cantiere permanente da decenni. La NZZ ha colto nel segno: una strategia che certo non funziona in materia d’asilo è quella dello statu quo (16.09.2024). In effetti, troppe persone giungono in Svizzera, e la maggior parte non sono rifugiati. I costi e la criminalità sono fuori controllo. Il malcontento in seno alla popolazione non fa che crescere.Occorrono nuovi approcci, sia a livello europeo che a livello svizzero, e questo non soltanto nell’interesse dei Paesi di accoglienza, ma anche in quello dei richiedenti l’asilo. Vanno esaminati modelli in grado di dissuadere i potenziali migranti dall’intraprendere un viaggio pericoloso verso l’Europa. La delocalizzazione delle procedure d’asilo in Stati terzi sicuri permetterebbe di conseguire notevoli risparmi, salvare migliaia di vite, porre fine alle attività dei passatori e offrire prospettive economiche alle persone nei Paesi terzi.
Stellungnahme des Bundesrates
1./ 2. Il riassetto del settore dell’asilo, nel 2019, si è dimostrato efficace e in particolare ha permesso di accelerare le procedure. A cinque anni di distanza, Confederazione, Cantoni e Comuni riesaminano congiuntamente la strategia in materia d’asilo per identificare il potenziale di sviluppo.La maggioranza delle persone del settore dell’asilo si comporta correttamente in Svizzera. Nei mesi scorsi le autorità migratori federali e cantonali e le autorità di perseguimento penale cantonali hanno intensificato la collaborazione per combattere in maniera mirata i criminali del settore dell’asilo e degli stranieri. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha inoltre accelerato considerevolmente la procedura per le domande d’asilo senza probabilità di successo presentate da cittadini nordafricani. Come tutti gli altri Paesi europei, la Svizzera deve gestire un gran numero di persone in cerca di protezione, con un conseguente aumento proporzionale dei costi. Il Consiglio federale fa tuttavia notare che i richiedenti l’asilo, le persone ammesse provvisoriamente e le persone bisognose di protezione senza permesso di dimora percepiscono prestazioni di aiuto sociale ridotte rispetto alla popolazione residente. 3. Come ha rilevato nel parere relativo alla mozione Aeschi 19.4074 «Stati non cooperativi. Sospendere immediatamente l'aiuto allo sviluppo», il Consiglio federale si è rifiutato a più riprese, per motivi diversi, di vincolare la collaborazione internazionale della Svizzera alla disponibilità dei governi esteri a cooperare nel settore della riammissione. Questi motivi restano validi. 4./ 7. Nell’ambito della cooperazione internazionale, la Svizzera contribuisce a breve, medio e lungo termine a ridurre le cause di fuga e migrazione. Cerca di migliorare le condizioni di vita delle persone interessate in modo da dissuaderle a lasciare il loro Paese. Le correlazioni tra la cooperazione internazionale e la migrazione sono tuttavia complesse e dipendono dal contesto. Le decisioni prese nell’ambito della migrazione sono influenzate anche da altri fattori su cui la cooperazione internazionale non esplica alcun effetto. 5. Il Consiglio federale sostiene l’esame di strategie innovative nella politica in materia di migrazione. La delocalizzazione delle procedure d’asilo in Paesi terzi solleva questioni giuridiche pratiche da chiarire. Nel contesto delle più recenti discussioni a livello dell’UE e dei progetti previsti da Paesi europei, il Consiglio federale esaminerà questi temi senza preconcetti nel quadro dell’attuazione del postulato Caroni 23.4490 «Procedure d'asilo ed esecuzione degli allontanamenti all'estero. Analisi della situazione». L’Esecutivo fa notare che qualsiasi cooperazione con Stati terzi deve avvenire nel rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale pubblico. 6. Il Consiglio federale considera il settore del ritorno un elemento chiave di una politica d’asilo credibile. Nel quadro della sua politica migratoria estera attiva e internazionalmente riconosciuta, la Svizzera ha concluso 67 accordi nell’ambito del ritorno, tanti quanti nessun altro Stato europeo. Come già indicato nel parere relativo alla mozione Müller Damian 23.3176 «Rimpatrio degli Eritrei la cui domanda d'asilo è stata respinta. Avvio di un progetto pilota in uno Stato terzo», l’idea di eseguire gli allontanamenti coatti in uno Stato terzo incontra notevoli ostacoli pratici e giuridici che si oppongono alla sua concretizzazione. 8. Sì, il Consiglio federale segue con attenzione gli sviluppi della politica d’asilo in altri Paesi europei ed esamina le migliori prassi di altri Stati. Inoltre, la Svizzera intrattiene contatti e scambi regolari con altri Paesi europei.