24.4211 · Interpellanza · 2024-09-27
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Nelle scorse settimane il tema delle PFAS ha avuto ampio riscontro nei media svizzeri. Il Parlamento ha già conferito due incarichi concreti al Consiglio federale accogliendo il postulato Moser (22.4585) e la mozione Maret (22.3929). Con l’atteso rapporto in adempimento del postulato Moser sarà possibile gettare le basi per comprendere meglio questa classe di prodotti chimici e per elaborare una regolamentazione mirata.
Le PFAS constano di una miriade di prodotti chimici diversi e sono ampiamente utilizzate nell’industria, nell’artigianato e nei prodotti di uso quotidiano. Molte PFAS sono componenti di svariate tecnologie per la produzione di energia rinnovabile, in particolare di energia eolica e solare, ma anche delle pompe di calore destinate a sostituire gli impianti di riscaldamento a combustibili fossili negli edifici. Senza l’impiego di PFAS (in particolare dei fluoropolimeri) si rinvia considerevolmente la riduzione dei vettori energetici fossili proprio nel settore dell’edilizia perché i pannelli fotovoltaici e gli impianti eolici devono essere rivestiti di materiali resistenti alle intemperie. Tali rivestimenti sono composti da fluoropolimeri, che rientrano nella definizione di PFAS.
Numerose PFAS sono utilizzate in sistemi tecnici chiusi e non costituiscono dunque una fonte di emissioni. Inoltre, università e politecnici, ma anche le imprese del settore dell’industria e dell’artigianato, sono alla costante ricerca di alternative ai materiali composti da PFAS e sostituiscono tali sostanze laddove possibile.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle domande seguenti:
Domanda 1:
Quando, dove e attraverso quali canali il Consiglio federale informerà il Parlamento e la popolazione sulla definizione di PFAS che intende adottare e sulle categorie di sostanze che rientreranno in tale definizione?
Domanda 2:
Quale regolamentazione prevede il Consiglio federale per minimizzare considerevolmente i rischi ipotizzabili derivanti da singole PFAS e garantire al contempo l’utilizzo sicuro di questa categoria di sostanze nell’industria e nell’artigianato?
Domanda 3:
In che modo il Consiglio federale intende assicurare che le alternative ipotizzabili siano realmente preferibili rispetto alle PFAS al momento utilizzate nei sistemi tecnici, tenuto conto della valutazione complessiva relativa all’utilità per la società, alla disponibilità effettiva, e non solo teorica, nonché a eventuali rischi per l’essere umano e l’ambiente? E in che modo il Consiglio federale assicura che la ricerca e l’innovazione realizzate specialmente dagli attori economici siano incluse in tale valutazione?
Stellungnahme des Bundesrates
1) Le informazioni sono trasmesse attraverso i canali consolidati, come per esempio il sito Internet dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), che riporta varie informazioni sulle PFAS. Inoltre, nel quadro delle risposte agli interventi parlamentari sul tema, il Consiglio federale informa sui lavori in corso e previsti nonché sulla situazione attuale. Infine, in adempimento al mandato del postulato Moser (22.4585), presumibilmente entro la fine del 2025 presenterà un rapporto che ha l’obiettivo di analizzare la necessità di un piano d’azione per la riduzione dell’esposizione dell’uomo e dell’ambiente alle PFAS e ad altri prodotti chimici persistenti. 2) e 3) Le norme si basano sul diritto dell’Unione europea. Le restrizioni future sulle PFAS, compresa la loro definizione a livello internazionale, andrebbero armonizzate il più possibile in modo da raggiungere un livello uniforme di protezione, ampliare la portata del loro impatto ed evitare ostacoli al commercio. L’ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81) disciplina già oggi il divieto di fabbricazione, importazione e impiego delle PFAS problematiche. Il DATEC sta elaborando la bozza di un nuovo regolamento sull'acido perfluoroesano e i relativi composti precursori. Inoltre, sono previste ulteriori limitazioni su tutte le schiume antincendio contenenti PFAS, mentre in UE sono in corso dibattiti su una possibile limitazione di tutti gli impieghi di tutte le PFAS, seppur con deroghe e periodi transitori specifici per ogni impiego. La bozza del regolamento dell'UE si basa sulla definizione di PFAS dell’OCSE. La Svizzera segue questi sviluppi e valuterà la possibilità di recepire i regolamenti consultando i settori interessati. Già oggi, nel quadro dei lavori in adempimento al postulato Moser (22.4585) e alla mozione Maret (22.3929), è in atto uno scambio con gli attori dell’economia e della scienza svizzeri.