Occupazione della Palestina. La Svizzera deve adottare misure per porre fine all'occupazione e alla violenza dei coloni, in conformità con il parere della Corte internazionale di giustizia
24.4232 · Mozione · 2024-09-27
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale, nel quadro dei suoi obblighi di diritto internazionale, ricordati dalla Corte internazionale di giustizia nel suo parere del 14 luglio 2024, sta adottando misure concrete per porre fine alle violazioni del diritto internazionale umanitario e per impedire che vengano commesse nuove violazioni nel Territorio palestinese occupato. Queste misure includono sanzioni contro i coloni israeliani violenti, alla stregua di quanto deciso anche dall’Unione europea, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti.
Begründung
Tra il 7 ottobre 2023 e il 23 settembre 2024, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha registrato circa 1390 attacchi da parte di coloni israeliani contro cittadine e cittadini palestinesi, di cui circa 135 hanno causato morti e feriti tra i Palestinesi, circa 1110 hanno causato danni a proprietà palestinesi e circa 150 hanno causato sia vittime che danni alle proprietà. Dal 7 ottobre 2023, sono state 277 le famiglie palestinesi (per un totale di 1628 persone, tra cui 794 bambini) sfollate a causa di incidenti legati ai coloni israeliani. Sempre a partire da quella data, quasi 90 000 ulivi sono stati bruciati, sradicati o abbattuti dai coloni israeliani in Cisgiordania. Queste operazioni avvengono nella più completa impunità, spesso anche sotto la protezione dell’esercito di occupazione israeliano. La Svizzera ha deplorato gli atti di violenza commessi dai coloni contro i civili palestinesi, a volte nella più completa impunità, e ha ricordato a Israele di adottare tutte le misure necessarie per proteggere i Palestinesi dalla violenza dei coloni e per assicurare che gli autori di questi atti siano portati davanti alla giustizia. Ma le sue parole non hanno sortito alcun effetto. Nella dichiarazione giuridica presentata dalla Svizzera alla Corte internazionale di giustizia il 17 luglio 2023 nel procedimento sul parere consultivo concernente le conseguenze giuridiche derivanti dalle politiche e dalle pratiche di Israele nel Territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est, la Svizzera ha affermato che tutte le Alte Parti contraenti delle Convenzioni di Ginevra hanno l’obbligo di rispettare e far rispettare il diritto internazionale umanitario. Questo implica un obbligo negativo (di non fare) e uno positivo (di fare). Gli Stati terzi sono quindi tenuti a non incoraggiare, aiutare o assistere le violazioni del diritto internazionale umanitario commesse nel Territorio palestinese occupato. La Svizzera ricorda inoltre che questi Stati si sono impegnati ad adottare tutte le misure possibili per porre fine alle violazioni del diritto internazionale umanitario. (punto 52 della dichiarazione) Questo obbligo per tutti gli Stati è stato ripreso dalla Corte internazionale di giustizia nel suo parere consultivo del 19 luglio 2024. Nell’ambito di questo obbligo di diritto internazionale pubblico e del loro quadro giuridico nazionale, gli Stati Uniti, il Regno Unito e l’Unione europea hanno adottato sanzioni contro i coloni violenti e alcuni gruppi militanti israeliani. Il Regno Unito si è spinto perfino oltre, bloccando determinate esportazioni di materiale bellico. È tempo che la Svizzera, nel contesto degli obblighi di diritto internazionale pubblico sui quali essa stessa ha ufficialmente insistito, adotti misure per porre fine alle violazioni del diritto internazionale umanitario e per impedire che nuove violazioni vengano commesse nel Territorio palestinese occupato. E queste misure devono includere sanzioni contro i coloni israeliani violenti.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Come ha già ribadito il Consiglio federale nelle sue risposte alla mozione 24.3350, all’interpellanza 23.4467 e all’interrogazione urgente 21.1039, i criteri di autorizzazione previsti dalla legge federale del 13 dicembre 1996 sul materiale bellico (LMB; RS 514.51) vietano già l’esportazione definitiva di materiale bellico dalla Svizzera a Israele. In base alla legge sugli embarghi (LEmb, RS 946.231), la Confederazione può emettere misure coercitive per applicare sanzioni volte a garantire il rispetto del diritto internazionale pubblico, in particolare dei diritti umani, decise dalle Nazioni Unite, dall’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa o dai principali partner commerciali della Svizzera. Il 19 aprile e il 15 luglio 2024, l’UE ha adottato sanzioni tematiche nell’ambito dei diritti umani contro i coloni israeliani estremisti. La Svizzera non le ha adottate poiché decide caso per caso, in linea con la sua prassi attuale nel settore delle sanzioni tematiche. Come ha già fatto in numerose occasioni, per esempio nel quadro del Consiglio di sicurezza dell’ONU ma anche unilateralmente, la Svizzera continua a ricordare alle parti i loro obblighi di diritto internazionale umanitario, condannandone fermamente le violazioni. Inoltre, la Svizzera invita regolarmente gli Stati a garantire che tutte le parti in conflitto rispettino il diritto internazionale umanitario e a utilizzare la loro influenza a tal fine, ai sensi dell’articolo 1 comune alle quattro Convenzioni di Ginevra (RS 0.518.12; RS 0.518.23; RS 0.518.42; RS 0.518.51).
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.