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24.4314 · Interpellanza · 2024-12-09

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

Tra ottobre 2015 e inizio 2020 Putin ha condotto una guerra aerea contro il popolo siriano con caccia e bombardieri russi costruiti con beni a duplice impiego svizzeri. Pongo quindi le seguenti domande al Consiglio federale. A fronte delle migliaia di vittime civili delle forze aeree russe, che cosa pensa dell’affermazione dell’ex capo del Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) nel dibattito al Consiglio degli Stati in merito alla richiesta da parte di Karin Keller-Sutter di allentare la prassi in materia di autorizzazioni per i beni a duplice impiego alla Russia, ossia che non devono esserci criteri di valutazione ideologici (10.03.2016)? La parte di responsabilità della Svizzera, piuttosto vantaggiosa per le imprese interessate, non obbliga il nostro Paese a impegnarsi fortemente nell’aiuto umanitario e nella ricostruzione della nuova Siria? Questa responsabilità della Svizzera non è forse un motivo in più per inasprire anziché per allentare la prassi di esportazione per le armi e i beni a duplice impiego?

Begründung

Secondo un rapporto dell’Economic Security Council of Ukraine (EEB) pubblicato il 16 giugno 2022 dalla International Volunteer Community InformNapalm, fino al 2022 le aziende svizzere hanno svolto un ruolo importante nella produzione di armi russe, a dispetto delle sanzioni applicate in seguito all’annessione della Crimea. Si tratta principalmente di motori per jet da combattimento e sistemi missilistici. Alcune aziende svizzere hanno così fornito a Kuznetsov, un importante produttore di motori per aerei, macchine speciali che hanno consentito l’impiego di bombardieri strategici in Siria (e in Ucraina).L’irresponsabile allentamento della prassi di autorizzazione che ha contribuito a creare tanta sofferenza e distruzione in Siria obbliga ora la Svizzera a prestare un aiuto generoso.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si è già espresso in merito alla prassi seguita in materia di autorizzazioni per i beni a duplice impiego destinati alla Russia nella sua risposta del 10 maggio 2023 all’interpellanza 23.3310 Beni svizzeri a duplice impiego usati contro l’Ucraina. Il Consiglio federale aveva sottolineato in quell’occasione che le domande di esportazione di beni a duplice impiego erano state valutate caso per caso secondo i criteri dell’ordinanza del 27 agosto 2014, allora in vigore, che istituiva provvedimenti per impedire l’aggiramento delle sanzioni internazionali in relazione alla situazione in Ucraina (RU 2014 2803). All’epoca suscitavano perplessità le domande di fornitura di beni a duplice impiego alle cosiddette società miste, che producevano sia beni civili che militari. L’autorizzazione veniva negata sulla base dell’articolo 1 dell’ordinanza se dall’esame risultava che i beni erano interamente o in parte destinati a fini militari. La vendita, la fornitura, l’esportazione, il transito e il trasporto di beni a duplice impiego di cui all’allegato 2 dell’ordinanza sul controllo dei beni a duplice impiego (OBDI; RS 946.202.1) e di beni di cui all’allegato 1 dell’ordinanza che istituisce provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina (RS 946.231.176.72), volti al rafforzamento militare e tecnologico o allo sviluppo del settore della difesa e della sicurezza, a destinazione della Federazione Russa o per un uso nella Federazione Russa sono vietati dall’entrata in vigore delle sanzioni il 4 marzo 2022. Le presunte violazioni alle disposizioni dell’ordinanza che istituiva provvedimenti per impedire l’aggiramento delle sanzioni internazionali in relazione alla situazione in Ucraina legate al trasferimento di beni a duplice impiego a fini militari sono state segnalate alle autorità di perseguimento penale competenti.Il Consiglio federale ritiene sufficienti le disposizioni esistenti sui controlli delle esportazioni. Nel quadro della cooperazione internazionale, la Svizzera fornisce dal 2011 aiuti umanitari alla popolazione in Siria e nei Paesi vicini (Libano, Giordania e Turchia). L’importo di questi aiuti è stato di 60 milioni di franchi all’anno nel 2023 e nel 2024, una metà destinata ad attività in Siria e l’altra metà ad attività nei Paesi vicini. Si tratta di una delle azioni umanitarie più importanti nella storia svizzera.In Siria la Svizzera porta avanti dal 2011 un approccio globale e sostiene le persone in difficoltà in base ai loro bisogni, indipendentemente dalle linee di conflitto. Le sue attività umanitarie in Siria non si sono limitate all’aiuto per le situazioni di emergenza: il nostro Paese ha svolto un ruolo di primo piano nella promozione dell’impegno a rafforzare la resilienza della popolazione siriana. Grazie alla sua presenza nella regione e in tutta la Siria, al rispetto dei principi umanitari e alle modalità dei suoi aiuti umanitari, la Svizzera viene percepita come attrice credibile e neutrale ed è pronta a rispondere alle nuove esigenze e alle nuove possibilità che potrebbero risultare dalla situazione attuale.