24.4351 · Mozione · 2024-12-12
Dipartimento di giustizia e polizia
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di chiudere l’Istituto svizzero di diritto comparato (ISDC).
Begründung
L’ISDC costa ai contribuenti oltre 7,5 milioni di franchi all’anno. In linea di principio, la redazione di pareri giuridici e la realizzazione di studi di diritto comparato non rientrano tra le mansioni della Confederazione. Questi compiti possono essere svolti anche da università, scuole universitarie o uffici privati, visto che esiste un mercato per prestazioni di questo tipo. Parimenti, i Cantoni che necessitano di un servizio di consulenza giuridica possono associarsi tra loro. Le prestazioni dell’ISDC non sono dunque indispensabili e pesano inutilmente sul bilancio della Confederazione in tempi di importanti deficit strutturali. Occorre pertanto chiudere l’ISDC.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Nel 2018 la legge federale sull’Istituto svizzero di diritto comparato (LISDC; RS 425.1) è stata oggetto di una revisione totale. L’adozione all’unanimità del nuovo testo da parte di entrambe le Camere del Parlamento evidenzia un chiaro riconoscimento politico della legittimità dell’Istituto. Nel quadro dei lavori preparatori, anche gli ambienti scientifici come le università si sono espressi a favore del suo mantenimento (cfr. FF 2018 771, in particolare 774). Secondo il Consiglio federale non esiste alcun nuovo elemento per mettere in discussione la volontà del legislatore. Come il Consiglio federale ha rammentato negli obiettivi per il periodo 2024-2027, l’Istituto deve restare un centro di competenza e di ricerca scientifica in diritto comparato e continuare a essere riconosciuto sul piano internazionale (cfr. comunicato stampa del Consiglio federale del 24 gennaio 2024 «Istituto svizzero di diritto comparato: obiettivi strategici»). Dalla sua creazione, l’Istituto allestisce pareri sul diritto estero per le autorità federali. La sua chiusura priverebbe il legislatore di una fonte importante per elaborare la legislazione svizzera e negoziare convenzioni internazionali. Questi pareri servono anche a verificare, nell’elaborazione di un nuovo atto normativo, se si possa fare a meno di prevedere requisiti più severi rispetto a quelli previsti da regolamentazioni estere, come esige la nuova legge sullo sgravio delle imprese (cfr. art. 4 cpv. 1 lett. b LSgrI; RS 930.31). Inoltre, in determinate procedure le informazioni e i pareri giuridici dell’Istituto sono importanti per le autorità di perseguimento penale e le autorità giudiziarie. Anche il settore privato approfitta dell’attività dell’Istituto, che può fornire prestazioni commerciali a terzi, ad esempio avvocati, notai o imprese. Alla luce degli sviluppi internazionali e dell’internazionalizzazione dell’attività economica della Svizzera, per questi attori la necessità di accedere al diritto estero continuerà ad aumentare. Per adempiere i suoi compiti, l’Istituto collabora in maniera integrativa con università o scuole universitarie. Mentre le università si concentrano principalmente sul diritto svizzero, l’Istituto ha il compito specifico di documentare i sistemi giuridici esteri mettendo a disposizione risorse uniche di cui le università non dispongono. Grazie alla ricchezza del fondo documentale della sua biblioteca, ricercatori da tutta la Svizzera possono accedere a fonti giuridiche del mondo intero, senza dipendere da istituti esteri. Il bilancio dell’Istituto (tra 7 e 7,5 milioni di franchi) non ha subito modifiche sostanziali dal 2009. Negli ultimi quattro anni, la sua attività commerciale e la redazione di pareri giuridici per le autorità cantonali hanno generato entrate medie comprese tra 400 000 e 500 000 franchi. Infine, il Consiglio federale rileva che il ricorso a uffici privati come propone l’autore della mozione comporterebbe notevoli ripercussioni per il bilancio dell’Amministrazione federale. Inoltre, questi uffici privati non sarebbero in grado di fornire informazioni su determinati ordinamenti giuridici né di garantire obiettività e qualità.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.