24.4464 · Mozione · 2024-12-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Trasmesso al Consiglio federale
Wortlaut
Siamo sommersi da immagini e video falsi grazie alle nuove tecniche che permettono di generare e manipolare le immagini utilizzando l’intelligenza artificiale.
Il Consiglio federale è incaricato di presentare una strategia che permetta di procedere in maniera coordinata contro l’uso abusivo delle immagini e il ricatto tramite immagini intime, accordando particolare attenzione alla protezione dei bambini e dei giovani.
Begründung
Alcune questioni urgenti che si pongono nella nostra epoca sono: chi fa che cosa delle nostre immagini e di quelle dei nostri bambini? Di quali immagini ci si può ancora fidare? Come impedire la produzione e l’utilizzo di immagini false (deepfake)?L’intelligenza artificiale (IA) permette di trasformare una semplice immagine in una foto di nudo o di generare un video a partire da poche immagini. Le false foto di nudo o i video porno deepfake sono utilizzati per estorcere denaro o vere immagini sessualmente esplicite. Le vittime sono spesso anche minorenni. I genitori sono ricattati con video porno deepfake in cui riconoscono i loro figli. Tutte le persone le cui immagini sono liberamente accessibili sono potenziali vittime di sextortion o di frode, come pure i loro familiari. Questo rischio è diventato molto più importante negli ultimi tempi a causa delle nuove tecnologie. La manipolazione e la messa in circolazione non sono mai state tanto semplici: i mezzi per farlo sono facili da ottenere e utilizzare. È necessario elaborare un approccio globale per la protezione dalle massicce violazioni della personalità e dalla violenza pedocriminale in rete tramite immagini manipolate. Prevenzione, misure regolatorie e perseguimento penale devono andare di pari passo. Attualmente la Svizzera ne è ben lontana. La ciberstrategia nazionale non tratta né il problema delle immagini manipolate, che sta diventando un fenomeno di massa, né la ciberpedocriminalità. È necessaria una strategia globale per fermare l’ondata di video porno deepfake e di sextortion.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole dell’importanza della prevenzione e della lotta alle manipolazioni di immagini, sia in generale sia in relazione alla pedocriminalità. In Svizzera il perseguimento della cibercriminalità, e in particolare dei reati menzionati nella mozione, compete in linea di massima ai Cantoni. Tuttavia, anche diversi attori della Confederazione sono coinvolti nella lotta a tale fenomeno. fedpol gestisce il punto nazionale di contatto per la collaborazione con il «National Center for Missing and Exploited Children» (NCMEC) degli Stati Uniti. In tale ambito offre sostegno ai Cantoni selezionando, preparando e attribuendo i casi direttamente ai singoli Cantoni interessati. Svolge inoltre compiti operativi di coordinamento di polizia giudiziaria a livello nazionale e internazionale e garantisce lo scambio internazionale d’informazioni. La Rete di supporto digitale alle indagini sulla criminalità informatica (NEDIK), istituita nel 2018 dalla Conferenza delle e dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera (CCPCS), mira inoltre a garantire il coordinamento tra Cantoni nella lotta alla criminalità digitale, il trasferimento delle conoscenze e il raggruppamento delle risorse. L’Ufficio federale della cibersicurezza rappresenta un ulteriore importante attore e partner per le autorità di perseguimento penale. È competente per l’attuazione della Ciberstrategia nazionale che contiene tra l’altro misure finalizzate a una lotta e un perseguimento efficaci in materia di cibercriminalità. Quest’azione di contrasto e di perseguimento riguarda anche la pedocriminalità nel ciberspazio. Nella Ciberstrategia nazionale si è espressamente rinunciato a menzionare misure relative a singoli fenomeni. La strategia intende infatti avere una portata quanto più ampia e concentrarsi sulle misure che rafforzano, in via generale, la cibersicurezza. La «lotta e il perseguimento efficaci in materia di cibercriminalità» sono indicati quale obiettivo all’interno della strategia. Anche il Cyberboard, elaborato nel 2018 dal Ministero pubblico della Confederazione, contribuisce a rafforzare la collaborazione tra Confederazione e Cantoni e il coordinamento nel trattamento di casi intercantonali. Una delle misure principali nella lotta alla violenza online è costituita dalla promozione delle competenze mediatiche ai fini di prevenzione. Pertanto, nel suo ruolo sussidiario e in concorso con gli attori cantonali coinvolti, la Confederazione si impegna in tale ambito con il proprio programma nazionale e, dal 2015, con la piattaforma nazionale Giovani e media dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS). Infine, la Prevenzione Svizzera della Criminalità (PSC), quale servizio intercantonale specializzato nel settore della prevenzione della criminalità, si occupa di diversi fenomeni di violenza online (tra cui ciberbullismo e sextortion). Nel 2024 Protezione dell’infanzia Svizzera ha lanciato una campagna di sensibilizzazione contro i reati sessuali online su bambini e giovani, in collaborazione con fedpol, la piattaforma nazionale Giovani e media, la PSC e NEDIK nonché con il sostegno di altri attori. La campagna, prevista per un periodo di tre anni, ha lo scopo di diffondere messaggi di prevenzione congiunti. Nel 2024 l’accento è stato posto sulla sextortion nonché sulla manipolazione di video e immagini per mezzo dell’intelligenza artificiale. Le vittime di violenza online possono chiedere prestazioni quali il sostegno di consultori di aiuto alle vittime secondo la legge federale del 23 marzo 2007 concernente l’aiuto alle vittime di reati (LAV, RS 312.5), se la loro integrità psichica o sessuale è stata direttamente lesa (art. 1 LAV). Questo può avvenire, ad esempio, se il reato di violenza in rete può essere classificato quale minaccia (art. 180 CP) o coazione (art. 181 CP) (cfr. risposta del Consiglio federale all’interpellanza Gysin 21.3683 Prevenzione della violenza in rete). Il Consiglio federale ritiene che le strutture summenzionate e le vigenti disposizioni penali costituiscano già strumenti adeguati per la lotta alla cibercriminalità e che non sussista pertanto alcuna necessità di elaborare una strategia su un tema specifico quale l’uso abusivo delle immagini.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.