Tassa sanitaria dei frontalieri. La Svizzera ottenga l'accesso ai mercati finanziari prima di concedere i dati all'Italia
24.4523 · Mozione · 2024-12-19
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di subordinare qualsiasi decisione in merito alla fornitura dei dati dei lavoratori frontalieri al Governo italiano, per attuare la tassa sanitaria, alla conclusione di un accordo che garantisca agli istituti finanziari svizzeri un accesso equo e pieno al mercato finanziario italiano come previsto dalla Road Map firmata il 23.02.2015. In assenza di tale accordo, si invita a rigettare la richiesta del Governo italiano.
Begründung
La decisione del Governo italiano di introdurre una tassa sanitaria per i frontalieri sembra essere una misura fiscale unilaterale che potrebbe violare lo spirito di cooperazione bilaterale sancito dall’accordo sui frontalieri. Tale decisione, se non correttamente bilanciata, rischia di compromettere i rapporti tra i due Paesi, che con la sottoscrizione dell'accordo si sono impegnati a non attuare misure unilaterali.
La recente richiesta di accesso ai dati sui frontalieri, formulata dal Governo italiano all'Amministrazione federale, rappresenta un'opportunità per la Svizzera di negoziare condizioni più favorevoli nei rapporti bilaterali, in particolare per quanto riguarda l'accesso al mercato finanziario italiano da parte degli istituti bancari svizzeri, una questione aperta e mai risolta nonostante gli impegni definiti dalla Roadmap siglata nel lontano 2015.
Per tutelare gli interessi della Confederazione e garantire una reciprocità nelle relazioni bilaterali, il Consiglio federale deve adottare un approccio fermo e strategico, evitando concessioni unilaterali e chiedendo il rispetto degli impegni bilaterali da parte italiana. Infine, coinvolgere i Cantoni interessati è fondamentale per assicurare che ogni decisione rispecchi le necessità delle regioni direttamente coinvolte.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
L’introduzione di questa tassa destinata al settore sanitario italiano («tassa sanitaria») per i frontalieri è una misura prevista dal diritto interno italiano. Attualmente in Svizzera non esiste una base legale che permetterebbe uno scambio transfrontaliero di dati legati a tale tassa sanitaria. Nemmeno l’Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana relativo all’imposizione dei lavoratori frontalieri, con Protocollo aggiuntivo, firmato a Roma il 23 dicembre 2020, contiene disposizioni concernenti lo scambio di informazioni sui frontalieri soggetti alla tassa sanitaria. Se l’Italia dovesse avanzare una simile richiesta di scambio di dati, il Consiglio federale analizzerebbe attentamente la situazione tutelando gli interessi della Svizzera, in particolare dei Cantoni di confine interessati. Uno scambio di dati richiederebbe in ogni caso una base legale da presentare al Parlamento. In questo contesto il Consiglio federale rimanda alle sue risposte alle interpellanze 22.3174 e 22.3539, in cui ribadisce che la Svizzera continuerà ad adoperarsi per l’attuazione di importanti richieste come la garanzia dell’accesso transfrontaliero al mercato italiano per i servizi finanziari. La «roadmap» firmata a Milano nel 2015 prevede la prosecuzione del dialogo finalizzato al miglioramento dell’accesso a tale mercato. L’Esecutivo conferma la volontà di mantenere questo impegno, sottolinea però che, diversamente da quanto chiesto nella mozione, intende valutare la situazione negoziale nel suo complesso ed effettuare una valutazione approfondita degli interessi in gioco. Nel farlo considererà, per quanto possibile, le richieste riguardanti la questione dell’accesso al mercato transfrontaliero dei fornitori svizzeri di servizi finanziari.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.