24.4550 · Interpellanza · 2024-12-20
Dipartimento dell'interno
La dichiarazione sull’intervento è disponibile
Wortlaut
La decisione dell’Australia di vietare l’utilizzo dei social media al di sotto dei 16 anni per questioni di protezione dei minori ha suscitato scalpore a livello internazionale. I contenuti vietati ai minori o gli algoritmi che creano dipendenza presenti su queste piattaforme celano rischi considerevoli e stanno finendo sempre più nel mirino dell’opinione pubblica. Anche in altri Paesi si sta discutendo intensamente sull’introduzione di un’età minima per l’utilizzo delle piattaforme social. In Svizzera, secondo un’inchiesta rappresentativa condotta da Tamedia, il 78 per cento della popolazione si dichiara a favore di un’età minima legale di 16 anni. Le piattaforme dei social media sono però particolarmente importanti per i giovani, che grazie a esse possono interagire e informarsi in linea con i tempi. Divieti totali risultano pertanto problematici anche perché impedirebbero di apprendere in modo sicuro come utilizzare questi strumenti potenti. Per proteggere i minori pur garantendo loro un accesso adeguato ai social media è inevitabile ricorrere a limiti di età graduati. E a questo proposito sorgono importanti domande, in particolare: 1. quali servizi, contenuti o algoritmi devono essere resi inaccessibili e fino a quale età, 2. come possono essere attuati tecnicamente i limiti d’età senza ledere la sfera privata degli utenti e 3. come possono essere imposte queste barriere alle piattaforme interessate. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande: Nella risposta alla domanda del consigliere nazionale Farinelli (24.7527), ha dichiarato di non voler estendere i limiti di età alle piattaforme dei social media. A quali basi si rifà a sostegno della sua posizione?Nel suo rapporto sulla regolamentazione delle piattaforme valuterà proposte per limiti di età anche per i social media, considerato che si rifà alla normativa sui servizi digitali (digital service act), il quale prevede a sua volta misure di protezione dei minori per i social?Come intende garantire che i limiti di età previsti secondo l’autoregolamentazione nell’ambito della protezione dei minori nel settore dei film e in quello dei videogiochi a partire dal 2025 funzionino in modo affidabile pur tutelando la sfera privata? Nel quadro del programma e-ID si sta discutendo con i fornitori di applicazioni social su come si possa certificare l’età in modo anonimo e vincolante tramite e-ID?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Come sottolineato dal Consiglio federale nella risposta alla domanda Farinelli 24.7527 «Fissare un’età minima per l’accesso ai social media», le condizioni di utilizzo della maggior parte delle reti sociali prevedono un’età minima di 13 anni. Un limite di età è quindi già previsto dai gestori, che declinano qualsiasi responsabilità per gli utenti più giovani. Di norma, rientra in gran parte nella responsabilità dei genitori vigilare sull’uso dei media da parte dei figli minorenni e informarsi sull’età minima. I bambini e i giovani dovrebbero essere preparati gradualmente all’utilizzo dei media digitali e accompagnati dai genitori o da altre persone di riferimento. Il Consiglio federale considera dunque fondamentali le attività di prevenzione e sensibilizzazione in materia. Sempre nella risposta alla domanda Farinelli, ha però anche affermato che continua a seguire con interesse lo sviluppo delle regolamentazioni in altri Paesi. Sulla base dei postulati Vara 24.4480 «Salute mentale dei giovani ed esposizione ai social media. Che cosa viene fatto?» e Graf Maya 24.4592 «Proteggere i bambini e i giovani dal consumo nocivo di social media», il Consiglio federale è disposto a esaminare se e in che misura siano opportuni limiti di età per le reti sociali. 2. Il regolamento europeo sui servizi digitali (digital service act, DSA) prevede l’obbligo per le piattaforme online (tra cui rientrano anche i social media) di garantire un elevato livello di sfera privata, sicurezza e protezione dei minori. Tra le possibili misure, il DSA menziona strumenti per la verifica dell’età e il controllo parentale. Attualmente, la Commissione europea sta elaborando linee guida con raccomandazioni in tal senso. In questo contesto viene proposta l’armonizzazione dei sistemi di controllo dell’età. L’adozione delle linee guida è prevista entro la metà di quest’anno. Il DATEC (UFCOM) sta elaborando un avamprogetto sulla regolamentazione delle grandi piattaforme di comunicazione e dei principali motori di ricerca che si orienta al DSA. Nel campo d’applicazione rientrano anche importanti piattaforme social come TikTok e Facebook. Il progetto mira a rafforzare i diritti di tutti gli utenti in Svizzera e a esigere più trasparenza dalle piattaforme. Attraverso obblighi di trasparenza e rendiconto dovrebbe essere possibile anche valutare meglio l’impatto delle attività delle grandi piattaforme di comunicazione e dei motori di ricerca sui diritti fondamentali degli utenti. 3. In base al principio della coregolamentazione, le organizzazioni di categoria nei settori dei film e dei videogiochi sono responsabili dell’impostazione delle disposizioni d’esecuzione e dunque anche della scelta del sistema di controllo dell’età nel quadro della legge federale sulla protezione dei minori nei settori dei film e dei videogiochi. Sono tuttavia tenute a presentare le loro proposte al Consiglio federale per l’esame e la dichiarazione del carattere vincolante. Per l’Esecutivo è importante trovare soluzioni per il controllo dell’età che richiedano l’impiego del minor numero di dati possibile. Per questa ragione ha già indicato in più occasioni l’Id-e quale una delle possibili soluzioni. La legge sull’Id-e approvata dal Parlamento prevede che l’Id-e possa essere impiegata quale soluzione per il controllo dell’età con il minor numero di dati. Nel quadro del programma Id-e non sono previste discussioni con i fornitori di applicazioni social sul tema menzionato.