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24.4673 · Interpellanza · 2024-12-20

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

La dichiarazione sull’intervento è disponibile

Wortlaut

In uno studio pilota effettuato nel 2021 dall’UFAM, le PFAS sono state riscontrate nelle acque sotterranee in poco meno della metà degli oltre 500 punti di misurazione NAQUA analizzati. Da allora vengono alla luce periodicamente nuove scoperte ed esempi di rilevamenti di concentrazioni problematiche di PFAS: in agosto, il divieto di vendere carne nel Cantone di San Gallo, ora il dato certo sulla presenza nelle acque sotterranee dell'acido trifluoroacetico (TFA), una sostanza che appartiene alla famiglia delle PFAS. Secondo l’UFAM, questo inquinante è stato rilevato in tutti i 516 punti di misurazione NAQUA selezionati a titolo di esempio. Il TFA è quindi presente in modo esteso, come scrive l’UFAM. E molti altri esempi seguiranno, dal momento che numerosi Cantoni stanno attualmente effettuando le proprie analisi.

Tenuto conto di questi ultimi dati, invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

  • I nuovi dati e la presenza estesa di TFA cambiano l’orientamento attuale del Consiglio federale?

  • Le misure adottate finora e le modifiche proposte nell’ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici sono sufficienti per poter proteggere la salute e l’ambiente?

  • Il Consiglio federale ha riconosciuto l’urgenza?

  • Il Consiglio federale sostiene la ricerca di alternative biologiche alle PFAS?

Stellungnahme des Bundesrates

L’obiettivo del diritto vigente in materia di ambiente e di prodotti chimici è proteggere le persone e l’ambiente dagli effetti nocivi soprattutto di sostanze e preparati (art. 1 legge sulla protezione dell’ambiente [RS 814.01] e art. 1 legge sui prodotti chimici [RS 813.1]). Gli adeguamenti vengono effettuati tenendo conto in particolare dello stato della tecnica e delle conoscenze e, per quanto possibile, in conformità al diritto dell’Unione europea (UE). In questo modo si intende raggiungere un livello di protezione il più possibile uniforme ed evitare ostacoli al commercio. Punto 1: Il Consiglio federale ha riconosciuto che le PFAS possono essere problematiche e considera il tema importante. Diversi uffici federali, tra cui l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), della sanità pubblica (UFSP) o della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), stanno lavorando su questo tema. Si coordinano tra loro e anche con i Cantoni, la comunità scientifica o i settori interessati. Le nuove conoscenze menzionate nell’interpellanza sono anche il risultato di questi lavori. Punti 2 e 3: Nell’ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81) sono già stati emanati diversi divieti di fabbricazione, importazione e impiego per i gruppi di PFAS più problematici. Da dicembre 2024 è in fase di consultazione un progetto di regolamentazione relativo all’acido perfluoroesanoico e ai suoi composti correlati nonché ai composti correlati atmosferici del TFA. Inoltre, sono previste ulteriori restrizioni per tutte le schiume antincendio contenenti PFAS, mentre nell’UE si sta discutendo di una possibile restrizione di tutti gli impieghi di tutte le PFAS, seppur con deroghe e periodi transitori specifici per ogni impiego («essential use»). La Svizzera segue questi sviluppi, valuterà la possibilità di recepire i regolamenti e consulterà i settori interessati. L’UFAM sta inoltre lavorando, insieme ad altri uffici federali interessati, ai Cantoni, agli istituti di ricerca e ai settori rilevanti, all’attuazione della mozione 22.3929 Maret «Definire nelle ordinanze dei valori specifici per i PFAS». Attualmente sono in corso i lavori preliminari per determinare i valori limite da integrare nelle ordinanze pertinenti. Infine, il Consiglio federale presenterà, presumibilmente entro la fine del 2025, un rapporto in adempimento del postulato 22.4585 Moser «Piano d’azione per la riduzione dell’esposizione dell’uomo e dell’ambiente ai prodotti chimici persistenti». Il rapporto intende dimostrare la necessità o meno di un piano d’azione per ridurre l’esposizione umana e ambientale alle PFAS e ad altre sostanze chimiche persistenti. Punto 4: Nei limiti delle risorse disponibili, la ricerca dell’Amministrazione federale promuove anche progetti nell’ambito delle PFAS. L’UFAM, ad esempio, ha sostenuto lavori di ricerca presso il Politecnico federale di Zurigo volti a identificare gli impieghi delle PFAS e di alternative prive di PFAS. Il Laboratorio federale svizzero per la scienza e la tecnologia dei materiali (Empa) sta inoltre svolgendo ricerche sullo sviluppo di alternative alle PFAS, ad esempio per i tessili idrorepellenti. Dopo aver testato con successo i prototipi in un ambiente d’impiego, l’implementazione industriale richiede ora appositi investimenti da parte dell’economia.