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Scambi di note tra la Svizzera e l’UE concernenti il recepimento dei regolamenti (UE) 2024/1351, (UE) 2024/1359, (UE) 2024/1349, (UE) 2024/1358 e (UE) 2024/1356 (Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE) (Sviluppi dell’acquis di Schengen e Dublino/Eurodac). Approvazione e trasposizione; modifiche di legge

25.037 · Oggetto del Consiglio federale · 2025-02-21

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Zusammenfassung

Scambio di note del 14 agosto 2024 tra la Svizzera e l’Unione europea concernente il recepimento del regolamento (UE) 2024/1359 sulla gestione dell’asilo e della migrazione, che modifica i regolamenti (UE) 2021/1147 e (UE) 2021/1060 e che abroga il regolamento (UE) n. 604/2013 (Sviluppo dell’acquis di Dublino/Eurodac)

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 21.03.2025

Il Consiglio federale adotta il messaggio relativo al patto europeo sulla migrazione e l’asilo

Il nuovo patto europeo sulla migrazione e l’asilo vuole rendere il sistema di migrazione e asilo più efficiente, a prova di crisi e solidale. In quanto Stato associato a Schengen e Dublino, la Svizzera è tenuta a parteciparvi in determinati settori ed è pertanto chiamata ad adeguare il diritto nazionale. Nella seduta del 21 marzo 2025 il Consiglio federale ha adottato il messaggio e le pertinenti modifiche legislative all’attenzione del Parlamento.

Il 14 maggio 2024 l’Unione europea (UE) ha adottato dieci regolamenti e direttive che insieme costituiscono il nuovo patto sulla migrazione e l’asilo. Questa riforma mira ad arginare la migrazione irregolare verso l’Europa e a ridurre la migrazione secondaria all’interno dello spazio Schengen attraverso procedure di asilo armonizzate ed efficienti. Si prefigge inoltre di alleggerire l’onere che grava sugli Stati Schengen sottoposti a una forte pressione migratoria attraverso una ripartizione solidale dei richiedenti l’asilo e altre modalità di sostegno. Il Consiglio federale accoglie con favore la riforma. Ritiene infatti che la Svizzera abbia, data la sua posizione geografica, un interesse vitale affinché la politica europea di migrazione e asilo sia efficace e il più possibile a prova di crisi.

Nuove regole nel settore Dublino

Cinque dei dieci atti normativi sono del tutto o in parte vincolanti per la Svizzera. Tra le altre cose disciplinano quale Stato Dublino è competente per l’esame di una domanda d’asilo. In generale le vigenti disposizioni sulla competenza sono mantenute, ma vengono abbreviati i termini per determinare lo Stato competente. In questo modo i richiedenti l’asilo possono essere trasferiti più rapidamente verso un altro Stato. Per prevenire la migrazione secondaria, si tiene ora maggiormente conto del legame del singolo richiedente con uno Stato Dublino, ma sarà più complicato trasferire la competenza per una domanda d’asilo da uno Stato Dublino a un altro. Il nuovo regolamento di crisi stabilisce le modalità che permettono agli Stati di derogare temporaneamente e in situazioni eccezionali a determinate disposizioni, ad esempio mediante procedure Dublino più lunghe.

Il riveduto regolamento Eurodac garantisce l’interoperabilità con altri sistemi informatici europei. Nella banca dati Eurodac sono state inserite ulteriori categorie di persone e registrate le immagini del volto e le impronte digitali di tutte le persone a partire dal sesto anno di età. Il Patto introduce inoltre una procedura per un rapido controllo delle persone provenienti da Stati terzi che entrano nello spazio Schengen senza soddisfare le condizioni d’entrata, allo scopo di consentire alle autorità competenti di accertare la loro identità, eseguire un controllo di sicurezza e registrare in loco i problemi di salute.

Sostegno facoltativo

Con questa riforma l’UE introduce per la prima volta un meccanismo di solidarietà vincolante allo scopo di distribuire i richiedenti l’asilo all’interno dell’UE. Il meccanismo di solidarietà non è vincolante per la Svizzera, che può tuttavia parteciparvi su base volontaria. Il Consiglio federale considera questo meccanismo un’opportunità per rafforzare durevolmente il sistema europeo di migrazione e asilo, e sostiene in linea di principio una partecipazione svizzera. Ha pertanto incaricato l’Amministrazione di elaborare proposte su come la Svizzera potrebbe concretamente partecipare a tale meccanismo.

Nella procedura di consultazione, la metà circa dei partecipanti – tra cui la maggior parte dei Cantoni – si è detta in linea di principio favorevole a recepire e trasporre i cinque regolamenti dell’UE. Alcuni Cantoni temono tuttavia un aumento degli oneri finanziari e di personale. Altri partecipanti criticano il fatto che la riforma sia incentrata principalmente sull’isolamento e sulla dissuasione e chiedono una partecipazione sistematica e concreta della Svizzera al nuovo meccanismo di solidarietà.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 19.06.2025

Respinto Patto sulla migrazione
La Svizzera non deve recepire il Patto sulla migrazione e l'asilo dell'Unione europea (UE). Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale con 84 voti contro 81 e 20 astenuti. Hanno votato "sì" il PS e il Centro, le opposizioni sono giunte dai ranghi dell'UDC e dei Verdi. Il PLR si è astenuto.

Il patto ha diversi obiettivi: rafforzare la resilienza del sistema europeo di migrazione in situazioni di crisi, promuovere una distribuzione più equa delle responsabilità tra gli Stati membri e contrastare con maggiore efficacia i flussi migratori irregolari, ha spiegato Giorgio Fonio (Centro/TI) a nome della commissione. L'obiettivo ultimo del patto è "garantire un sistema d'asilo efficiente e credibile, che protegga in modo efficace le persone bisognose di protezione, prevenendo al contempo gli abusi", ha aggiunto il ticinese.

"Il patto è un compromesso politico, storico, se si considerano le differenze tra i Paesi membri", ha detto il consigliere federale Beat Jans. "Un compromesso, come sappiamo bene in Svizzera, non è un libro dei desideri: è fatto di concessioni a tutte le forze politiche", ha aggiunto il ministro di giustizia e polizia.

"La Svizzera - ha proseguito Jans - ha tutto l'interesse affinché il sistema d'asilo europeo funzioni e venga rafforzato". Nel concreto, il Regolamento Dublino III sarà sostituito dal nuovo Regolamento AMMR, ha spiegato il consigliere federale. Le competenze restano invariate: nel territorio Schengen si può presentare una sola domanda d'asilo, e il primo Stato d'ingresso resta competente per esaminarla.

"Non offre soluzioni"

Nel dibattito d'entrata in materia l'UDC ha chiesto di non adottare il patto, o di adottarne unicamente le disposizioni indispensabili per restare associati a Schengen/Dublino. Gli accordi di cui discutiamo oggi non offrono alcuna soluzione concreta, ha sostenuto Gregor Rutz (UDC/ZH).

Il patto, ha sostenuto lo zurighese, non prevede rimpatri efficaci per le persone che non hanno bisogno di protezione, non distingue chiaramente tra migranti economici e bisognosi di aiuto, e semplifica ulteriormente il ricongiungimento familiare. "L'Europa continuerà ad attrarre migrazione irregolare: questi accordi non cambiano nulla". A suo dire, gli unici a trarne vantaggio sono i trafficanti e le reti illegali.

"Non affronta le cause della migrazione"

Anche la sinistra, in particolare i Verdi, non è "del tutto soddisfatta del patto discusso oggi: non affronta le cause strutturali delle migrazioni né garantisce una reale solidarietà tra gli Stati membri", ha detto Delphine Klopfenstein Broggini (Verdi/GE).

La Svizzera, ha accusato la ginevrina, ha adottato senza discussione gli aspetti più restrittivi del patto, rinunciando alle possibilità di introdurre misure di protezione complementari, pur previste dal testo. "Alcuni elementi positivi c'erano", osserva, "ma la Svizzera ha scelto di ignorarli".

Meccanismo di solidarietà

L'aspetto più discusso riguardava il meccanismo di solidarietà, non vincolante, che prevede una ripartizione più equa dei richiedenti asilo fra gli Stati Schengen/Dublino - accordo cui la Svizzera è associata - nonché altre misure di sostegno che dovrebbero contribuire ad alleggerire l'onere dei Paesi Schengen sottoposti a una forte pressione migratoria.

La proposta sul tavolo era la seguente: la Svizzera partecipa al meccanismo di solidarietà, ma solo se il sistema Dublino funziona correttamente per gli aspetti che la riguardano (ossia gli altri stati accettano di riammettere i richiedenti asilo respinti da Berna).

Tale proposta non ha però soddisfatto il PLR, che si era detto disposto ad accettare il Patto sulla migrazione ma senza il meccanismo di solidarietà. La proposta creerebbe una sorta di programma di reinsediamento all'interno dell'UE, ha sostenuto Christian Wasserfallen (PLR/BE).

"Il problema è che Cantoni e Comuni, che oggi sono già sovraccarichi, dovrebbero accogliere ancora più rifugiati", ha aggiunto il bernese che vedrebbe invece di buon occhio il fatto che la Svizzera partecipi solo finanziariamente, utilizzando i fondi già stanziati nell'ambito dei contributi alla coesione.

La proposta del PLR di non aderire al meccanismo di solidarietà è però stata respinta dal Centro e dalla sinistra, con 96 voti contro 89. Ciò ha causato, come detto, l'astensione dei liberali-radicali al voto d'insieme, che ha comportato il naufragio del progetto.

Gli altri tre decreti sono stati approvati

Gli altri tre decreti federali oggi in discussione sono invece stati approvati (solo l'UDC e i Verdi si sono opposti): si tratta, ha spiegato Jans, del nuovo regolamento in caso di crisi, che istituisce una procedura comune a livello UE per gestire situazioni eccezionali nel settore della migrazione e dell'asilo.

Sì anche alla riforma del Regolamento Eurodac, che prevede un'estensione della raccolta dei dati biometrici, e alle nuove disposizioni che prevedono procedure uniformi per il controllo dell'identità, dello stato di salute e dei potenziali rischi per la sicurezza delle persone entrate irregolarmente.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 09.09.2025

Migrazione, ok patto Ue, ma limiti a solidarietà

La Svizzera dovrebbe partecipare in linea di massima al meccanismo di solidarietà dell'Ue per la ripartizione dei migranti, ma a determinate condizioni. Lo ha stabilito oggi il Consiglio degli Stati per 37 voti a 6 durante l'esame del Patto sulla migrazione e l'asilo dell'Ue.

Dopo il rifiuto del Consiglio nazionale nel giugno scorso, oggi la camera dei Cantoni ha seguito invece le raccomandazioni della sua commissione preparatoria.

Il Patto mira a frenare l'immigrazione clandestina in Europa e a limitare la migrazione secondaria nello spazio Schengen grazie all'armonizzazione e all'ottimizzazione delle procedure di asilo. Dovrebbe entrare in vigore a metà del 2026.

"La Svizzera ha tutto l'interesse a migliorare il sistema europeo di asilo", ha affermato il consigliere federale Beat Jans. Questo Patto, a detta del "ministro" di giustizia e polizia, rappresenta un "compromesso storico" che suggella la solidarietà tra i Paesi europei. Esso avrà come conseguenza una diminuzione del numero di domande di asilo infondate e un rafforzamento della protezione delle persone che ne hanno effettivamente bisogno.

Il meccanismo di solidarietà - il punto più contestato dell'intero progetto, n.d.r - è obbligatorio per i 27 membri dell'Ue, ma non per la Svizzera. Tale meccanismo di prefigge di alleggerire il carico dei Paesi mediterranei, sottoposti a una forte pressione migratoria. Le modalità di sostegno a questi Stati sono flessibili: accoglienza di persone (rilocalizzazione), contributi finanziari o prestazioni alternative (ad esempio invio di personale specializzato).

A nome della commissione, Petra Gössi (PLR/SZ) ha raccomandato al plenum di aderire al meccanismo, già respinto dal Consiglio nazionale soprattutto a causa di un'alleanza fra UDC e PLR. Oggi i democentristi hanno tentato di affossare questo aspetto del Patto, ma non hanno potuto contare sul sostegno degli altri gruppi. Secondo Pirmin Schwander (UDC/SZ), sostenendo il meccanismo di solidarietà "si invia un segnale completamente sbagliato alla nostra popolazione e in particolare a quei comuni che sono già oberati a causa del fenomeno migratorio".

Tenendo conto del rifiuto della camera del popolo, quella dei Cantoni ha quindi optato per il compromesso elaborato dalla commissione e, con 27 voti a 14, ha stabilito che la Confederazione potrà adottare misure di solidarietà solo se gli Stati di Dublino essenziali per la Svizzera, come l'Italia, rispetteranno i loro obblighi nei confronti della Confederazione (ossia riammettendo quei migranti arrivati sul proprio territorio che hanno inoltrato richiesta di protezione).

Affinché il sistema funzioni, "è fondamentale che questi paesi riprendano le persone che hanno presentato una prima domanda di asilo presso di loro", ha sostenuto Pascal Broulis (PLR/VD).

Stando alla commissione, i Cantoni dovranno inoltre essere consultati in anticipo qualora la Confederazione decidesse di attivare il meccanismo di solidarietà. Berna dovrà anche garantire il rispetto dell'articolo 121a, capoverso 2 della Costituzione, inserito nel 2014 a seguito dell'adozione dell'iniziativa dell'UDC contro "l'immigrazione di massa".

La questione del finanziamento di eventuali misure di solidarietà non è ancora all'ordine del giorno, ha poi ricordato Beat Jans. Tuttavia, il Consiglio degli Stati ha tenuto a precisare che, per attuare la partecipazione al meccanismo di solidarietà, il Consiglio federale può utilizzare i fondi già concordati con l'Ue nell'ambito dei contributi agli Stati membri.

Gli altri tre punti del patto hanno ricevuto ampio sostegno. Tutte le persone entrate illegalmente nello spazio Schengen dovranno ora essere sottoposte a una procedura di filtraggio. I cittadini di paesi terzi che entrano illegalmente nello spazio Schengen, coloro che soggiornano già in Europa senza permesso di soggiorno, i richiedenti asilo e, d'ora in poi, le persone che beneficiano di protezione temporanea, vedranno i propri dati registrati nella banca dati Eurodac, che è stata ampliata.

Sono state inoltre sviluppate le disposizioni del sistema di Dublino, che determina quale Stato europeo è responsabile dell'esame di una domanda di asilo. In caso di crisi migratoria, il nuovo regolamento definisce in che misura gli Stati membri possono derogare alle norme vigenti.

Una novità importante del patto dell'Ue è l'introduzione di procedure alle frontiere esterne dell'Unione. La procedura alla frontiera è prevista per le persone la cui nazionalità ha un tasso di protezione inferiore o pari al 20% della media europea o che sono considerate un rischio per la sicurezza.

La procedura deve essere conclusa entro 12 settimane. Per coloro che non ottengono protezione a seguito della procedura di asilo, deve essere organizzato il rimpatrio entro un ulteriore termine di 12 settimane. I minori non accompagnati sono in linea di principio esclusi da questa procedura. Le famiglie con bambini hanno la priorità.

La Svizzera non applicherà queste misure alle frontiere esterne dell'Ue. Il dossier torna al Consiglio nazionale.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 16.09.2025

CN sostiene il meccanismo di solidarietà dell'UE

La Svizzera parteciperà in linea di massima al meccanismo di solidarietà dell'Ue per la ripartizione dei migranti, ma a determinate condizioni. Dopo gli Stati, oggi anche il Nazionale ha sostenuto il Patto sulla migrazione e l'asilo dell'Ue.

Dopo il "no" all'entrata in materia nel giugno scorso, oggi la Camera dei popolo - con 101 voti contro 72 e 22 astenuti - ha seguito invece la Camera dei cantoni su questa parte del nuovo Patto sulla migrazione. A votare contro sono stati il gruppo UDC e parte del PLR, mentre parte dei Verdi e del PLR si sono astenuti.

Il Patto mira a frenare l'immigrazione clandestina in Europa e a limitare la migrazione secondaria nello spazio Schengen grazie all'armonizzazione e all'ottimizzazione delle procedure di asilo. Dovrebbe entrare in vigore a metà del 2026.

Il meccanismo di solidarietà - il punto più contestato, ma anche il cuore dell'intero progetto, n.d.r - è obbligatorio per i 27 membri dell'Ue, ma non per la Svizzera. Tale meccanismo si prefigge di alleggerire il carico dei Paesi mediterranei, sottoposti a una forte pressione migratoria. Le modalità di sostegno a questi Stati sono flessibili: accoglienza di persone (rilocalizzazione), contributi finanziari o prestazioni alternative (ad esempio invio di personale specializzato).

Rischio di esclusione

La Svizzera ha tutto l'interesse a migliorare il sistema europeo in materia di asilo, ha affermato il consigliere federale Beat Jans. "Se oggi lo rifiutate, il progetto è finito". Tutti gli aspetti del patto migratorio presentato sono collegati, compresi quelli obbligatori per la Svizzera e già sostenuti dalle due Camere.

Se il Consiglio nazionale affossasse il meccanismo di solidarietà, la Svizzera rischierebbe l'esclusione dal sistema Schengen/Dublino, ha ribadito il ministro. Alla fine, la maggioranza del plenum l'ha seguito e solo l'UDC ha votato compatta contro l'entrata in materia. In giugno, il PLR si era unito ai democentristi e ad alcuni centristi per respingere questa parte del patto.

Dal canto suo, la sinistra - guidata da Balthasar Glättli (Verdi/ZH) - ha tentato invano di rinviare il progetto al Consiglio federale con il mandato di rivedere la politica d'asilo della Svizzera in senso più umanitario. Come in giugno, parte degli ecologisti si sono poi astenuti nel voto finale.

Condizioni

Il Consiglio nazionale ha poi precisato che la Confederazione adotta misure di solidarietà a condizione che il sistema di Dublino funzioni bene nel complesso nei confronti della Svizzera e che i Paesi importanti per la Svizzera, come l'Italia, rispettino i loro obblighi in materia di ammissione e riammissione dei richiedenti.

I Cantoni dovranno inoltre essere consultati in anticipo. Berna dovrà anche garantire il rispetto dell'articolo 121a, capoverso 2, della Costituzione, inserito nel 2014 a seguito dell'adozione dell'iniziativa dell'UDC contro "l'immigrazione di massa".

Il dossier torna al Consiglio degli Stati per l'esame di alcune divergenze minori.

Dibattito al Consiglio degli Stati, 18.09.2025

Deroga

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 22.09.2025

Il Consiglio nazionale ha eliminato l'ultima divergenza tecnica in merito al Patto Ue sulla migrazione. Il patto prevede un meccanismo di solidarietà per la ripartizione dei richiedenti asilo.

Scambi di note tra la Svizzera e l’UE concernenti il recepimento dei regolamenti (UE) 2024/1351, (UE) 2024/1359, (UE) 2024/1349, (UE) 2024/1358 e (UE) 2024/1356 (Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE) (Sviluppi dell’acquis di Schengen e Dublino/Eurodac). Approvazione e trasposizione; modifiche di legge | Lexipedia | Lexipedia