Casi di miocardite, trombosi venosa sinusale e sindrome di Guillain-Barré a seguito di vaccinazioni antiCOVID19 in Svizzera
25.3202 · Interpellanza · 2025-03-20
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Le vaccinazioni possono causare effetti collaterali, in rari casi anche potenzialmente gravi. A ragione, questo rischio non deve però servire da motivo per rinunciare a seguire le raccomandazioni vaccinali delle autorità: va invece ponderato a fronte dei benefici che derivano da un’immunizzazione, ossia la protezione da malattie infettive. Gli articoli 64–69 della legge sulle epidemie stabiliscono quali requisiti devono essere soddisfatti affinché una persona vaccinata abbia diritto a un indennizzo e/o una riparazione morale qualora subisca un grave danno alla salute a seguito della vaccinazione. A tal riguardo, il DFI ha pubblicato il volantino «Danni dovuti a vaccinazione in Svizzera» (edizione febbraio 2024) e mette a disposizione un modulo di domanda (entrambi disponibili al link https://www.edi.admin.ch/edi/it/home/dienstleistungen/impfschaeden.html). È comprensibile che non sia possibile fornire un elenco esaustivo dei quadri clinici che danno diritto a un indennizzo.
La sindrome di Guillain-Barré (SGB) è una malattia neurologica rara ma estremamente grave. È ormai scientificamente provato che la miocardite, la trombosi venosa sinusale e la sindrome SGB rientrano tra i possibili effetti collaterali delle vaccinazioni anti-COVID-19 (fonti presso l’interpellante). Su questa base è possibile richiedere indennizzi, per esempio in Germania.
Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
In Svizzera sono rilevati in modo sistematico i casi di miocardite, trombosi venosa sinusale e SGB correlati alle vaccinazioni anti-COVID-19? Quanti ne sono stati registrati dal 2020?
Le persone colpite in Svizzera possono essere indennizzate? Se sì, quante domande sono state presentate e quante persone sono state finora indennizzate? Chi si fa carico dell’indennizzo: la Confederazione, i Cantoni, i fabbricanti di vaccini o altri?
Qual è il termine di prescrizione per le domande di indennizzo per gli effetti collaterali delle vaccinazioni?
Qual è stato l’andamento dell’incidenza della rara SGB prima, durante e dopo la pandemia di COVID-19?t
Stellungnahme des Bundesrates
1. Swissmedic registra segnali di sicurezza relativi ai vaccini sulla base di notifiche spontanee di effetti indesiderati. Durante la pandemia in Svizzera sono stati impiegati principalmente i vaccini Pfizer e Moderna. La miocardite è un effetto collaterale riconosciuto di questi due vaccini (complessivamente 454 notifiche di casi sospetti in Svizzera). La trombosi venosa sinusale e la sindrome di Guillain-Barré (SGB) sono rischi legati al vaccino Janssen (con rispettivamente due e tre casi sospetti notificati), ma non confermati per Pfizer e Moderna. Per due casi sospetti notificati di SGB non è noto il tipo di vaccino. 2. Secondo gli articoli 64–69 della legge sulle epidemie (RS 818.101), chi subisce un danno in seguito a una vaccinazione ordinata o raccomandata dalle autorità ha diritto a un indennizzo e/o a una riparazione morale. In caso di vaccinazioni raccomandate, la Confederazione e il Cantone in cui è avvenuta la vaccinazione assumono in parti uguali i costi. L’indennizzo e/o la riparazione morale sono accordati solo se i danni non sono già stati coperti da terzi, ad esempio dal fabbricante del vaccino o da un’assicurazione. Fino alla fine di febbraio del 2025, sono pervenute alla Segreteria generale del Dipartimento federale dell’interno circa 370 domande di indennizzo e/o riparazione morale. Ad oggi, una persona è stata indennizzata; due domande sono state respinte per mancanza del nesso di causalità tra la vaccinazione e il danno alla salute e 270 per motivi formali, ad esempio a causa della documentazione insufficiente del danno alla salute. 3. La domanda deve essere presentata entro il compimento dei 21 anni di età o entro cinque anni dalla vaccinazione. 4. L’analisi dei dati dal 2010 al 2023 relativi alle ospedalizzazioni con SGB come diagnosi principale o secondaria evidenzia un aumento del numero di casi (433 nel 2010 e 642 nel 2023). Tra il 2020 e il 2021, il numero di casi è diminuito leggermente, passando da 574 a 552. Nel 2022, i casi sono aumentati arrivando a 621 e tra il 2022 e il 2023 si è verificato un ulteriore moderato incremento pari a quasi il 3,5 per cento. Durante e dopo la pandemia di COVID-19 non si osserva alcuna tendenza inequivocabile nell’andamento del numero dei casi. Sulla base di queste cifre non è possibile stabilire alcun nesso causale tra la COVID-19 e il numero dei ricoveri ospedalieri. A tal fine sarebbe necessaria un’analisi più dettagliata dei singoli casi.